Cile: Full Day Torres del Paine e Grotta del Milodón – Giorno 5
Tappa 5 – Giorno 5 – Puerto Natales / Full Day Torres del Paine / Grotta del Milodón / Puerto Natales

Dopo la faticata del giorno prima alla Base Torres, oggi il programma sembra quasi una vacanza.
Niente salita infinita, niente morena finale, niente neve sotto gli scarponi.
Niente vento in faccia per ore lungo il sentiero.
O almeno, così pensavamo.
Perché in Patagonia anche un tour in pulmino può diventare un’esperienza intensa, soprattutto quando il vento decide di ricordarti dove sei.
Il programma della giornata è il Full Day Torres del Paine, chiamato anche One Day Tour o semplicemente Full Day Paine. È una delle escursioni più classiche da Puerto Natales e probabilmente il modo più semplice per farsi un’idea generale del parco senza affrontare trekking lunghi.
Non è l’esperienza profonda del W Circuit, non è la fatica bellissima della Base Torres.
È un giro panoramico, adatto quasi a tutti, fatto di strade, soste, miradores, laghi, cascate, fotografie, vento, pause veloci e paesaggi enormi.
Perfetto per chi ha poco tempo, per chi non vuole camminare troppo o per chi, come noi, dopo il trekking del giorno prima ha bisogno di vedere il Paine da un’altra prospettiva.
Cos’è il Full Day Torres del Paine
Il Full Day Torres del Paine è un’escursione giornaliera con partenza da Puerto Natales.
Di solito si fa in minivan o pulmino, con una guida e varie soste nei punti panoramici più belli e facilmente raggiungibili del parco. Non richiede particolare preparazione fisica, perché le camminate sono brevi e quasi sempre facoltative.
È un tour perfetto per capire quanto sia vario il Torres del Paine.
In una sola giornata si passa da lagune salate a laghi glaciali, da cascate impetuose a panorami sulle montagne, da strade battute dal vento a spiagge di sassi, fino alla Grotta del Milodón, che spesso viene aggiunta come ultima tappa prima del rientro a Puerto Natales.
Nel nostro caso, anche questa escursione l’abbiamo prenotata tramite l’ostello.
Pagammo circa 60€ a persona, come il trekking del giorno precedente. Oggi i prezzi sono cambiati e variano molto in base ad agenzia, stagione, inclusioni ed esclusioni. Alcuni tour attuali partono da circa 65.000 CLP, ma bisogna sempre controllare cosa è incluso: ingresso al parco, ingresso alla Cueva del Milodón, pranzo, guida, trasporto e soste.
Noi avevamo il pranzo al sacco, scelta saggia, perché dentro e intorno al parco i prezzi salgono in fretta.
Partenza da Puerto Natales
La partenza è più comoda rispetto al giorno prima.
Non dobbiamo iniziare un trekking di otto ore, non dobbiamo salire alla Base Torres, non dobbiamo controllare ogni strato di abbigliamento come se stessimo partendo per una spedizione.
Però siamo sempre in Patagonia.
Quindi nello zaino finiscono comunque giacca, pile, pranzo, acqua, macchina fotografica e qualcosa da mangiare.
Il pulmino parte da Puerto Natales e piano piano ci lasciamo alle spalle la città, il mare interno, le case basse, il porto e quella luce fredda che da queste parti sembra arrivare sempre da lontano.
Il bello del Full Day Paine è proprio questo: non c’è una sola grande meta finale. Il viaggio è fatto di tappe successive, ognuna diversa, come se il parco ti venisse mostrato a capitoli.
Prima sosta: Cerro Castillo
La prima sosta è Cerro Castillo, piccolo centro vicino alla frontiera argentina.
È uno di quei luoghi che in altre parti del mondo passeresti senza notare troppo, ma qui, in Patagonia, anche un paese di poche centinaia di abitanti sembra avere un ruolo preciso: stazione di passaggio, punto di frontiera, luogo di caffè caldi, vento e strade lunghe.
Ci fermiamo per fare colazione in una caffetteria.
Un momento semplice, ma necessario.
Fuori c’è il freddo. Dentro, il caldo del locale, i bicchieri, il rumore della macchina del caffè e quella sensazione di essere in un posto lontanissimo da tutto.
Poi si riparte verso il parco.
Mirador Lago Sarmiento
La seconda grande sosta è il Mirador Lago Sarmiento.
Il Lago Sarmiento ha un aspetto diverso rispetto agli altri laghi del Torres del Paine. Meno “cartolina turchese”, più solitario, più lunare, più severo.
È un lago grande, aperto, battuto dal vento, con colori che cambiano a seconda del cielo. Non ha la teatralità immediata del Lago Pehoé o del Lago Grey, ma ha qualcosa di più asciutto e patagonico.
