India: informazioni utili per organizzare il viaggio
Prima di partire per l’India conviene avere qualche informazione pratica chiara.
Non perché l’India si possa organizzare tutta a tavolino, anzi. Una parte del viaggio sarà sempre caos, improvvisazione, contrattazione, ritardi, cambi di programma e cose che non avevate minimamente previsto.
Però alcune informazioni servono.
Visto, clima, moneta, vaccini, sicurezza, internet, prese elettriche, trasporti, documenti e periodo migliore possono fare la differenza tra un viaggio complicato ma bellissimo e un viaggio complicato e basta.
L’India è un Paese enorme, con regioni diversissime tra loro. Non esiste una sola India e non esiste nemmeno un solo modo di viaggiarla.
Queste sono quindi informazioni utili per preparare un primo viaggio in India, soprattutto se viaggiate zaino in spalla, con guesthouse, treni, bus, voli interni e spostamenti locali.
Quando andare in India
Dire quando andare in India non è semplice, perché il Paese è enorme e ogni zona ha il suo periodo migliore.
In generale, per un primo viaggio classico tra Nord India, Rajasthan, Varanasi, Agra, Delhi, Goa e India centrale, il periodo migliore va più o meno da ottobre a marzo.
Sono i mesi più asciutti e più vivibili, soprattutto rispetto al caldo estremo e ai monsoni. L’importante è fare molta attenzione alla stagione dei monsoni.
Di solito il monsone principale interessa gran parte del Paese tra giugno e settembre, anche se tempi e intensità cambiano da regione a regione. Il monsone non è solo “piove un po’”.
In certe zone può significare allagamenti, frane, strade interrotte, treni in ritardo, fiumi gonfi e problemi seri, soprattutto se viaggiate fuori dalle rotte turistiche o in aree meno organizzate.
Per alcune regioni, come il Kerala o zone tropicali del Sud, il monsone può anche avere fascino, ma non è il periodo più semplice se è il primo viaggio in India.
Clima in India
L’India ha praticamente tutti i climi, pensare all’India solo come a un Paese caldo è sbagliato.
C’è il caldo umido tropicale del Sud, il caldo secco e durissimo del Rajasthan, le montagne dell’Himalaya, dove può fare freddissimo.
Ci sono zone desertiche, aree costiere, foreste, pianure, città roventi e regioni soggette a piogge intense.
Per questo, prima di preparare lo zaino, bisogna guardare l’itinerario preciso.
Delhi, Varanasi e Rajasthan non sono Goa. Goa non è il Ladakh. Il Kerala non è il Kashmir.
Documenti e visto per l’India
Per entrare in India serve il passaporto e serve il visto. Quando siamo partiti noi, il visto andava fatto prima, presso l’ambasciata a Roma.
Oggi, per molti viaggiatori, è possibile richiedere l’e-Visa online, ma bisogna sempre controllare sul sito ufficiale Indian Visa Online, perché regole, durata, costi, aeroporti autorizzati e modalità possono cambiare.
Non date per scontato di poter risolvere tutto all’arrivo. Prima di partire controllate sempre:
- validità del passaporto
- tipo di visto necessario
- durata del soggiorno consentita
- aeroporti o punti di ingresso autorizzati
- eventuali restrizioni particolari
Meglio stampare una copia del visto e salvarne una digitale sul telefono e sulla mail.
Lingua
Le lingue principali sono hindi e inglese, ma l’India è un continente anche dal punto di vista linguistico.
La Costituzione indiana riconosce 22 lingue ufficiali programmate, tra cui hindi, bengali, tamil, urdu, marathi, telugu, kannada, malayalam, punjabi e molte altre.
L’inglese è molto usato nei trasporti, negli hotel, negli aeroporti, nelle agenzie e nei luoghi turistici.
Non significa che tutti parlino inglese bene, ma per viaggiare nelle zone più frequentate normalmente ci si arrangia.
In molte situazioni, comunque, aiutano più pazienza, gesti, sorriso e contrattazione che la grammatica.
