BIRMANIA 6° Arrivo a Bagan e descrizione di Nyaung U – G°5
Finalmente, dopo 20 ore di treno, arriviamo a Bagan e a Nyaung U.
Mai fu più dolce toccare terra.
Dopo una notte di sobbalzi continui e ininterrotti, scendere dal treno ci sembra quasi una liberazione. Di turisti, a scendere, siamo solo noi due. La stazione è grande, spaziosa, ma molto tranquilla. Non c’è quasi nessuno.
Appena usciamo ci viene incontro un ragazzo che si offre di portarci al nostro albergo per 9.000 kyat. Contrattiamo un po’ e alla fine riesco ad arrivare a 5.000 kyat.
Saliamo che ancora stiamo cercando di capire dove siamo, come stiamo e soprattutto se siamo ancora interi dopo quelle venti ore di viaggio.

Il biglietto d’ingresso per Bagan
Dopo circa un chilometro ci fermiamo davanti a una biglietteria.
Qui dobbiamo pagare 15 dollari a testa per entrare nella regione archeologica di Bagan. Ci rilasciano un tesserino-biglietto, valido per tutta l’area.
Con qualsiasi mezzo arrivi — treno, bus, nave, aereo o macchina — prima di entrare all’interno del sito devi pagare l’ingresso.
Anzi, diciamola meglio: te lo fanno pagare.
Non si scappa.
Bagan non è solo una città, ma un’intera area archeologica, religiosa e turistica. Quindi il biglietto d’ingresso è una di quelle spese da mettere subito in conto quando si organizza il viaggio.
La guesthouse a Nyaung U
Arriviamo alla guesthouse consigliata dalla Lonely Planet: il New Park Hotel.
Ovviamente non avevamo prenotato, ma non è un problema. Siamo in bassa stagione e troviamo subito una camera a 25 dollari, con wifi e colazione inclusa.
Dopo il viaggio in treno non abbiamo grandi pretese. Ci basta un letto, una doccia e un posto dove appoggiare gli zaini senza dover pensare troppo.
Posiamo le valigie e decidiamo di prendere la giornata con molta, ma molta calma.
Bagan ce la vogliamo godere bene dal giorno dopo, freschi, tranquilli e senza correre.
Così usciamo a farci una ricca mangiata indiana.
Poi torniamo in guesthouse, doccia, letto e dormiamo fino alle sei.
Prima sera a Bagan
Ci svegliamo che fuori piove.
È buio, l’aria è umida e noi siamo ancora un po’ storditi dal viaggio. Però usciamo lo stesso a fare due passi.
Vogliamo chiedere qualche informazione sui bus per il Lago Inle, sulle barche per Mandalay e, soprattutto, vogliamo avere più chiara la situazione per visitare i templi in bicicletta.
Perché Bagan, vista sulla cartina, sembra semplice, poi però inizi a guardarla meglio e capisci che è un piccolo mondo.
Un mondo fatto di strade, sentieri, templi, villaggi, pagode, risaie, guesthouse, ristoranti e polvere.
Le tre zone di Bagan: New Bagan, Old Bagan e Nyaung U
La prima cosa da capire è che il sito di Bagan è diviso principalmente in tre zone:
New Bagan, Old Bagan e Nyaung U.
Visti dalla cartina, questi tre punti sembrano formare una specie di triangolo.
Da una parte c’è Nyaung U, dall’altra New Bagan, mentre Old Bagan si trova più vicino alla zona centrale e al fiume Irrawaddy.
Intorno ai lati c’è il fiume e, più o meno nell’area compresa tra questi tre punti, si sviluppa gran parte del sito religioso e archeologico.
Non so se spiegato così sia chiarissimo.
Anzi, probabilmente no.
Vi conviene prendere una cartina e guardarla direttamente: capirete molto meglio.
Il succo però è questo: per quanto riguarda guesthouse, ristoranti e servizi per semplici viaggiatori zaino in spalla come noi, il punto di riferimento migliore è Nyaung U.

Perché scegliere Nyaung U
A Old Bagan di strutture economiche non ce ne sono quasi per niente, mentre a New Bagan si trovano soprattutto resort e alberghi più comodi, ma anche meno interessanti per il nostro tipo di viaggio.
Nyaung U, invece, è perfetta.
È più viva, più semplice, più adatta ai viaggiatori indipendenti.
Ci sono guesthouse economiche, ristorantini, agenzie, noleggi bici e tutto quello che serve per organizzare la visita ai templi senza spendere troppo.
Il villaggio di Nyaung U si sviluppa intorno a una rotonda, da cui partono due strade quasi parallele in direzione Old Bagan.
A circa cento o duecento metri dalla rotonda, prendendo la strada più vicina al fiume, sulla sinistra c’è una via che unisce le due arterie principali.
Ed è proprio lì che si concentra la zona vera e propria dei ristorantini e delle guesthouse per viaggiatori zaino in spalla.
Posti tranquilli, rilassanti ed economici.
Sulla strada principale ci sono molti ristoranti e hotel, con ampia scelta di qualità e prezzi, ma fidatevi: venite in questa zona specifica.
È tutto vicino.
La guesthouse, i ristoranti, le agenzie, i noleggi bici.
La sera ci si muove tranquillamente a piedi, senza bisogno di prendere mezzi o complicarsi troppo la vita.
Prime impressioni su Bagan
Anche se siamo nella zona più turistica, in giro ci sono pochi viaggiatori, c’è molta calma, molta tranquillità.
Dopo Yangon e dopo il treno, Bagan ci sembra quasi un altro mondo.
L’aria è più lenta, le strade sono più silenziose e le persone sembrano muoversi con un ritmo diverso.
Noi siamo appena arrivati, siamo stanchi, ancora un po’ intontiti, ma sentiamo già che questo posto ha qualcosa.
Qualcosa che non si capisce subito.
La sera piove, le strade sono umide, i ristorantini sono mezzi vuoti e le biciclette appoggiate fuori dalle guesthouse sembrano aspettare solo il giorno dopo, e noi siamo lì.
Finalmente a Bagan, con davanti tre giorni pieni per perderci tra templi, pagode, risaie e strade sterrate.
Il viaggio vero, da questo momento, può iniziare.

