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L’Islam è una delle grandi religioni monoteiste del mondo e accompagna molti dei viaggi raccontati su MescalinaBackpacker.

Lo abbiamo incontrato nelle moschee del Marocco, in Egitto, a Gerusalemme, nella vita quotidiana delle Maldive e in numerose regioni dell’Asia, dell’Africa e del Medio Oriente.

Conoscerne almeno le origini, i principi fondamentali e le principali divisioni aiuta a comprendere meglio i Paesi che si visitano. Non serve diventare esperti di teologia: bastano alcuni riferimenti per osservare con maggiore rispetto ciò che accade intorno a noi.

Che cos’è l’Islam

L’Islam è una religione monoteista nata nel VII secolo nella Penisola Arabica attraverso la predicazione di Maometto, chiamato Muhammad nel mondo musulmano.

Appartiene alla famiglia delle religioni abramitiche insieme all’Ebraismo e al Cristianesimo, perché riconosce Abramo come una figura centrale della storia religiosa.

La parola araba islām richiama l’idea di affidarsi e sottomettersi volontariamente alla volontà di Dio. Chi segue l’Islam viene chiamato musulmano.

Per i musulmani esiste un solo Dio, indicato in arabo con il termine Allah. Non è il nome di una divinità differente: significa semplicemente “Dio” in lingua araba ed è utilizzato anche dai cristiani arabofoni.

Nel 2020 i musulmani erano circa due miliardi e rappresentavano il 25,6% della popolazione mondiale. L’Islam risultava così la seconda religione più diffusa al mondo e quella cresciuta più rapidamente tra il 2010 e il 2020.

Maometto e le prime rivelazioni

Maometto nacque alla Mecca intorno al 570.

Secondo la tradizione islamica, all’età di circa quarant’anni cominciò a ricevere attraverso l’arcangelo Gabriele le rivelazioni provenienti da Dio.

La sua predicazione affermava l’esistenza di un unico Dio e invitava alla responsabilità personale, alla giustizia, alla solidarietà verso i più deboli e all’abbandono del politeismo diffuso nella società araba dell’epoca.

Il nuovo messaggio incontrò una forte opposizione alla Mecca.

Nel 622 Maometto e i suoi seguaci si trasferirono a Medina. Questo viaggio, chiamato Egira o Hijra, è talmente importante da segnare l’inizio del calendario islamico.

Negli anni successivi la comunità musulmana crebbe e consolidò la propria organizzazione. Quando Maometto morì nel 632, l’Islam si era già affermato in buona parte della Penisola Arabica. Dopo la sua morte, i primi califfi continuarono a diffonderne il messaggio.

Maometto, l’ultimo profeta

Per l’Islam, Maometto non è una divinità e non viene adorato.

È considerato un uomo scelto da Dio e l’ultimo di una lunga successione di profeti.

La tradizione islamica riconosce numerose figure presenti anche nella Bibbia:

  • Adamo;
  • Noè;
  • Abramo;
  • Mosè;
  • Davide;
  • Giovanni Battista;
  • Gesù.

Gesù, chiamato Isa in arabo, è considerato un grande profeta e il Messia, ma non il Figlio di Dio.

L’Islam rifiuta infatti la dottrina cristiana della Trinità e afferma l’assoluta unicità di Dio.

Maometto viene definito il sigillo dei profeti, cioè colui con il quale si conclude il ciclo della rivelazione profetica.

Il Corano

Il Corano è il testo sacro fondamentale dell’Islam.

Il termine richiama il significato di “recitazione”. Secondo la fede musulmana contiene la parola di Dio rivelata in arabo a Maometto attraverso l’arcangelo Gabriele.

Le rivelazioni furono recitate, memorizzate e annotate dai seguaci. Dopo la morte di Maometto vennero raccolte e organizzate nella forma scritta che divenne il testo coranico.

Il Corano è suddiviso in 114 capitoli, chiamati sure, di lunghezza differente.

Accanto al Corano sono fondamentali:

  • la Sunna, cioè l’esempio e la condotta attribuiti a Maometto;
  • gli hadith, i racconti che tramandano parole, azioni e comportamenti del Profeta.

Corano, Sunna e tradizioni giuridiche hanno contribuito alla nascita delle diverse interpretazioni e scuole di diritto islamico.

I cinque pilastri dell’Islam

I cinque pilastri rappresentano gli atti fondamentali della pratica religiosa, soprattutto nella formulazione sunnita.

1) La professione di fede

La shahada è la testimonianza fondamentale della fede islamica: Non esiste altra divinità all’infuori di Dio e Maometto è il suo messaggero.

Pronunciarla con convinzione esprime l’appartenenza all’Islam.

2) La preghiera

La preghiera rituale, chiamata salat, viene compiuta cinque volte al giorno in momenti stabiliti. Il fedele si rivolge verso la Kaaba della Mecca. La preghiera può essere svolta in moschea, a casa, sul luogo di lavoro o in qualsiasi spazio pulito e adatto.