Da qui si inizia a percepire bene la scala del Paine.
Il massiccio è lì, ancora lontano, ma già abbastanza vicino da dominare l’orizzonte, le montagne sembrano ferme, le nuvole no.
Laguna Amarga
La tappa successiva è Laguna Amarga, una laguna con un’alta concentrazione di sali e minerali.
Il suo nome non è casuale: “amarga” significa amara. L’acqua, per composizione e salinità, ha caratteristiche molto particolari e crea un paesaggio quasi irreale, soprattutto quando il cielo è limpido e le montagne si riflettono in lontananza.
La Laguna Amarga è anche una delle porte d’accesso più importanti al parco, soprattutto per chi si dirige verso il settore Las Torres.
Per noi, che il giorno prima eravamo passati proprio da qui per iniziare il trekking alla Base Torres, è quasi un ritorno, solo che oggi non abbiamo scarponi da salita e otto ore di cammino davanti.
Oggi il Paine lo guardiamo dal finestrino, dai miradores e dalle soste.
Ingresso al Parco Torres del Paine
Arriviamo all’ingresso del parco.
Noi avevamo già fatto il biglietto il giorno prima, quindi era ancora valido. All’epoca il sistema era diverso e si poteva gestire il pagamento sul posto in modo più semplice.
Oggi l’ingresso al Parco Nazionale Torres del Paine si organizza online, tramite i canali ufficiali, e conviene sempre acquistarlo prima, scaricarlo sul telefono e tenerne una copia offline.
Questo è importante soprattutto per chi fa escursioni giornaliere: non bisogna pensare che il tour includa automaticamente tutto. Alcune agenzie includono il biglietto, altre no. Alcune includono anche la Grotta del Milodón, altre la fanno pagare a parte.
Prima di prenotare, chiedete sempre:
- il biglietto del parco è incluso?
- la Cueva del Milodón è inclusa?
- il pranzo è incluso?
- ci sono soste con camminate?
- quanto dura davvero il tour?
Sono domande banali, ma in Patagonia fanno la differenza.
Salto Grande: il vento del Paine
Una delle soste più belle della giornata è Salto Grande.
Il Salto Grande è una cascata potente che collega il Lago Nordenskjöld al Lago Pehoé. Non è altissima, non è una cascata verticale da record, ma ha una forza incredibile, soprattutto perché intorno c’è il paesaggio del Paine: montagne, acqua glaciale, vento e cielo in continuo movimento.
Qui il vento è impressionante, gelido, forte, laterale.
Quel giorno sembrava superare tranquillamente i 100 km/h. Non so se fossero davvero 100, 90 o 110, ma il corpo li percepiva tutti.
Camminare diventa buffo e faticoso allo stesso tempo. Ti pieghi senza volerlo, cerchi equilibrio, ti tieni il cappello, stringi la giacca, provi a fare una foto senza perdere le mani.
Il rumore dell’acqua si mescola al rumore del vento.
E per un attimo capisci che il Torres del Paine non ha bisogno di trekking lunghi per metterti alla prova.
Gli basta una sosta.

Salto Grande, una delle soste più belle del Full Day Torres del Paine, tra acqua glaciale e vento patagonico.
Hostería Pehoé e pausa pranzo
Dopo Salto Grande ci fermiamo nella zona dell’Hostería Pehoé, una delle immagini più scenografiche del parco.
Il Lago Pehoé è uno dei laghi più belli del Torres del Paine. Ha un colore quasi finto, un azzurro turchese che sembra esagerato anche quando lo vedi dal vivo. Sullo sfondo, se il cielo lo permette, si aprono i Cuernos del Paine e le montagne del massiccio.
Qui facciamo la pausa pranzo, il ristorante costava circa 25€ a persona già allora, quindi noi ci teniamo stretto il nostro pranzo al sacco.
Panini, qualcosa da bere, qualche snack, niente di elegante, ma con quella vista, anche un panino preparato la sera prima diventa un pranzo memorabile.

Mirador Los Cuernos: una delle viste più spettacolari del Full Day Paine, tra Lago Pehoé e montagne del massiccio.
Lago Grey
Una delle tappe più attese della giornata è il Lago Grey.
Il nome dice già molto. Rispetto ad altri laghi del parco, più turchesi e luminosi, il Grey ha un colore più freddo, più cupo, più glaciale. È un lago severo, dominato dal ghiaccio, dal vento e dalla presenza lontana del Ghiacciaio Grey.
Dal punto di arrivo facciamo una camminata di circa 2 km per raggiungere il mirador.
Il Ghiacciaio Grey è lontano, a circa 18 km, ma la sua presenza si sente comunque. Si vedono iceberg, acqua gelida, montagne scure, spiagge di sassi e una luce quasi metallica.
