Colombia: da Taganga a Palomino lungo la costa caraibica – Giorno 5
Dopo cinque giorni non ci siamo ancora abituati del tutto al fuso orario. Anche questa mattina, alle 6:00, abbiamo già gli occhi spalancati.
Ne approfittiamo per fare un ultimo giro per Taganga, quando il villaggio è ancora tranquillo e il caldo non è diventato soffocante. Le strade cominciano lentamente ad animarsi, mentre davanti a una scuola troviamo un piccolo chiosco dove preparano delle buonissime arepas fritte ripiene di formaggio.
Calde, pesanti e decisamente poco adatte a una colazione leggera, ma perfette per affrontare un’altra giornata di viaggio lungo la costa caraibica della Colombia.
Oggi lasciamo Taganga e ci spostiamo verso Palomino.

La partenza da Taganga
Da Taganga a Palomino in minibus
Il pomeriggio precedente abbiamo prenotato tramite il nostro ostello un trasferimento per Palomino con un minibus condiviso.
Il servizio passa direttamente davanti alle guesthouse di Taganga, raccoglie i viaggiatori nelle varie strutture e prosegue lungo la costa. Il costo è di circa 10 euro a persona e la partenza è prevista intorno alle 8:00.
Poco dopo l’orario stabilito arriva il nostro mezzo.
Saliamo insieme ad altri ragazzi e, una volta terminato il giro degli ostelli, siamo circa venti persone stipate tra sedili, zaini e bagagli.
Nonostante il numero dei passeggeri, il trasferimento è abbastanza comodo. Evitiamo di dover tornare prima a Santa Marta, raggiungere il mercato, cercare l’autobus corretto e cambiare nuovamente mezzo.
Dopo quattro giorni trascorsi a inseguire coincidenze, terminal e partenze, essere raccolti direttamente davanti all’ostello non ci dispiace affatto.

Il trasferimento lungo la costa caraibica verso Palomino.
Come arrivare a Palomino con i mezzi pubblici
Per raggiungere Palomino avevamo considerato anche una soluzione più economica.
Da Taganga avremmo potuto prendere uno dei frequenti autobus diretti a Santa Marta, scendere nella zona del mercato e salire poi su un mezzo diretto verso Riohacha o La Guajira.
Questi autobus percorrono la strada costiera, passano davanti all’ingresso principale del Parco Tayrona e proseguono fino a Palomino.
Il viaggio da Santa Marta dura indicativamente circa due ore. Una volta arrivati, bisogna scendere lungo la strada principale, perché Palomino non dispone di una vera stazione degli autobus.
Dal centro del pueblo parte poi una strada sterrata che conduce verso la zona della spiaggia, distante alcune centinaia di metri.
La soluzione con i mezzi pubblici è certamente più economica, ma il minibus condiviso rimane più semplice, soprattutto quando comprende il prelievo direttamente presso l’alloggio.

Il tragitto da Taganga a Palomino lungo la costa caraibica, passando davanti al Parco Tayrona.
Il passaggio davanti al Parco Tayrona
Dopo circa mezz’ora raggiungiamo l’ingresso del Parco nazionale Tayrona.
Qui avviene qualcosa che, ripensandoci negli anni successivi, avremmo probabilmente dovuto interpretare come un segnale.
Quasi tutti i passeggeri scendono dal minibus.
Noi restiamo seduti.
Su una ventina di persone, soltanto pochi continuano verso Palomino. Gli altri recuperano gli zaini e si preparano a entrare nel parco, probabilmente per trascorrere almeno una notte tra sentieri, foresta, spiagge e amache.
Noi, invece, abbiamo deciso di proseguire.
Con il senno di poi, non fermarci nel Parco Tayrona fu probabilmente uno degli errori del viaggio. Una notte in amaca, sotto le stelle e vicino al mare, l’avremmo dovuta trascorrere.
In quel momento, però, sentiamo soprattutto il bisogno di rallentare. Nei primi quattro giorni abbiamo viaggiato quasi senza sosta e Palomino ci sembra il posto giusto per fermarci almeno due notti.

L’ingresso del Parco nazionale Tayrona, lungo la strada tra Santa Marta e Palomino.
La strada lungo la costa caraibica
Ripartiamo con il minibus quasi vuoto e continuiamo lungo la strada costiera.
Il tragitto è piacevole e attraversa uno dei paesaggi più affascinanti della Colombia settentrionale. In diversi punti la strada segue il mare, mentre verso l’interno si alzano le montagne ricoperte di vegetazione della Sierra Nevada de Santa Marta.
Palomino si trova nel dipartimento di La Guajira, nella parte orientale della costa caraibica colombiana.
La sua posizione è particolare: alle spalle del villaggio si trova la Sierra Nevada, mentre davanti si apre il Mar dei Caraibi. I fiumi che scendono dalle montagne raggiungono l’oceano attraversando un territorio ancora ricco di vegetazione.
Percorriamo circa settanta chilometri tra piccoli centri abitati, scorci sul mare e montagne che sembrano avvicinarsi sempre di più alla costa.
Intorno alle 10:00 arriviamo finalmente a Palomino.