3) L’elemosina

La zakat è un contributo destinato alle persone bisognose e alla comunità.

Non è soltanto un gesto volontario di generosità, ma un dovere religioso regolato secondo condizioni precise.

4) Il digiuno durante il Ramadan

Durante il mese di Ramadan, i musulmani adulti che si trovano nelle condizioni per farlo si astengono da cibo, bevande e altri comportamenti dall’alba al tramonto. Il digiuno non riguarda soltanto il corpo. È anche un periodo dedicato alla preghiera, all’autocontrollo, alla solidarietà e alla riflessione.

5) Il pellegrinaggio alla Mecca

L’hajj è il pellegrinaggio alla Mecca che ogni musulmano dovrebbe compiere almeno una volta nella vita, quando le condizioni fisiche ed economiche lo consentono. La Grande Moschea della Mecca contiene la Kaaba, il luogo più sacro dell’Islam.

Islam

Raffigurazione della Kaaba e della Grande Moschea della Mecca durante il pellegrinaggio

La moschea

La moschea è il principale luogo di preghiera collettiva dei musulmani.

La parola araba masjid significa “luogo della prosternazione”. Le prime moschee si svilupparono come spazi dedicati alla preghiera, all’incontro e alla vita della comunità.

Non è soltanto un edificio religioso. In molte società può svolgere anche funzioni di insegnamento, assistenza, studio e incontro.

Gli elementi più ricorrenti sono:

  • la sala di preghiera;
  • la qibla, cioè la direzione della Mecca;
  • il mihrab, la nicchia che indica quella direzione;
  • il minbar, il pulpito utilizzato per il sermone del venerdì;
  • il minareto, presente in molte moschee ma non indispensabile;
  • uno spazio destinato alle abluzioni rituali.

Il mihrab viene collocato nella parete orientata verso la Mecca, mentre il minbar si trova generalmente vicino alla nicchia ed è usato per pronunciare il sermone.

Nelle moschee non si trovano rappresentazioni di Dio. Le decorazioni utilizzano frequentemente calligrafia araba, motivi geometrici e forme vegetali.

L’interno di una moschea, con il pavimento ricoperto di tappeti utilizzati durante la preghiera.

Imam, studiosi e autorità religiose

L’Islam sunnita non possiede un sacerdozio sacramentale paragonabile a quello cattolico.

L’imam è generalmente la persona che guida la preghiera e può svolgere anche attività di insegnamento o orientamento religioso.

Esistono inoltre studiosi della religione e del diritto, spesso indicati con il termine ulama.

Dire semplicemente che nell’Islam “non esiste il clero” sarebbe quindi riduttivo. Non esiste una sola autorità centrale riconosciuta da tutti i musulmani, ma esistono guide religiose, scuole giuridiche, studiosi e istituzioni con ruoli differenti.

Nell’Islam sciita si sono sviluppate strutture religiose più gerarchiche, con figure come gli ayatollah.

La nascita di sunniti e sciiti

La principale divisione interna all’Islam nacque dopo la morte di Maometto.

Il problema iniziale riguardava la successione: chi avrebbe dovuto guidare la comunità musulmana?

Una parte dei fedeli riconobbe come primo califfo Abu Bakr, stretto compagno del Profeta scelto dalla comunità.

Un altro gruppo sosteneva invece che la guida spettasse ad Ali, cugino e genero di Maometto, e alla sua discendenza.

Da questa controversia politica e religiosa nacquero progressivamente i due grandi rami dell’Islam:

  • sunnismo;
  • sciismo.

Con il trascorrere dei secoli, la separazione si estese alla teologia, al diritto, alla memoria religiosa e al ruolo delle autorità spirituali.

L’Islam sunnita

Il sunnismo è il ramo maggioritario dell’Islam.

I sunniti attribuiscono grande importanza al Corano, alla Sunna di Maometto e alla tradizione della comunità.

Al suo interno esistono quattro principali scuole giuridiche:

  • hanafita;
  • malikita;
  • shafiita;
  • hanbalita.

Non sono religioni separate, ma differenti tradizioni di interpretazione del diritto e della pratica religiosa.

La maggior parte dei musulmani delle Maldive, del Nord Africa, dell’Egitto, della Penisola Arabica e dell’Indonesia appartiene al sunnismo.

L’Islam sciita

Lo sciismo considera Ali il legittimo successore spirituale e politico di Maometto.

Per gli sciiti, la guida della comunità apparteneva agli imam, legati alla famiglia del Profeta e dotati di una particolare autorità spirituale.

Il ramo sciita più diffuso è quello dei duodecimani, presente soprattutto in Iran e Iraq. Esistono anche altre tradizioni, tra cui ismailiti e zayditi.

La morte di Husayn, figlio di Ali, nella battaglia di Karbala del 680 è uno degli eventi centrali della memoria sciita e viene commemorata durante l’Ashura.

Quanto sono diffusi sunniti e sciiti

Le stime più comunemente utilizzate indicano che i sunniti rappresentano circa l’85–90% dei musulmani, mentre gli sciiti costituiscono approssimativamente il 10–15%.

