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La cucina che troviamo in Nepal è semplice, sostanziosa e molto più interessante di quanto si possa pensare prima di partire.

A prima vista può sembrare molto simile alla cucina indiana, e in parte lo è. Spezie, curry, riso, legumi, verdure, chapati e piatti vegetariani sono molto presenti. Però il Nepal ha anche una sua identità, influenzata dalla posizione geografica, dalle montagne, dalle culture himalayane, dal Tibet, dall’India e dalle tante etnie che vivono nel Paese.

Durante un viaggio in Nepal si mangia bene, soprattutto se si entra un po’ nello spirito giusto: piatti semplici, caldi, nutrienti, spesso speziati, quasi sempre abbondanti e perfetti per chi viaggia zaino in spalla.

E se fate un trekking, come quello verso l’Annapurna Base Camp, il cibo diventa ancora più importante. Dopo ore di cammino, gradini, salite e freddo, un piatto caldo di dal bhat può sembrare una benedizione.

Il dal bhat, il vero piatto nazionale del Nepal

Il piatto più famoso del Nepal è senza dubbio il dal bhat.

È il piatto nazionale, quello che trovate ovunque: nelle case, nei ristoranti locali, nelle tea house lungo i trekking, nei villaggi e spesso anche nei posti più sperduti.

Il dal bhat è un pasto completo formato di solito da:

  • riso bianco;
  • zuppa di lenticchie, cioè il dal;
  • verdure cotte o al curry;
  • patate o altre verdure speziate;
  • achar, una salsa o condimento piccante;
  • a volte chapati;
  • a volte carne, soprattutto pollo, montone o bufalo.

Il dal bhat è il piatto più classico del Nepal: riso, lenticchie, verdure e curry, semplice ma perfetto dopo una giornata di viaggio o trekking.

La cosa bella del dal bhat è che non è solo un piatto, ma quasi un rito quotidiano. In molti posti viene servito in abbondanza e spesso fanno anche il refill: altro riso, altre lenticchie, altre verdure.

Per chi cammina in montagna è perfetto, perché dà energia, sazia, scalda e costa meno rispetto ai piatti turistici. Dopo sei o sette ore di trekking, un dal bhat caldo è una delle cose più belle che possano arrivare sul tavolo.

Non è un piatto raffinato, non è elegante, non è “instagrammabile” nel senso moderno del termine. Ma è vero, concreto, nutriente.

Ed è proprio per questo che funziona.

Riso, verdure e legumi: la base della cucina nepalese

Il riso è praticamente sempre presente.

Accompagna tantissimi piatti ed è una delle basi dell’alimentazione nepalese. Accanto al riso troviamo molti legumi, cereali e verdure, preparati in modi diversi: al vapore, in umido, al curry, nelle zuppe o come contorno speziato.

In Nepal si trovano facilmente:

  • lenticchie;
  • fagioli;
  • piselli;
  • mais;
  • orzo;
  • miglio;
  • grano saraceno;
  • patate;
  • pomodori;
  • broccoli;
  • melanzane;
  • zucchine;
  • bieta;
  • peperoni;
  • insalata;
  • verdure a foglia;
  • cavoli;
  • cipolle;
  • aglio;
  • zenzero.

La cucina locale è molto adatta anche a chi mangia vegetariano, non perché tutto il Nepal sia vegetariano, ma perché per tradizione, religione, economia e disponibilità degli ingredienti molti piatti sono a base di verdure, legumi e cereali.

Per noi italiani, abituati a mangiare bene e a dare molta importanza al cibo, il Nepal può sorprendere. Non aspettatevi la varietà mediterranea o la cucina raffinata, ma una cucina semplice, calda, speziata e spesso molto soddisfacente.

Spezie e sapori

Quasi tutti i piatti nepalesi hanno un uso importante delle spezie. Le più comuni sono:

  • aglio;
  • cipolla;
  • zenzero;
  • peperoncino;
  • coriandolo;
  • cumino;
  • curcuma;
  • pepe;
  • miscele di curry.

Molti piatti possono essere piccanti, ma non sempre in modo esagerato. Dipende dal posto e da quanto il piatto viene adattato ai turisti.

Nei ristoranti frequentati dai viaggiatori di solito si può chiedere “not spicy” o “little spicy”, ma nei posti più locali conviene prepararsi a sapori più decisi.

Il consiglio migliore è semplice: provate, ma con calma.

All’inizio non esagerate con salse, peperoncino e piatti troppo speziati, soprattutto se dovete partire per un trekking il giorno dopo. Lo stomaco in viaggio va trattato con rispetto.

I momo, i ravioli nepalesi

Un altro piatto da provare assolutamente sono i momo.