Moneta e cambio
La moneta ufficiale è la rupia indiana, indicata con INR. Il cambio attuale è indicativamente intorno a: 1 € = circa 111 rupie indiane. Il cambio cambia continuamente, quindi prima di partire conviene controllarlo aggiornato. Nella vecchia versione del viaggio, il cambio era circa 1 € = 78 rupie, ma oggi il valore è diverso.
Bancomat e carte di credito
Gli ATM si trovano facilmente nelle grandi città, nelle zone turistiche e nei centri principali. Nelle aree più remote, nei villaggi o in zone meno frequentate, meglio non fare troppo affidamento solo sul bancomat. Le carte di credito sono accettate negli hotel, nei ristoranti turistici, negli aeroporti e nei negozi più strutturati.
Nei piccoli ristoranti, guesthouse economiche, mercati, tuk tuk, bus locali e chioschi, il contante resta fondamentale. Il consiglio è avere sempre una parte di contanti con sé, ma non tutto nello stesso posto. Dividete soldi, carte e documenti. In India è una buona abitudine.
Internet e Wi-Fi
Internet in India è molto diffuso. Il Wi-Fi si trova in molti hotel, guesthouse, bar, ristoranti e aeroporti, soprattutto nelle zone turistiche. La qualità però può cambiare tantissimo.
In una città può funzionare bene. In un’altra può essere lento, instabile o presente solo sulla carta. Oggi la soluzione più comoda è comprare una SIM locale o una eSIM, se il telefono è compatibile.
Per acquistare una SIM fisica possono servire passaporto, visto, foto o registrazione, a seconda dell’operatore e delle regole del momento. Se vi serve internet per mappe, prenotazioni, taxi, treni e comunicazioni, organizzatevi nei primi giorni.
Cellulari e chiamate
In India funziona il roaming internazionale, ma può costare molto a seconda dell’operatore italiano. Prima di partire controllate le tariffe del vostro piano.
- Per chiamare l’Italia dall’India si usa il prefisso: +39 / 0039
- Per chiamare l’India dall’Italia si usa: +91 / 0091
Oggi, nella maggior parte dei casi, conviene usare WhatsApp, Telegram, FaceTime, Skype o chiamate via internet. Molto più economico e molto più semplice.
Fuso orario
L’India usa un solo fuso orario: Indian Standard Time, cioè UTC+5:30. Rispetto all’Italia:
- +4 ore e 30 minuti quando in Italia c’è l’ora solare
- +3 ore e 30 minuti quando in Italia c’è l’ora legale
Quindi sì, quella mezz’ora in più all’inizio fa sempre un po’ strano.
Prese elettriche
In India la tensione è generalmente: 230 V / 50 Hz. Le prese più diffuse sono di tipo C, D e M.
Alcune spine europee possono entrare, altre no, e non sempre in modo stabile. Meglio portare un adattatore universale.
Ancora meglio, un adattatore con più uscite USB, soprattutto se dovete caricare telefono, fotocamera, power bank e altri dispositivi. In alcune guesthouse economiche le prese possono essere poche, scomode o un po’ ballerine.
Sicurezza in India
Bella domanda. Io, personalmente, mi sento a casa quasi ovunque, ma l’India non è un Paese da prendere alla leggera. Non bisogna avere paura di tutto, però bisogna stare svegli.
Le truffe ai turisti esistono. I furti possono capitare. Nelle stazioni, nei mercati, sui treni e nelle zone molto affollate bisogna controllare sempre zaino, soldi e documenti.
Attenzione anche alle finte agenzie, ai finti uffici turistici, ai tassisti troppo insistenti e a chi cerca di portarvi “nel posto giusto” appena arrivate. Per le donne che viaggiano da sole, o anche in coppia, serve qualche attenzione in più, soprattutto di sera, sui mezzi pubblici e in zone isolate. Il consiglio è semplice: non fatevi bloccare dalla paura, ma non spegnete mai il buon senso.