Questa divisione non deve però far pensare a due religioni completamente separate.

Entrambi condividono:

  • la fede in un solo Dio;
  • il Corano;
  • Maometto come profeta;
  • la preghiera;
  • il digiuno del Ramadan;
  • il pellegrinaggio alla Mecca;
  • gran parte delle tradizioni fondamentali.

Le differenze riguardano soprattutto la successione dopo Maometto, il ruolo dell’autorità religiosa, alcune pratiche e il successivo sviluppo storico.

Gerusalemme e l’Islam

Gerusalemme è una città sacra per Ebraismo, Cristianesimo e Islam.

Per la tradizione islamica è legata al viaggio notturno e all’ascensione di Maometto. Sulla Spianata delle Moschee si trovano la moschea di al-Aqsa e la Cupola della Roccia, uno dei monumenti islamici più conosciuti al mondo.

La grande cupola dorata non appartiene a una normale moschea congregazionale: la Cupola della Roccia è un santuario islamico costruito alla fine del VII secolo.

Dove vivono i musulmani

L’Islam viene spesso associato esclusivamente al Medio Oriente, ma la maggior parte dei musulmani vive fuori dal mondo arabo.

La regione dell’Asia-Pacifico ospita il maggior numero complessivo di musulmani. Grandi comunità si trovano in Indonesia, Pakistan, India, Bangladesh e Nigeria. Soltanto circa un quinto dei musulmani del mondo vive in Medio Oriente e Nord Africa.

Nel 2020 i musulmani erano circa due miliardi, pari a poco più di un quarto della popolazione mondiale.

Non tutti i Paesi a maggioranza musulmana sono organizzati nello stesso modo e non esiste un’unica cultura islamica.

Islam, cultura e leggi

Religione, cultura, politica e leggi non devono essere confuse.

Le società musulmane sono estremamente differenti tra loro. Il modo di vivere l’Islam nelle Maldive non è identico a quello del Marocco, dell’Indonesia, dell’Albania, dell’Iran o del Senegal.

Cambiano:

  • le tradizioni locali;
  • gli abiti;
  • il rapporto tra religione e Stato;
  • l’interpretazione delle regole;
  • il ruolo delle famiglie;
  • la condizione sociale delle donne;
  • la disponibilità di alcol;
  • le consuetudini richieste ai visitatori.

Attribuire automaticamente all’Islam qualsiasi comportamento osservato in un Paese rischia quindi di confondere religione, politica, storia e tradizioni locali.

Mappa mondiale che mostra la distribuzione delle popolazioni musulmane nei diversi continenti, evidenziando i Paesi a maggioranza islamica e quelli con comunità musulmane numerose. Sul lato destro compare anche un riepilogo dei Paesi con il maggior numero di musulmani.

L’Islam incontrato in viaggio

Durante un viaggio in un Paese musulmano, l’Islam entra spesso nella quotidianità anche senza visitare monumenti religiosi.

Lo si percepisce:

  • nel richiamo alla preghiera;
  • negli orari dei negozi;
  • nel giorno del venerdì;
  • nel mese del Ramadan;
  • nell’abbigliamento;
  • nelle regole sull’alcol;
  • nell’ospitalità;
  • nella vita intorno alle moschee.

Alle Maldive lo abbiamo incontrato soprattutto sulle isole locali.

A Hangnaameedhoo gli orari della moschea scandivano le giornate, il venerdì modificava le attività e i collegamenti, l’alcol non era disponibile e l’abbigliamento richiesto era molto diverso da quello consentito nei resort.

Non era una rappresentazione dell’Islam costruita per i turisti, ma una parte reale della vita dell’isola.

Visitare una moschea con rispetto

Le regole possono cambiare da un luogo all’altro, ma generalmente è consigliabile:

  • verificare che l’ingresso ai non musulmani sia consentito;
  • evitare gli orari della preghiera collettiva;
  • indossare abiti che coprano spalle e ginocchia;
  • togliere le scarpe prima di entrare;
  • mantenere un tono di voce basso;
  • non attraversare davanti a chi sta pregando;
  • chiedere il permesso prima di fotografare le persone;
  • rispettare eventuali spazi separati.

Il comportamento più semplice è osservare, chiedere e adattarsi alle regole del luogo.

Conoscere prima di giudicare

L’Islam comprende quasi quattordici secoli di storia, circa due miliardi di persone e società profondamente diverse.

Ridurre tutto a poche regole, a immagini televisive o a ciò che accade in un solo Paese produce inevitabilmente una visione incompleta.

Questo articolo non pretende di spiegare ogni corrente teologica o ogni differenza culturale. Vuole offrire una base semplice per comprendere meglio ciò che incontriamo durante i nostri viaggi.

Conoscere il significato di una moschea, del Ramadan, del richiamo alla preghiera o dell’abbigliamento locale non significa dover condividere una religione.

Significa viaggiare con maggiore consapevolezza.

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