BIRMANIA Itinerario Mappe e Costi del viaggio in Birmania
Birmania: itinerario, costi e mappe del viaggio
La Birmania è stato uno di quei viaggi che ci sono rimasti addosso. Non solo per i luoghi, che sono bellissimi, ma anche per il modo in cui li abbiamo vissuti: con spostamenti lenti, guesthouse semplici, autobus notturni, treni un po’ sgangherati, strade polverose, pagode dorate e giornate passate a camminare o pedalare senza troppa fretta.
In questo articolo trovi il nostro itinerario in Birmania giorno per giorno, con le tappe principali, i costi del viaggio, le spese per trasporti, guesthouse e ingressi, e qualche informazione utile per organizzare un viaggio simile.
Il viaggio si è svolto tra Yangon, Bagan, Lago Inle, Bago e Golden Rock, con un passaggio finale da Bangkok, soprattutto per motivi di voli e collegamenti.
La Birmania, oggi Myanmar, è una meta che richiede un minimo di adattamento. Alcuni spostamenti sono lunghi, le sistemazioni non sempre sono comodissime e bisogna mettere in conto qualche giornata un po’ stancante. Però è proprio questo che, almeno per noi, ha reso il viaggio così intenso e memorabile.
Dati del viaggio in Birmania
- Periodo: dal 21 settembre 2013 al 7 ottobre 2013
- Durata effettiva: 17 giorni
- Partecipanti: Enrico e Valeria
- Nazioni visitate: Birmania e Thailandia
- Tappe principali: Yangon, Bagan, Lago Inle, Bago, Golden Rock, Bangkok
Itinerario in Birmania giorno per giorno
1° giorno – 21 settembre
Roma – Doha: Partenza da Roma con volo Qatar alle 16:30 e scalo di circa 2 ore a Doha. Di fatto è stata una giornata di viaggio, di quelle in cui sei ancora fisicamente in Italia, ma con la testa sei già dall’altra parte del mondo.
2° giorno – 22 settembre
Doha – Bangkok – Yangon: Dopo lo scalo a Bangkok, siamo arrivati a Yangon verso le 18:00. Prima sera tranquilla in guesthouse, giusto il tempo di sistemarci, riprenderci dal viaggio e iniziare a entrare lentamente nell’atmosfera birmana. Yangon ci ha accolto con quella sensazione tipica dei primi giorni in Asia: caldo, rumori, odori, traffico e la voglia di uscire subito a curiosare, anche se la stanchezza del viaggio si faceva sentire.
3° giorno – 23 settembre
Yangon: La mattina siamo andati alla stazione per comprare i biglietti del treno per Bagan. Poi, sempre a piedi, siamo arrivati alla Pagoda Shwedagon, dove abbiamo trascorso buona parte del pomeriggio. La Shwedagon è uno di quei luoghi che ti fanno capire subito dove sei. Oro, fedeli, monaci, silenzio e movimento continuo allo stesso tempo. È stata una delle prime immagini forti del viaggio. Verso sera siamo tornati camminando verso la guesthouse, fermandoci anche alla Pagoda Sule. Yangon ci ha dato subito l’idea di una città intensa, caotica, non sempre bella al primo impatto, ma decisamente interessante.
4° giorno – 24 settembre
Yangon – Bagan in treno: Abbiamo girovagato un po’ senza una meta precisa per Yangon e nel pomeriggio abbiamo preso il treno notturno per Bagan. Il viaggio in treno è stato lungo e abbastanza spartano. Non è stato sicuramente il trasferimento più comodo del viaggio, anzi. Però è uno di quegli spostamenti che, a distanza di tempo, ricordi quasi più di tante visite organizzate. Sballottati, stanchi, ma felici di andare verso Bagan.
5° giorno – 25 settembre
Bagan: Siamo arrivati a Bagan verso le due del pomeriggio e ci siamo fermati a Nyaung U, la zona dove avevamo la guesthouse. È stata una prima giornata più tranquilla, utile per sistemarci, capire come muoverci e iniziare a respirare l’atmosfera incredibile di Bagan. Già dai primi giri si capisce che non è un posto qualsiasi.
