LAOS 7° Luang Prabang cosa vedere e cosa fare
Luang Prabang cosa vedere
Poiché tutti gli investimenti riguardo all’urbanistica e al boom edilizio hanno riguardato la capitale Vientaine, Luang Prabang anche se è il posto turistico per eccellenza del Laos, ha mantenuto un connubio perfetto tra natura, religione e colonialismo.
La città si trova nel punto di confluenza tra i fiumi Mekong e Nahm Khan.
Luang Prabang cosa vedere
Da un lato della strada principale si trova il monte Phou Si, il monte meraviglioso, una collina ricoperta di alberi con 328 gradini e dalla cui sommità c’è una vista panoramica da sballo, sopratutto sulla città e la confluenza dei fiumi Mekong e Kane.
Haw Kham: ex palazzo Reale, ora divenuta museo al cui interno troviamo la statua del Buddha Pra Bang che risale al XI secolo e che da Ceylon è passata per Angkor fino ad arrivare qui.
Wat Xieng Thong: tempio della città d’oro, il monastero più famoso e visitato non soltanto di Luang Prabang ma anche di tutta la nazione, del XVI secolo che più di tutti sottolinea l’eleganza e la grazia dell’architettura dell’epoca.
Sorge sulla punta estrema della penisola che ospita Luang Prabang e si affaccia sul Mekong e si raggiunge percorrendo una scalinata che scende fino ad immergersi nelle sue acque, quasi a voler sottolineare con la sua discesa la nobiltà dell’intero popolo laotiano.
L’atmosfera rilassante che sprigiona pace e tranquillità, l’architettura tipica Loatiana con il tetto di legno, i tanti mosaici tra cui la raffigurazione dell’albero della vita, i monaci in preghiera, tu che puoi entrare, senza scarpe e stare lì ore e ore, senza che nessuno ti dica niente, in meditazione, o leggendo o parlando con i monaci che sono curiosi e vengono da te e ti iniziano a parlare, a farti domande e quando vedi che ore sono ti accorgi che è passata tutta la giornata.
E la mattina dopo, anche se avresti molte cose da vedere e da fare, ritorni qui, e rincontri lo stesso ragazzo del giorno prima e allora ti porta con lui a vedere tutte le sistemazioni: dove dormono, studiano e pregano.
E per me vale di più di mille monumenti e mille musei.
Grotte di Pak Ow: le grotte del Buddha, un insieme di colline calcaree con caverne al cui interno ci sono le statue del Buddha, con delle cascate raggiungibili in barca. Chiamate anche le grotte dei Mille Buddha consiste in 2 grandi cavità entrambe contenenti migliaia immagini di Buddha di diverse dimensioni, da pochi centimentri a due metri.
TAEC (Traditional Arts and Ethnology Center): fondato nel 2006, TAEC racchiude, preserva ed interpreta l’arte e lo stile di vita delle numerose minoranze etniche presenti nel Paese. Include una vasta collezione di artigianato, una libreria e stands per la vendita dei manufatti locali i cui introiti vengono utilizzati per sostenere lo sviluppo delle comunità tribali e preservare le loro tradizioni.
Cascate Kuang Si dove è possibile fare il bagno nelle rinfrescanti acque turchesi e c’è il rifugio per gli Orsi Asiatici.
Passeggiata nella foresta attraverso splendide foreste e villaggi di minoranze etniche Hmong e Khmu.
Sulla via principale, Xiang Thong, si trovano molti edifici in legno nella più classica tradizione laotiana, ville coloniali, i famosi Wats, templi buddisti dal tetto dorato con interni decorati con mosaici e affreschi della vita di Buddha.
E poi i Monaci, la mattina quando sfilano in processione per chiedere doni e offerte, nel più classico stile buddista, mi fa strano vederli tutti vestiti di giallo e rosso in giro per la città, così rilassati con se stessi e con il mondo.
E’ uno spettacolo girare per la città e per i suoi luoghi turistici più importati a piedi, mi bicicletta o al massimo con i tuk tuk, sempre senza avere nessuna preoccupazione o timore.


