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Mescalina Blog

INDIA PERCHE

Per un viaggiatore o per uno che ama e gli piace viaggiare, fare un viaggio in India nel corso della sua vita è come il pellegrinaggio a La Mecca per i Mussulmani….necessario e indispensabile.

Per me è stata sempre una Chimera, da un lato desideravo andarci e da un lato no, vedevo l’India come una meta di cui avevo un pò di paura e timore, sapevo che sarebbe stato un viaggio mentale più che fisico, più spirituale che pratico.

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Sapevo però che il mio istinto mi avrebbe detto quando sarei stato pronto e questa spinta me l’ha data, oltre che la mia compagnia Valeria, il libro, SHANTARAM.

Appena l’ho finito di leggere, ho avuto un impulso irrefrenabile e dopo pochi giorni stavo sull’aereo, destinazione Delhi.

Sinceramente ho avuto molti problemi e dubbi nel scegliere l’itenerario da fare, alla fine avevo solo 20 giorni e per l’India, 20 giorni non sono niente.

Potevo partire da Kathmandu, arrivare a Calcutta e da lì in treno per Varanasi, Agra e Delhi, poi ho iniziato a informarmi per la parte del Kashmir e il Rajasthan, poi per l’India del sud, ma alla fine ho scelto l’itinerario più classico, quello che secondo me è una specie di antipasto o preparazione per un futuro, speriamo viaggio in India, quando, forse in un altra vita, avrò mesi e mesi da dedicare a questo mondo cosi magico e particolare.

Sono arrivato a Delhi, in aereo fino a Varanasi, in treno fino a Jaipur passando per Khajuraho e Agra, aereo fino a Goa, prima il mare a Arambol, le rovine di Hampi e la città di Pananj e alla fine ritorno in aereo a Delhi.

Sapevo che in cosi poco tempo e di più sempre di corsa, non avrei vissuto e respirato ciò che per molti è la magia Indiana, cioè quel sentimento ed emozione che, o te la fanno amare o te la fanno odiare, senza soluzioni intermedie.

E se lo avessi fatto, lo avrei fatto di corsa, senza rendermi conto, almeno all’istante di ciò che il mio cuore provasse.

Sapevo benissimo, che l’India non è solo il Taj Mahal e il Rajasthan, ne le sculture di Khajuraho e i monasteri Himalayani, ne tanto meno le rovine di Hampi, le grotte di Ajanta, gli Ashram di Pune.

L’India è la mucca indifferente in mezzo ad una strada con mille macchine bloccate, sono le fogne aperte in mezzo alle città, l’India sono le stazioni della ferrovia, gli Slum e i Santoni Induisti che chiedono l’elemosina, l’India è sopratutto il miliardo di persone che vivono in un territorio che sprigiona vita in ogni centimetro quadrato.

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E forse, anche se per poco, qualcosa sono riuscito a vedere e a sentire.

E per ora mi basta…..per ora.

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