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MEDIO ORIENTE 8° Palmira, la “Sposa del deserto” – G°6

PALMIRA

Il teatro di Palmira

Il teatro di Palmira

Mi sveglio prestissimo, lascio l’hotel a Damasco, a piedi vado alla stazione dove prendo un bus locale per Palmira che dista 240 km.

Arrivo che è mezzogiorno, il bus ci lascia nella piazza in mezzo al piccolo centro di Tadmor, la città, in prossimità del sito, dove ci sono tutti i ristoranti e hotel.

Sotto consiglio di alcuni ragazzi che ho conosciuto a Damasco, vado albergo Al Faris, trovo una stanza condivisa con tre ragazze Koreane, lascio lo zaino e vai…..alla scoperta di Palmira.

Nel sito solo ci sono solo io e altri due turisti, è l’una del pomeriggio, il sole è a picco e la temperatura supera i 40 gradi.

Palmira, chiamata la “Sposa del Deserto”, sito archeologico dichiarato Patrimonio dell’Umanità, è stato in passato, specialmente tra il I° e III° secolo dc, uno dei più importanti e strategici centri carovanieri tra Europa, Impero Romano, Asia, Mesopotamia, Persia, India, Cina e NordAfrica.

Palmira vista dall'alto

Palmira vista dall’alto

Palmira, dall’Aramaico TadMor, ovvero Palma, la città perduta dei Romani, è stata per secoli, una specie di porto franco indipendente, usato prima e dopo i Romani, ma che con i Romani è entrata nella Storia.

Nel Sito Archeologico sono presenti:

– Edificio Religioso dedicato a Baal (lo Zeus Greco o il Giove Romano)

– Via Colonnata, di fronte al Santuario di Baal fino all’Arco Severiano, una via larga 11 metri con delle colonne che erano sormontate da statue

– Agorà, il foro dell’antica Roma, un quadrato di 80 metri di lato
– Terme Diocleziano, 85 x 51 metri
– Teatro, tipico Romano, ancora in buone condizioni
– Santuario di Nabu, una divinità Mesopotamica
– Santuario di BaalShamin, il signore del cielo, tipo Mercurio

E ancora, viali Colonnati, archi trionfali, mercati dove seta argento, spezie, coloranti e preziose merci da tutto il mondo venivano qui scambiate.

Tutto era racchiuso da una cinta muraria in una superficie di 140 ettari.

Palmira vista dall'alto

Palmira vista dall’alto

Se si chiudono gli occhi, si dimentica il deserto e si riaprono, vi sembrerà di essere veramente ai Fori Imperiali a Roma.

Una distesa di rovine monumentali che sono abituato a vedere nella mia città, me la ritrovo a mille e passa chilometri, ugualmente affascinante.

La maggior parte dell’architettura dei grandi imperi e il loro scopo ultimo era sempre rivolto verso il raggiungimento di quello stato divinatorio che avrebbe permesso di essere considerati dei Dei.

Ai Romani, di questa cosa non gli fregava un cazzo, loro volevano la guerra, ma più che altro volevano le puttane, volevano l’oppio e il vino e ieri come oggi, poco è cambiato.

pamira siria

Fuori al sito c’è una necropoli, un museo archeologico e poco distante la fonte Efqa, che per millenni ha alimentato l’Oasi nel deserto.

Insieme ad altri ragazzi che ho conosciuto andiamo a vedere il tramonto su di una collina appena fuori la città, è una di quelle cose che tutti i turisti fanno, ma vedere dall’alto, con il tramonto, questa Roma nel deserto, da l’impressione che sia tutto un miraggio.

Insieme alle tre Koreane andiamo a cena, pizza e birra e a dormire.

Domani si riparte

VIDEO DI PALMIRA

VIDEO 1 

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