6° giorno – 26 settembre
Bagan: Giornata dedicata alla scoperta di Bagan in bicicletta, tra templi, pagode e zedi. Bagan è uno di quei posti che ti rimangono addosso davvero. Ci si sposta tra strade polverose, templi enormi, piccoli santuari nascosti, bambini curiosi e panorami che sembrano usciti da un’altra epoca. La cosa più bella, almeno per noi, è stata girarla senza troppa programmazione. Pedalare, fermarsi, entrare in un tempio, uscire, vedere una pagoda in lontananza e cambiare strada.
7° giorno – 27 settembre
Bagan: Secondo giorno pieno a Bagan, ancora in bicicletta, sempre tra templi, pagode e zedi. Avere più giorni qui è stata una scelta giusta, perché Bagan non significa solo “vedere i templi”. Significa girare piano, aspettare la luce giusta, perdersi un po’, sedersi all’ombra e lasciarsi sorprendere da posti che magari non avevi nemmeno segnato sulla mappa. Bagan è stata senza dubbio una delle tappe più emozionanti di tutto il viaggio.
8° giorno – 28 settembre
Bagan – Lago Inle in bus: In mattinata abbiamo preso l’autobus per il Lago Inle, dove siamo arrivati prima di sera. Il trasferimento è stato abbastanza lungo, ma il cambio di paesaggio ci ha fatto subito capire che stavamo entrando in una Birmania diversa. Dopo la polvere e i templi di Bagan, il Lago Inle ci ha dato una sensazione più fresca, più lenta, più acquatica.
9° giorno – 29 settembre
Lago Inle: Giornata di escursione sul lago, dalle 9:00 alle 17:00, con una barchetta. Abbiamo visto villaggi sull’acqua, orti galleggianti, pescatori, laboratori artigianali e scene di vita quotidiana. È una giornata abbastanza classica per chi visita il Lago Inle, ma resta comunque molto bella, soprattutto se è la prima volta che si vede un mondo così diverso. Il Lago Inle ci è piaciuto perché ha un ritmo tutto suo. Meno spettacolare di Bagan, forse, ma molto umano.
10° giorno – 30 settembre
Lago Inle: Giornata in bicicletta nei dintorni di Nyaungshwe. Siamo andati al monastero Shwe Yan Pya, poi al villaggio Khaung Daing per vedere come viene prodotto il tofu, e infine alle Hot Spring. Lungo la strada ci siamo fermati anche a osservare il raccolto del riso. È stata una delle giornate più belle del viaggio, proprio perché semplice. Niente grandi monumenti, niente programma complicato: solo bici, strade di campagna, villaggi, risaie e incontri casuali.
11° giorno – 1 ottobre
Lago Inle – Bago in bus. A piedi siamo andati fino all’azienda vinicola Red Mountain e prima di sera abbiamo preso il bus notturno per Bago.Anche questa è stata una giornata di passaggio, ma con una bella parentesi prima della partenza. Il bus notturno ci ha permesso di risparmiare una notte e guadagnare tempo, anche se, come sempre, dormire davvero su un autobus è un’altra cosa.
12° giorno – 2 ottobre
Bago – Kinpun / Golden Rock: Siamo arrivati a Bago verso le 4 del mattino e alle 7 abbiamo trovato un bus per Kinpun, la base principale per visitare il Golden Rock. È stata soprattutto una giornata di trasferimento e sistemazione. Dopo la notte in bus, non eravamo esattamente freschissimi, ma ormai eravamo vicini a una delle tappe più particolari del viaggio.
13° giorno – 3 ottobre
Golden Rock: Siamo partiti alle 9:00 e, dopo circa 4 ore di cammino, siamo arrivati al Golden Rock. La salita è stata faticosa, ma arrivare a piedi ha dato più senso alla visita. Il luogo è molto particolare, pieno di fedeli e con un’atmosfera spirituale forte. Non è solo una roccia dorata in equilibrio: è un posto vissuto, venerato, sentito. Dopo la visita siamo tornati indietro in camion, soluzione decisamente più rapida e, dopo la camminata, anche molto apprezzata.
14° giorno – 4 ottobre
Golden Rock – Yangon in bus. La mattina abbiamo preso un bus per Yangon, dove siamo arrivati verso le 16:00. Nel pomeriggio abbiamo fatto un ultimo giro a piedi fino al mercato, godendoci le ultime ore in Birmania. Dopo tanti spostamenti, templi, biciclette e autobus, tornare a Yangon ci ha dato un po’ la sensazione di chiudere il cerchio.