Non è il ghiacciaio visto da vicino come durante una navigazione, ma è comunque una delle immagini più forti della giornata.
Il Lago Grey ha qualcosa di diverso, meno accogliente, più artico, più remoto e forse proprio per questo resta impresso.

La navigazione sul Lago Grey permette di avvicinarsi al ghiacciaio, ma è un’escursione separata da verificare in base a stagione e meteo.
Lago Toro
L’ultima sosta panoramica all’interno della zona del Paine è il Lago Toro, il lago più grande della regione.
Dopo il turchese del Pehoé, la forza del Salto Grande e il grigio glaciale del Lago Grey, il Lago Toro sembra più aperto, più disteso, quasi infinito.
È uno di quei posti dove il paesaggio non esplode in modo spettacolare come davanti alle Torri, ma lavora in modo più lento.
Spazio, acqua, vento, montagne lontane, la Patagonia spesso è così: alterna colpi di scena a spazi vuoti. E proprio questi spazi vuoti, alla fine, sono quelli che ti restano più addosso.
Verso le 16 ripartiamo, ma la giornata non è finita, il tour comprende anche la visita alla Grotta del Milodón.
Verso la Grotta del Milodón
Dal Parco Torres del Paine ci dirigiamo verso la Cueva del Milodón, vicino a Puerto Natales.
La sosta alla Grotta del Milodón è spesso inclusa nei Full Day Paine, oppure può essere fatta separatamente con un tour di mezza giornata o in autonomia.
Noi ci arriviamo nel pomeriggio, stanchi ma ancora curiosi.
Il biglietto, nel nostro viaggio, costava circa 3€ e non era incluso nel pacchetto. Oggi anche qui il sistema è cambiato: il monumento ha tariffe ufficiali aggiornate, orari stagionali e biglietto da acquistare tramite i canali indicati.
Dal parcheggio un sentiero comodo porta verso l’ingresso della grotta, all’esterno c’è la riproduzione del Milodón, l’animale preistorico che ha dato il nome al luogo.
La Cueva del Milodón
Il Milodón era un grande mammifero erbivoro preistorico, una specie di bradipo gigante vissuto in Sud America durante il Pleistocene.
La grotta è famosa perché qui furono ritrovati resti e pelle di questo animale, resi noti alla fine dell’Ottocento dal pioniere tedesco Hermann Eberhard.
Il luogo è importante anche perché racconta molto della storia naturale e umana della Patagonia: animali estinti, primi gruppi umani, rifugi naturali, vento, freddo, sopravvivenza.
La grotta è grande, imponente, scenografica, ma bisogna essere onesti: oggi, vista in modo turistico, è soprattutto una grande cavità vuota e buia.
Il suo valore non sta tanto in quello che vedi al primo colpo, ma in quello che rappresenta, è un luogo che parla della Patagonia prima della Patagonia turistica.
Prima dei trekking, dei lodge, delle mappe e dei tour.
Una Patagonia abitata da animali giganteschi, gruppi umani in cerca di riparo e paesaggi ancora più selvaggi di quelli che vediamo oggi.

La Cueva del Milodón, vicino a Puerto Natales: un luogo legato alla storia naturale e preistorica della Patagonia.
Un’ora dentro la grotta
Rimaniamo circa un’ora nella zona della grotta.
Il sentiero è semplice, la visita non è faticosa e l’ambiente è adatto quasi a tutti. Non serve attrezzatura particolare, ma come sempre in Patagonia conviene avere una giacca: anche nei luoghi “facili”, il freddo e il vento trovano il modo di farsi sentire.
Dentro la grotta c’è quella sensazione strana dei posti che sono più importanti per la storia che per l’effetto immediato.
Non è la grotta più spettacolare del mondo, non è una grotta di stalattiti e stalagmiti, non è un posto che ti lascia senza fiato per colori o formazioni incredibili, però chiude bene la giornata.
Dopo le montagne, i laghi, le cascate e il vento del Paine, la Cueva del Milodón aggiunge un altro pezzo al viaggio: quello della Patagonia antica, preistorica, quasi mitologica.
Ritorno a Puerto Natales
Dalla Grotta del Milodón a Puerto Natales ci sono circa 24 km, risaliamo sul pulmino e torniamo verso la città, arriviamo in ostello verso le 19.
La giornata è stata lunga ma diversa da quella precedente. Meno fisica, meno faticosa, più panoramica. Il Full Day Paine ti dà una visione d’insieme del parco: non entri dentro i sentieri più profondi, ma capisci meglio le distanze, i laghi, i colori, le strade e la grandezza del paesaggio.