I momo sono ravioli ripieni, molto diffusi in Nepal e legati anche alla cucina tibetana. Si trovano praticamente ovunque: nei ristoranti, nei piccoli locali, nei menu turistici, nelle tea house e nelle zone frequentate dai viaggiatori.

Possono essere ripieni di:

  • verdure;
  • pollo;
  • bufalo;
  • formaggio;
  • carne mista.

Di solito vengono serviti al vapore, ma si possono trovare anche fritti o saltati. Sono accompagnati da una salsa speziata, spesso abbastanza piccante.

I momo sono economici, buoni e perfetti come pranzo veloce, cena leggera o spuntino. Dopo il dal bhat, sono probabilmente uno dei piatti più facili da amare in Nepal.

Carne, pesce, uova e latticini

Anche se molti piatti sono vegetariani, in Nepal si mangia anche carne. Le più comuni sono:

  • pollo;
  • bufalo;
  • montone;
  • agnello;
  • yak nelle zone di montagna;
  • pesce, soprattutto in alcune aree e vicino ai laghi.

La carne di manzo è meno comune per motivi religiosi e culturali, dato il forte peso dell’induismo. In molte zone si trova invece il bufalo, usato anche per i momo.

Si trovano anche uova, yogurt, latte, formaggio di yak e prodotti semplici da guesthouse.

Durante i trekking, però, il discorso cambia: più si sale, più tutto diventa costoso e meno fresco. La carne in quota va scelta con un po’ di attenzione, perché spesso viene trasportata a piedi e non sempre le condizioni di conservazione sono quelle a cui siamo abituati.

Per questo, durante il trekking, noi consigliamo di puntare spesso su piatti vegetariani, dal bhat, riso, zuppe, patate, noodles e uova.

Meno rischi, più energia, meno problemi.

Frutta e prodotti freschi

Nei mercati di Kathmandu, Pokhara e delle zone più basse si trova parecchia frutta e verdura.

Si possono comprare:

  • banane;
  • arance;
  • mandarini;
  • mele;
  • ananas;
  • pomodori;
  • verdure locali;
  • patate;
  • cavoli;
  • cipolle;
  • legumi.

Nelle città e nei villaggi più bassi il cibo fresco è più facile da trovare. Salendo in quota, invece, l’offerta diventa più limitata e i prezzi aumentano.

È normale: tutto quello che arriva nei lodge di montagna deve essere trasportato a mano, con muli o portatori. Per questo una bottiglia d’acqua, una birra, una barretta o un piatto più elaborato costano molto di più rispetto a Kathmandu o Pokhara.

Cosa si mangia durante il trekking Annapurna

Durante il trekking Annapurna Base Camp si mangia nelle tea house.

I menu sono abbastanza simili da un villaggio all’altro e spesso pensati per i trekker. Oltre al dal bhat, si trovano di solito:

  • fried rice;
  • noodles;
  • zuppe;
  • garlic soup;
  • omelette;
  • pancake;
  • porridge;
  • patate;
  • pasta;
  • pizza molto libera, diciamo così;
  • chapati;
  • momo;
  • tè;
  • cioccolata calda;
  • caffè solubile.

La qualità varia molto, ma in generale si riesce sempre a mangiare qualcosa di caldo e sostanzioso.

Il dal bhat resta la scelta più intelligente: costa meno, riempie di più e spesso viene ricaricato. Inoltre è il piatto che i locali preparano meglio, perché è quello più vicino alla loro cucina quotidiana.

La pasta in quota, invece, va presa per quello che è: non aspettatevi una carbonara a 3.000 metri. Meglio riderci sopra e godersi l’esperienza.

Kathmandu e Pokhara: cucina internazionale ovunque

Kathmandu e Pokhara sono due mondi a parte rispetto ai villaggi di montagna.

Qui si trova davvero di tutto.

Kathmandu, soprattutto nella zona del Thamel, è piena di ristoranti internazionali. Si può mangiare cucina nepalese, indiana, tibetana, cinese, thailandese, messicana, mediorientale, italiana, francese, americana e molto altro.

Pokhara, nella zona Lakeside, è ancora più rilassata e turistica. Dopo il trekking è il posto perfetto per concedersi una colazione lunga, una pizza, una birra, un dolce, un piatto internazionale o semplicemente qualcosa di diverso dal solito dal bhat.

Questa è una delle cose belle del Nepal: durante il trekking mangi semplice e locale, poi torni a Pokhara e trovi locali, pasticcerie, ristoranti, caffè, bar con musica dal vivo e menu pensati per viaggiatori di tutto il mondo.

Dopo giorni di fatica, non è affatto male.

Dolci e pasticcerie

Una cosa che non ci aspettavamo troppo erano i dolci.

A Kathmandu e Pokhara si trovano pasticcerie, bakery e piccoli caffè con torte, biscotti, croissant, cinnamon roll, pane, muffin e dolci vari.