15° giorno – 5 ottobre
Yangon – Bangkok in aereo: Partenza da Yangon alle 8:30 con volo Air Asia per Bangkok. Abbiamo trascorso gli ultimi due giorni a Bangkok, anche per trovare un amico che non vedevamo da aprile. Dopo la Birmania, Bangkok ci è sembrata quasi comoda, moderna, facile. Un contrasto curioso e anche piacevole prima del rientro.
16° giorno – 6 ottobre
Bangkok – Doha: Giornata a Bangkok e poi volo verso Doha.
17° giorno – 7 ottobre
Doha – Roma: Rientro in Italia.

Birmania Itinerario del viaggio con cartina
Spese del viaggio in Birmania
In due abbiamo utilizzato:
- 400 $, cambiati in Italia, indispensabili per pagare treni, guesthouse e tutti gli ingressi
- 300 €, cambiati a Yangon in moneta locale
In più, a persona:
- 25 € per il visto, fatto in Italia
- 785 € per i voli aerei
Totale spese a persona
Il totale delle spese a persona, considerando il viaggio in Birmania, è stato di circa:
1.135 € a persona
Per i due giorni e una notte a Bangkok, tra dormire, mangiare e trasporti, bisogna calcolare circa 50 € a persona
Costi principali del viaggio
TRASPORTI
- 720 € volo Qatar
- 65 € volo Air Asia Yangon – Bangkok
- 40 $ treno Yangon – Bagan
- 7 € bus Bagan – Lago Inle
- 10 € bus Lago Inle – Bago
- 5 € bus Bago – Kinpun
- 3 € bus Kinpun – Yangon
GUESTHOUSE – a notte per 2 persone
- 25 $ a Yangon
- 25 $ a Nyaung U, Bagan
- 25 $ a Nyaungshwe, Lago Inle
- 15 $ a Kinpun, Golden Rock
INGRESSI ED ESCURSIONI
- 5$ Pagoda Shwedagon
- 15$ ingresso a Bagan
- 5$ ingresso al Lago Inle
- 10$ escursione in barca sul Lago Inle
- 5€ Golden Rock
Le tappe più belle del viaggio
Le tappe che ci sono rimaste più impresse sono state senza dubbio Bagan, il Lago Inle e il Golden Rock.
Prima di tutto, Bagan è probabilmente il luogo più spettacolare del viaggio. Non solo per i templi, ma anche per l’atmosfera: polvere, silenzio, biciclette, pagode ovunque e quella sensazione di essere dentro un paesaggio senza tempo.
Poi, il Lago Inle ci è piaciuto perché è completamente diverso dal resto del viaggio. È più lento, più acquatico, più legato alla vita quotidiana dei villaggi. Inoltre, la giornata in bicicletta nei dintorni di Nyaungshwe, tra risaie e piccoli incontri lungo la strada, è una di quelle che ricordiamo con più piacere.
Il Golden Rock, invece, è stata una tappa particolare, forse meno immediata, ma molto intensa. Infatti, la salita a piedi, i pellegrini, l’atmosfera religiosa e quella roccia dorata sospesa in modo quasi impossibile ne fanno un posto davvero unico.
Considerazioni finali
La Birmania ci è sembrata una meta affascinante, intensa e ancora molto autentica. I costi, una volta arrivati sul posto, sono stati abbastanza gestibili. Sicuramente, le spese più importanti sono state quelle dei voli, mentre per spostamenti interni, guesthouse e ingressi siamo riusciti a mantenere un budget piuttosto contenuto.
È un viaggio che richiede adattamento. Infatti, bisogna accettare trasporti lunghi, orari non sempre comodissimi, sistemazioni semplici e qualche giornata stancante. Però, se si entra nello spirito giusto, la Birmania restituisce tantissimo.
Per noi è stato un viaggio bellissimo, non perfetto e forse proprio per questo ancora più vero. Alla fine, è stato un itinerario fatto di luoghi famosi, ma anche di momenti piccoli: una pedalata tra i templi, una camminata verso una pagoda, una sosta in una risaia, un bus preso all’alba, una guesthouse spartana, una barca lenta sul lago.
In conclusione, questo articolo è un riassunto generale del nostro itinerario in Birmania. Per il racconto dettagliato dei singoli giorni, con informazioni più precise su trasporti, guesthouse, ristoranti, escursioni e consigli pratici, puoi leggere anche i vari post dedicati alle singole tappe.