Dopo il rientro ci aspetta una doccia bollente, fuori inizia una leggera nevicata, siamo a Puerto Natales, in Patagonia, dopo due giorni intensi nel Torres del Paine.
Andiamo a cena al Club Deportivo, uno di quei posti semplici, locali, perfetti dopo una giornata così e mentre fuori nevica piano, realizziamo una cosa: il W Circuit non lo abbiamo fatto, è vero.
Ma il Paine ci ha dato comunque tantissimo: le Torri, il vento, la neve, il Lago Grey, il Salto Grande, la Grotta del Milodón.
E quella sensazione, difficile da spiegare, che hanno solo certi luoghi alla fine del mondo.
Full Day Torres del Paine: vale la pena?
Sì, soprattutto se hai poco tempo o se non vuoi fare trekking lunghi.
Il Full Day Paine è il modo più semplice per vedere molti luoghi simbolo del parco in una sola giornata. Non sostituisce il W Circuit e non sostituisce il trekking alla Base Torres, ma è una buona introduzione al paesaggio del Paine.
È adatto a chi:
- ha solo un giorno a disposizione;
- non vuole camminare troppo;
- viaggia con bambini o persone poco allenate;
- vuole vedere laghi, miradores e cascate;
- preferisce un tour organizzato;
- vuole capire com’è il parco prima di decidere se fare trekking più impegnativi.
Se invece ami camminare e hai più giorni, il Full Day può sembrarti un po’ veloce. Le soste sono brevi, i tempi sono guidati dal gruppo e non hai la libertà di fermarti quanto vuoi.
Ma come primo assaggio del Paine funziona molto bene.
Full Day Paine: informazioni pratiche
Il tour parte quasi sempre da Puerto Natales la mattina e rientra nel tardo pomeriggio o in serata.
Le tappe possono cambiare in base ad agenzia, meteo, stagione, condizioni della strada e decisioni del parco, ma di solito includono alcuni tra questi luoghi:
Cerro Castillo, Lago Sarmiento, Laguna Amarga, Salto Grande, Lago Pehoé, Mirador Los Cuernos, Lago Grey, Lago Toro e Cueva del Milodón.
Non sempre tutte le tappe sono incluse, non sempre la Grotta del Milodón è compresa, non sempre il pranzo è incluso.
Prima di prenotare, chiedi bene cosa comprende il prezzo.
Cosa portare per il Full Day Paine
Anche se non è un trekking vero, non partire vestito come se fosse una passeggiata urbana.
Porta: giacca antivento, impermeabile, pile o strato caldo, scarpe comode, cappello, guanti leggeri, occhiali da sole, crema solare, acqua, pranzo o snack, macchina fotografica, power bank e documenti.
Il vento al Salto Grande, al Lago Grey e nei miradores può essere fortissimo. In Patagonia non esiste “solo un giro in macchina”.
Grotta del Milodón: come visitarla
La Grotta del Milodón si trova a circa 24 km da Puerto Natales e può essere visitata in tre modi:
- in autonomia, con auto o transfer;
- con tour di mezza giornata;
- come tappa aggiunta al Full Day Torres del Paine.
La visita è semplice, adatta quasi a tutti e non richiede particolare preparazione fisica.
È un buon modo per aggiungere al viaggio una parte storica e preistorica, diversa dai paesaggi di laghi e montagne del Paine.
Consiglio finale
Se hai pochi giorni a Puerto Natales, io farei così:
- un giorno trekking alla Base Torres;
- un giorno Full Day Paine con Grotta del Milodón.
Sono due esperienze molto diverse e si completano bene.
- La prima è fatica, salita, sentiero, neve, vento e arrivo davanti alle Torri.
- La seconda è panoramica, strade, laghi, miradores, cascate e storia naturale.
Insieme ti danno un’immagine molto più completa del Parco Nazionale Torres del Paine e dei dintorni di Puerto Natales.
Non sarà il W Circuit, ma è comunque Patagonia e la Patagonia, anche quando cambia i tuoi piani, trova sempre il modo di farsi ricordare.
Riepilogo veloce
- Partenza: Puerto Natales
- Durata: giornata intera
- Tipo di tour: panoramico in pulmino/minivan
- Difficoltà: facile
- Camminate: brevi, variabili in base alle soste
- Tappe principali: Cerro Castillo, Lago Sarmiento, Laguna Amarga, Salto Grande, Lago Pehoé, Lago Grey, Lago Toro
- Extra frequente: Grotta del Milodón
- Adatto a: chi ha poco tempo, chi non vuole trekking lunghi, famiglie, viaggiatori alla prima visita del Paine
- Da sapere: ingressi spesso non inclusi, pranzo spesso non incluso, meteo e vento possono modificare il programma

