Colombia: Parco Tayrona, come arrivare, spiagge e dove dormire
Il Parco nazionale naturale Tayrona è uno dei luoghi più conosciuti e affascinanti della costa caraibica colombiana.
Si trova nel dipartimento di Magdalena, a poca distanza da Santa Marta, nel punto in cui le montagne della Sierra Nevada incontrano il Mar dei Caraibi. Il territorio comprende foresta tropicale, mangrovie, baie, scogliere, spiagge e fondali ricchi di vita.
Per molti viaggiatori rappresenta una delle tappe più attese di un itinerario nella Colombia settentrionale.
Per noi, invece, rimase una delle grandi occasioni mancate del viaggio.
Il nostro incontro con il Parco Tayrona
Durante il trasferimento da Taganga a Palomino il nostro minibus si fermò davanti all’ingresso principale del Parco Tayrona.
Eravamo partiti in circa venti persone, ma quasi tutti i passeggeri scesero proprio lì.
Recuperarono gli zaini, si avvicinarono alla biglietteria e si prepararono a trascorrere una o più giornate tra sentieri, foresta, spiagge e amache.
Noi restammo seduti.
Avevamo scelto di proseguire verso Palomino perché, dopo i primi giorni passati a correre da una località all’altra, sentivamo il bisogno di fermarci.
In quel momento la decisione ci sembrò sensata.
Con il senno di poi, però, non entrare nel Tayrona fu probabilmente uno degli errori più grandi del nostro viaggio in Colombia.
Una notte nel parco, magari in un’amaca vicino al mare e sotto le stelle, avremmo dovuto trascorrerla.

Dove si trova il Parco Tayrona
Il Parco Tayrona si trova lungo la costa caraibica della Colombia, nel territorio di Santa Marta.
Alle spalle della costa si alza la Sierra Nevada de Santa Marta, una catena montuosa isolata dal resto delle Ande e profondamente legata alla storia e alla spiritualità delle popolazioni indigene della regione.
La vicinanza tra montagne, foresta e mare rende il paesaggio molto diverso dalle classiche località balneari caraibiche.
Qui le spiagge non sono circondate da alberghi e stabilimenti, ma da vegetazione, rocce, sentieri e rilievi che sembrano scendere direttamente verso il mare.
Gli ingressi del Parco Tayrona
Il Tayrona è molto esteso e dispone di diversi settori di accesso.
L’ingresso più utilizzato dai viaggiatori diretti verso Arrecifes, La Piscina e Cabo San Juan è quello di El Zaino, situato lungo la strada che collega Santa Marta a Palomino e Riohacha.
Dopo aver superato la biglietteria si può proseguire verso il settore di Cañaveral, dove si trovano il parcheggio e l’inizio dei principali sentieri.
Altri ingressi consentono di raggiungere settori differenti del parco, come Palangana, Neguanje e Playa Cristal.
Prima di organizzare la visita è quindi importante decidere quale zona si desidera raggiungere. Non tutte le spiagge sono collegate tra loro con percorsi brevi e un ingresso sbagliato può rendere impossibile seguire l’itinerario previsto.
Come arrivare da Santa Marta
Santa Marta è la base più semplice per raggiungere il Parco Tayrona.
Durante il nostro viaggio gli autobus partivano dalla zona del mercato e proseguivano lungo la strada diretta verso Riohacha e La Guajira.
Una volta saliti, era sufficiente avvisare l’autista di voler scendere all’ingresso di El Zaino.
Il tragitto durava indicativamente circa un’ora, ma i tempi potevano variare in base al traffico e al numero delle fermate.
Il parco può essere raggiunto anche in taxi, con un trasferimento privato oppure partecipando a un’escursione organizzata. Il taxi è più costoso, ma può diventare conveniente quando si viaggia in gruppo o con molti bagagli.
Orari, punti di partenza e tariffe dei mezzi possono cambiare: conviene sempre verificarli sul posto prima di partire.