Il pueblo di Palomino
Il villaggio locale si sviluppa lungo la strada principale che collega Santa Marta alla regione di La Guajira.
A prima vista Palomino non sembra una località turistica. Ci sono case semplici, negozi, piccoli ristoranti, bar, bancarelle e attività frequentate soprattutto dagli abitanti del posto.
La parte turistica è quasi nascosta.
Dalla strada principale parte un bivio sulla sinistra e, da lì, una strada sterrata prosegue per circa seicento metri in direzione della spiaggia.
È lungo questo percorso che si concentra gran parte della Palomino dei viaggiatori: ostelli, ristoranti, piccoli locali e strutture costruite tra palme, sabbia e vegetazione.
Gli autobus pubblici lasciano normalmente i passeggeri lungo la strada principale. Da quel punto bisogna raggiungere la zona del mare a piedi, con un mototaxi o con un altro mezzo locale.
Noi, però, non sappiamo ancora dove andare.
Alla ricerca di un ostello sulla spiaggia
Prima di partire avevamo letto alcuni racconti di viaggio e trovato soprattutto riferimenti al Dreamer, uno degli ostelli più conosciuti di Palomino.
La struttura, però, non si trova direttamente sul mare e assomiglia più a un piccolo resort, con giardino e piscina.
L’autista ci suggerisce invece il Tiki Hut, un’altra sistemazione molto frequentata dai backpacker.
Anche questa, però, non si trova sulla spiaggia.
E anche questa ha una piscina.
Quanto odio le piscine al mare!
Perché dovrei attraversare mezzo mondo, raggiungere la costa caraibica della Colombia e finire dentro una piscina circondata da lettini?
Ringraziamo l’autista, recuperiamo gli zaini e decidiamo di andare direttamente verso il mare, nella speranza di trovare un posto più adatto a noi.
Vogliamo restare a Palomino almeno due notti. Dopo giorni trascorsi a correre da una città all’altra, cerchiamo un alloggio semplice, possibilmente sulla spiaggia, con un letto economico e qualche amaca in cui non fare assolutamente nulla.

La lunga spiaggia di Palomino, affacciata su un mare molto più mosso del classico Caribe.
La Finca Escondita
Arrivati quasi alla fine della strada sterrata, giriamo sulla destra.
Dopo poche decine di metri troviamo la Finca Escondita.
Si trova a circa cinquanta metri dalla spiaggia, immersa nella vegetazione e decisamente più vicina all’idea di Palomino che ci eravamo costruiti durante il viaggio.
Entriamo per chiedere se ci sono posti disponibili e troviamo tre letti liberi in dormitorio.
Non abbiamo bisogno di vedere altro, è il posto che stavamo cercando.
La struttura non sembra nemmeno un normale ostello. Ci sono spazi aperti, alberi, tavoli, amache e una continua sensazione di trovarsi a metà strada tra la giungla e il mare.
Lasciamo gli zaini, prendiamo possesso dei nostri letti e raggiungiamo immediatamente la spiaggia.
La prima impressione di Palomino
Prima di arrivare avevamo trovato pochissimi racconti in italiano su Palomino. Anche la nostra guida dedicava al villaggio soltanto poche righe.
Avevamo quindi molte speranze, ma poche aspettative concrete.
La spiaggia appare lunghissima, ampia e quasi deserta.
Sulla sinistra, vicino al punto in cui termina la strada proveniente dal pueblo, si trovano alcuni locali. Sulla destra cominciano invece le strutture in cui dormire, nascoste tra la vegetazione.
Camminando lungo la sabbia sembra quasi impossibile capire dove finisca la spiaggia.
Davanti a noi il mare è leggermente mosso. Alle spalle, anche se non sempre visibili, si trovano le montagne della Sierra Nevada. Intorno ci sono palme, giungla, qualche viaggiatore e pochissime costruzioni.
Nel 2016 Palomino era già conosciuta nel circuito backpacker, ma conservava ancora un’atmosfera tranquilla e poco costruita rispetto alle grandi località turistiche della costa caraibica.
Sembrava più una spiaggia remota del Costa Rica affacciata sul Pacifico che un villaggio del Caribe colombiano.

Il posto giusto per fermarsi
Restiamo qualche minuto a guardare il mare.
Dopo Villa de Leyva, Barichara, San Gil, Taganga, autobus notturni e continui trasferimenti, finalmente non abbiamo più una coincidenza da prendere.
Non dobbiamo raggiungere una stazione, controllare un orario o capire da quale terminal parta il prossimo autobus.
Per due giorni possiamo semplicemente fermarci.
Palomino si presenta esattamente come il luogo di cui avevamo bisogno: una spiaggia quasi infinita, qualche ostello nascosto tra gli alberi, il rumore delle onde e nessun programma preciso.
Il viaggio lungo la costa caraibica ci ha portati finalmente alla Finca Escondita.
Adesso possiamo lasciare gli zaini, toglierci le scarpe e rallentare.
Le nostre giornate a Palomino sono appena cominciate.
Informazioni utili sul trasferimento da Taganga a Palomino
Durante il nostro viaggio del 2016 abbiamo scelto un minibus condiviso prenotato tramite l’ostello di Taganga.
Il trasferimento costava circa 10 euro a persona, comprendeva il prelievo nelle varie guesthouse e passava davanti all’ingresso del Parco Tayrona prima di proseguire verso Palomino.
L’alternativa più economica consisteva nel raggiungere Santa Marta con un autobus locale e prendere successivamente un mezzo diretto verso Riohacha, chiedendo di scendere a Palomino.
Il villaggio si trova lungo la strada principale, mentre la zona degli ostelli e della spiaggia è raggiungibile percorrendo una strada sterrata di circa seicento metri.
Prezzi, orari e punti di partenza possono cambiare nel tempo, quindi è sempre opportuno controllare le informazioni aggiornate direttamente sul posto.