Salute, vaccini e ospedali
Per chi arriva dall’Italia, normalmente non ci sono vaccini obbligatori per l’India, salvo casi particolari legati a provenienza o transito da Paesi a rischio specifico. Ci sono però vaccini spesso consigliati, da valutare con il medico o con un centro di medicina dei viaggi:
- difterite e tetano
- epatite A
- epatite B
- febbre tifoide
- rabbia
- encefalite giapponese
- poliomielite
La necessità dipende dal tipo di viaggio, dalla durata, dalle zone visitate, dal periodo e dal vostro stato vaccinale. In India ci sono molti ospedali privati, soprattutto nelle grandi città, alcuni anche convenzionati con assicurazioni internazionali.
Però non partirei mai senza assicurazione viaggio. Meglio avere una copertura sanitaria seria, con assistenza 24 ore su 24 e rimpatrio sanitario. Portate anche una piccola farmacia da viaggio, soprattutto per stomaco, febbre, punture di insetti, diarrea, disinfettante e medicinali personali.
Cibo, acqua e stomaco
In India lo stomaco va trattato con rispetto. Non significa rinunciare a tutto. Significa scegliere meglio. Bevete solo acqua sigillata, evitate ghiaccio se non siete sicuri, mangiate cibo cotto al momento.
Scegliete posti pieni di gente locale, dove il ricambio è continuo. Attenzione alla frutta già tagliata, alle salse lasciate all’aperto e ai cibi crudi lavati con acqua non sicura. Lo street food è una meraviglia, ma va affrontato con un minimo di criterio.
Igienizzante mani sempre nello zainetto piccolo. Fermenti lattici e qualcosa per lo stomaco nello zaino grande. E poi pazienza. Perché in India anche lo stomaco, a volte, fa parte del viaggio.
Religione
L’India è uno dei Paesi religiosamente più complessi del mondo. La maggioranza della popolazione è induista, ma sono molto presenti anche musulmani, cristiani, sikh, buddhisti, giainisti, parsi e altre comunità religiose.
I dati ufficiali più citati restano quelli del censimento 2011: circa 79,8% induisti, 14,2% musulmani, 2,3% cristiani, 1,7% sikh, con percentuali minori di buddhisti, giainisti e altre religioni. Al di là dei numeri, la religione in India è ovunque.
Templi, moschee, ghat, offerte, pellegrinaggi, divinità, mucche sacre, sadhu, guru, rituali e feste religiose fanno parte della vita quotidiana. Non è solo spiritualità da cartolina. È una cosa concreta, visibile, continua.
Ordinamento politico, capitale e dati generali
- Nome ufficiale: Repubblica dell’India
- Ordinamento politico: repubblica federale parlamentare
- Capitale: New Delhi
- Superficie: 3.287.263 km²
- Popolazione: oltre 1,4 miliardi di abitanti
- Moneta: rupia indiana, INR
- Prefisso internazionale: +91
- Fuso orario: UTC+5:30
- PIL pro capite: variabile in base al metodo di calcolo; il dato PPP è molto più alto del PIL nominale
L’India oggi è una delle grandi potenze mondiali. Ha una popolazione enorme, un’economia in crescita, città gigantesche, un settore tecnologico fortissimo e contraddizioni sociali ancora enormi. È moderna e antichissima. Ricchissima e poverissima. Spiritualmente immensa e materialmente durissima. Sempre tutto insieme.
Patente e guida
Per guidare in India serve la patente internazionale, ma sinceramente non consiglierei a un viaggiatore normale di guidare da solo.
Il traffico è complicato, la guida è a sinistra, le regole sono molto elastiche e sulle strade potete trovare di tutto: camion, motorini, mucche, cani, pedoni, biciclette, risciò, carretti e mezzi che arrivano da ogni direzione. Se proprio volete muovervi in macchina, meglio valutare un driver privato. Per il viaggio zaino in spalla, invece, treni, bus, voli interni, taxi e tuk tuk bastano e avanzano.
Guida cartacea
Per il nostro viaggio avevamo usato:
- Lonely Planet India del Nord
- Lonely Planet India del Sud
Secondo me, per l’India ha molto senso dividere Nord e Sud. Il Paese è troppo grande per pensare di affrontarlo tutto con una sola guida e un solo viaggio. Oggi ovviamente si usa molto internet, ma una buona guida resta utile per capire distanze, zone, trasporti, quartieri e itinerari.