Come arrivare da Taganga
Da Taganga non esisteva un collegamento pubblico diretto con l’ingresso principale del parco.
La soluzione più economica consisteva nel prendere prima un autobus locale per Santa Marta e salire successivamente su un mezzo diretto verso Riohacha o Palomino.
Un’alternativa più comoda era rappresentata dai minibus condivisi prenotabili tramite ostelli e agenzie.
Fu proprio questa la soluzione scelta da noi.
Il mezzo ci passò a prendere davanti all’ostello di Taganga, raccolse gli altri viaggiatori e si fermò direttamente all’ingresso del Tayrona prima di continuare verso Palomino.

La mappa informativa del Parco Tayrona esposta all’ingresso durante il nostro viaggio del 2016.
Come arrivare da Palomino
Palomino si trova lungo la stessa strada che collega Santa Marta al Parco Tayrona.
Per raggiungere l’ingresso di El Zaino bisogna prendere uno degli autobus diretti verso Santa Marta e chiedere all’autista di fermarsi davanti al parco.
Il tragitto dura indicativamente circa un’ora, anche se i tempi dipendono dal traffico e dalle fermate effettuate.
Palomino può quindi essere utilizzata come tappa prima o dopo la visita al Tayrona.
Un itinerario ben organizzato potrebbe prevedere la partenza da Santa Marta o Taganga, una notte all’interno del parco e il proseguimento verso Palomino e La Guajira.
È esattamente quello che, con il senno di poi, avremmo dovuto fare anche noi.
Dall’ingresso di El Zaino a Cañaveral
Dopo aver superato l’ingresso principale bisogna raggiungere il settore di Cañaveral.
Il parcheggio e l’inizio dei sentieri si trovano alcuni chilometri più avanti rispetto alla biglietteria.
Il percorso può essere affrontato a piedi, ma normalmente sono disponibili navette interne a pagamento che permettono di risparmiare tempo ed energie.
Da Cañaveral comincia il cammino verso le spiagge più conosciute del settore orientale.
Da questo momento bisogna prepararsi a camminare tra foresta, salite, discese, passerelle e tratti di sabbia.
Il Tayrona non è una spiaggia urbana raggiungibile direttamente in automobile.
Parte del suo fascino deriva proprio dal percorso necessario per arrivare al mare.
Le spiagge principali del Parco Tayrona
Il parco comprende numerose spiagge, baie e insenature.
Tra le più conosciute si trovano:
- Cañaveral;
- Arrecifes;
- Arenilla;
- La Piscina;
- Cabo San Juan;
- Playa Cristal.
Non tutte, però, sono adatte alla balneazione.
Il mare in questa parte della costa può essere estremamente forte e le correnti rappresentano un pericolo reale. Bisogna sempre rispettare la segnaletica, le bandiere e le indicazioni del personale del parco.
Cañaveral
Cañaveral è uno dei primi settori raggiungibili dopo l’ingresso di El Zaino, la spiaggia è circondata da palme, vegetazione e rocce, ma il mare può essere molto pericoloso.
Nell’area si trovano alcuni servizi, strutture per il pernottamento e gli ecohab, sistemazioni ispirate alle costruzioni tradizionali della regione, Cañaveral rappresenta soprattutto un punto di passaggio e una base per iniziare il cammino verso le altre spiagge.
Arrecifes
Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge Arrecifes, il paesaggio è spettacolare: una grande spiaggia circondata dalla foresta e battuta da onde potenti.
Nonostante la bellezza del luogo, Arrecifes è conosciuta per la pericolosità delle correnti e normalmente non è considerata una spiaggia adatta alla balneazione.
Qui è fondamentale resistere alla tentazione di entrare in acqua e rispettare i divieti, Arrecifes dispone di aree per il pernottamento e può essere utilizzata come tappa intermedia durante il percorso verso Cabo San Juan.