Non sempre sono memorabili, ma spesso sono più che dignitosi. Dopo giorni di trekking, anche una fetta di torta normalissima può sembrare il dolce migliore del mondo.

Nelle zone più turistiche si trovano anche colazioni occidentali, yogurt, miele, pancake, pane tostato e marmellata.

Bevande in Nepal

Il tè è la bevanda più diffusa.

Si beve ovunque: nelle case, nei ristoranti, nelle tea house, lungo i trekking. Può essere tè nero, tè al latte, tè speziato tipo masala tea, lemon tea, ginger tea o altre varianti.

In montagna, il tè caldo diventa quasi necessario. Scalda, costa relativamente poco e accompagna bene le soste.

Tra le bevande alcoliche si trovano birre nepalesi, rum locale e in alcuni posti vino di riso o bevande tradizionali. La birra è abbastanza diffusa anche tra i nepalesi e nei locali turistici.

Attenzione però durante il trekking: alcol e quota non sono una grande idea. Una birra dopo una giornata di cammino può tentare, ma salendo verso i 3.000/4.000 metri è meglio andarci piano.

Nepal cucina

Acqua e sicurezza alimentare

In Nepal non bisogna bere acqua del rubinetto.

Meglio usare:

  • acqua in bottiglia;
  • acqua bollita;
  • acqua filtrata;
  • pastiglie purificanti;
  • borraccia con filtro.

Durante il trekking è meglio evitare di comprare continuamente bottiglie di plastica, sia per il costo sia per l’impatto ambientale. Molte tea house vendono acqua bollita o permettono di riempire la borraccia pagando qualcosa.

Per il cibo, vale la regola classica del viaggio: mangiare in posti frequentati, scegliere piatti cotti, evitare cibi troppo esposti per ore e fare attenzione a frutta e verdura cruda se non si è sicuri del lavaggio.

Non serve vivere nel panico, ma un minimo di attenzione evita problemi inutili.

Quanto costa mangiare in Nepal

Mangiare in Nepal può costare poco, soprattutto nei ristoranti locali e nelle zone non troppo turistiche.

A Kathmandu e Pokhara i prezzi cambiano molto: nei locali semplici si spende poco, nei ristoranti turistici o internazionali si può spendere di più, anche se generalmente meno rispetto all’Europa.

Durante il trekking, invece, i prezzi aumentano con la quota. È normale: più si sale, più trasportare cibo e bevande diventa difficile.

Indicativamente:

  • dal bhat in città: economico;
  • momo: economici;
  • piatti internazionali a Kathmandu/Pokhara: medi;
  • pasti in trekking: più cari salendo di quota;
  • acqua, tè, birra e snack in quota: sempre più costosi man mano che si sale.

Il consiglio è portare contanti, soprattutto per il trekking. Nei villaggi non bisogna dare per scontato di poter pagare con carta.

Cosa provare assolutamente della cucina in Nepal

Se dovessi fare una lista semplice dei piatti e delle cose da provare, direi:

  • dal bhat;
  • momo;
  • noodle soup;
  • fried rice;
  • garlic soup in trekking;
  • masala tea;
  • ginger lemon honey tea;
  • yogurt locale;
  • dolci nelle bakery di Pokhara o Kathmandu;
  • piatti tibetani nelle zone giuste;
  • una cena rilassata a Pokhara dopo il trekking.

Non serve provare tutto. Ma dal bhat e momo, quelli sì.

Senza dal bhat e momo, secondo me, non si può dire di aver mangiato davvero in Nepal.

La cucina del Nepal vista da noi

La cucina nepalese ci è piaciuta.

Non è una cucina complicata, non è piena di piatti scenografici e non ha la varietà infinita di altre cucine asiatiche. Però è concreta, buona, nutriente e molto adatta al tipo di viaggio che si fa in Nepal.

Quando sei in città, puoi mangiare quasi qualsiasi cosa.

Quando sei in trekking, impari ad apprezzare le cose semplici: riso, lenticchie, tè caldo, zuppe, patate, noodles e piatti che ti rimettono in piedi.

Il dal bhat, dopo qualche giorno, diventa quasi una sicurezza. Sai che ti sazia, sai che ti scalda, sai che ti dà energia e sai che probabilmente è la scelta più sensata del menu.

E poi il Nepal è anche questo: non solo montagne e templi, ma tavoli semplici, piatti caldi, tè fumante, ristoranti improvvisati, tea house fredde e quella fame vera che viene solo dopo aver camminato tutto il giorno.

La cucina nepalese non è perfetta, ma in viaggio, spesso, non cerchiamo la perfezione, cerchiamo qualcosa che abbia senso nel posto in cui siamo.

E in Nepal, un dal bhat caldo davanti all’Himalaya ha perfettamente senso.

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