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MAROCCO 16° Una notte nel Deserto del Sahara – G°17,18

Una notte nel Deserto del Sahara

Oggi è il grande giorno, anzi la grande notte nel Deserto del Sahara.

Dall’agenzia all’interno della città di Zagora con un piccolo pick-up raggiungiamo base di partenza, l’ultimo avamposto prima del nulla apparente.

Siamo in 3: io, Puccio e Ali, una guida tuareg di 50 anni e ovviamente i 3 dromedari già sellati, uno per ciascuno.

sahara come vestirsi

Ci fanno mettere il classico foulard copricapo dei Tuareg, lasciamo gli zaini nella capanna, prendiamo lo stretto indispensabile per due giorni e ci incamminiamo.

Sono le 13 del pomeriggio e dopo nemmeno 5 minuti improvvisamente inizia il deserto, iniziano le dune.

Un deserto solitario, non ci sono case, ne rumori, c’è un silenzio assordante, mai provato, che all’inizio ti incute anche timore.

Passiamo 5 ore a dorso dei dromedario in questa vasta distesa infinità e verso le 18 ci fermiamo vicino a una piccola oasi in cui non c’è nessuno.

Ali inizia a preparare il bivacco per la notte che consiste in 3 tappeti buttati per terra, qualche coperta e accende il fuoco per prepararci la cena.

Siamo sperduti chissà dove, senza nessun contatto con il mondo esterno e siamo liberi di fare ciò che vogliamo.

Ci togliamo subito le scarpe e iniziamo a correre come bambini nella sabbia morbidissima, finissima, color rossa, una delle poche cose che mi sono riportato a casa e che ogni tanto ritocco con affetto.

Giochiamo tra le dune di Erg dolci e rotonde, in un luogo incantevole, pulito, ordinato con panorami senza fiato, a 360°.

Inizia a tramontare il sole, iniziano i contrasti di luci, colori, sfumature.

credit foto Emanuele Margiotti

credit foto Emanuele Margiotti

Con il fuoco acceso ceniamo nella più classica tradizione berbera con tajine, cous-cous e te alla menta, parliamo per qualche ora del più e del meno in un mix tra italiano, arabo e francese, suoniamo un pò i bonghi e prima di andare a dormire facciamo una passeggiata sotto un cielo carico di stelle con la luna piena.

Dopo qualche ora che ci siamo addormentati ci prende una vera e propria tempesta di sabbia ma non ci interessa niente, mettiamo la testa sotto gli zaini e continuiamo a dormire.

Ci svegliamo che siamo sommersi da 20 cm di sabbia, sono le 5 ma già c’è un sole allucinate, facciamo colazione e riprendiamo la marcia.

Andiamo a vedere un altra oasi, ci fermiamo a pranzo e facciamo marca indietro verso Zagora dove arriviamo alle 15.

Tranne un forte ma di culo che ci accompagnerà per molti giorni e anche se sono passati quasi 15 anni e decine e decine di viaggi in giro per il mondo, rivedo l’esperienza della notte nel deserto del Sahara come una se non la più indimenticabile di tutte quelle fatte.

Il motivo è solo uno: IL DESERTO e la sua potenza sconfinata, romantica e poetica.

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