La Piscina
Dopo Arrecifes il sentiero continua verso La Piscina, il nome deriva dalla presenza di una barriera naturale di rocce e coralli che protegge parzialmente la baia dalle onde più forti.
Per questo è una delle spiagge in cui, quando le condizioni lo consentono, è possibile entrare in acqua con maggiore tranquillità.
La Piscina viene spesso scelta per una sosta prima di proseguire verso Cabo San Juan.
Anche qui, tuttavia, bisogna controllare la segnaletica del giorno e non presumere che il mare sia sempre sicuro.
Cabo San Juan
Cabo San Juan de Guía è probabilmente il luogo più fotografato del Parco Tayrona.
La spiaggia è divisa da un promontorio roccioso sul quale sorge una piccola struttura panoramica, l’incontro tra mare, rocce, palme e foresta crea uno dei paesaggi più riconoscibili della Colombia.
Cabo San Juan è anche uno dei settori più frequentati e può diventare molto affollato durante i fine settimana e nei periodi di alta stagione.
Qui è possibile fermarsi per mangiare e, quando i servizi sono operativi, pernottare in campeggio o nelle tradizionali amache.
Dormire vicino alla spiaggia permette di vivere il parco dopo la partenza di molti visitatori giornalieri, ma le condizioni sono semplici e non bisogna aspettarsi il comfort di un albergo.
Playa Cristal
Playa Cristal si trova in un settore differente rispetto al percorso che collega El Zaino a Cabo San Juan.
È conosciuta per l’acqua limpida, i fondali e la possibilità di praticare snorkeling quando le condizioni marine e le regole del parco lo consentono.
Generalmente viene raggiunta attraverso il settore di Palangana e Neguanje, proseguendo poi con un trasferimento in barca.
Non è quindi una tappa da aggiungere facilmente alla camminata verso Cabo San Juan durante la stessa giornata.
Per visitarla conviene organizzare un’escursione separata.

L’ingresso del Parco nazionale Tayrona, lungo la strada tra Santa Marta e Palomino.
Trekking e tempi di percorrenza
Visitare il settore di El Zaino richiede diverse ore di cammino.
I tempi dipendono dal ritmo, dal clima, dal peso dello zaino e dalle condizioni dei sentieri.
Il caldo e l’umidità possono rendere il percorso più faticoso di quanto suggerisca la distanza. Alcuni tratti attraversano la foresta, altri procedono sulla sabbia o lungo passerelle esposte al sole.
Per questo è consigliabile partire presto, portare acqua e utilizzare scarpe adatte.
Chi visita il parco in giornata deve calcolare attentamente anche il tempo necessario per il ritorno e rispettare gli orari di uscita.
Trascorrere una notte all’interno permette invece di affrontare il percorso con maggiore calma.
Dormire nel Parco Tayrona
All’interno e nei pressi del parco esistono diverse tipologie di sistemazione.
Le possibilità variano in base al settore e all’effettiva apertura dei servizi:
- piazzole per tende;
- tende già montate;
- amache con zanzariera;
- camere semplici;
- ecohab e sistemazioni di categoria superiore.
Le amache rappresentano una delle soluzioni più caratteristiche, soprattutto a Cabo San Juan.
Sono però sistemazioni essenziali, esposte all’umidità, al vento e ai rumori della natura. Conviene portare un sacco lenzuolo leggero, repellente, una torcia e qualcosa con cui proteggersi durante la notte.
Le disponibilità e le modalità di prenotazione possono cambiare. Prima della partenza è quindi necessario controllare quali campeggi e strutture siano realmente aperti.
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Mangiare e bere nel parco
Nei settori più frequentati si trovano ristoranti e piccoli punti di ristoro.
È possibile acquistare piatti semplici, pesce, riso, snack, acqua e bevande, ma i prezzi tendono a essere superiori rispetto a Santa Marta e Palomino.
Portare acqua e qualche alimento permette di ridurre le spese, purché si rispettino le regole dell’area protetta e si evitino contenitori e materiali difficili da smaltire.
Tutti i rifiuti devono essere riportati fuori dal parco o gettati esclusivamente nei punti autorizzati.
Ingresso, assicurazione e controlli
Per entrare nel Parco Tayrona è necessario acquistare il biglietto e rispettare le procedure previste all’ingresso.
Le tariffe cambiano in base alla nazionalità, all’età e al periodo dell’anno. Possono inoltre essere applicati costi separati per:
- assicurazione;
- veicoli;
- navette interne;
- campeggi;
- eventuali servizi aggiuntivi.
Non conviene quindi inserire nel budget soltanto il prezzo del biglietto.
All’ingresso possono essere effettuati controlli sui bagagli.
Nel parco sono vietati sostanze stupefacenti, armi, comportamenti che disturbano la fauna, campeggio fuori dalle aree autorizzate e attività che danneggiano l’ambiente.
Le chiusure periodiche del Tayrona
Il Parco Tayrona non è aperto ininterrottamente durante tutto l’anno.
Periodicamente vengono programmate chiusure temporanee per consentire il recupero degli ecosistemi e lo svolgimento delle pratiche spirituali e ambientali delle popolazioni indigene della Sierra Nevada.
Le date possono cambiare di anno in anno e devono essere controllate prima di organizzare la visita.
Queste sospensioni non devono essere considerate soltanto un disagio turistico, ma una parte fondamentale della tutela di un territorio fragile e sacro per le comunità locali.
Quando visitare il Parco Tayrona
Il parco può essere caldo e umido durante tutto l’anno.
I periodi più affollati coincidono generalmente con:
- festività colombiane;
- Settimana Santa;
- fine settimana;
- vacanze tra dicembre e gennaio.
Visitare il Tayrona durante la settimana e fuori dall’alta stagione permette di trovare meno persone sui sentieri e nelle aree di campeggio.
Prima della partenza bisogna verificare:
- apertura effettiva del settore scelto;
- condizioni meteorologiche;
- situazione dei sentieri;
- possibilità di balneazione;
- disponibilità degli alloggi;
- eventuali limiti giornalieri agli ingressi.
Cosa portare nel Parco Tayrona
Per una visita giornaliera o con pernottamento sono utili:
- scarpe adatte ai sentieri;
- abbigliamento leggero e traspirante;
- costume e telo leggero;
- cappello;
- crema solare;
- repellente per insetti;
- borraccia;
- torcia;
- contanti;
- impermeabile leggero;
- sacchetto per riportare fuori i rifiuti;
- protezione impermeabile per telefono e documenti.
È inoltre importante seguire esclusivamente i sentieri segnalati, non toccare o alimentare gli animali e rispettare le indicazioni del personale.
Una giornata o una notte nel Tayrona?
Il Tayrona può essere visitato in giornata, ma bisogna partire presto e accettare un ritmo piuttosto serrato.
Tra ingresso, navetta, sentieri, soste e ritorno, il tempo trascorre rapidamente.
Dormire almeno una notte permette invece di vivere il parco con maggiore calma, vedere le spiagge dopo la partenza dei gruppi giornalieri e dividere le camminate in più tappe.
La scelta dipende dal tempo disponibile e dalla propria capacità di adattarsi a sistemazioni essenziali.
Con il senno di poi, noi avremmo scelto una notte.
Saremmo dovuti scendere dal minibus insieme agli altri viaggiatori, entrare nel parco, raggiungere Cabo San Juan e dormire in un’amaca.
Il giorno successivo avremmo potuto riprendere la strada verso Palomino.
Non lo facemmo.
Il Parco Tayrona rimase così dall’altra parte del finestrino: abbastanza vicino da poterlo raggiungere, ma fuori dal nostro itinerario.
Un motivo in più per tornare in Colombia.

