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Tappa 4 – Giorno 4 – Puerto Natales / Trekking alla Base Torres del Paine / Puerto Natales

Il nostro grande sogno era il W Circuit.

Eravamo arrivati fin qui, nella Patagonia cilena, quasi con quella presunzione buona di chi pensa: “Sì, ce la facciamo, siamo pronti, siamo venuti fino alla fine del mondo proprio per questo”.

Poi però la Patagonia ci ha rimesso subito al nostro posto.

Stagione sbagliata, freddo, neve, servizi ridotti, sentieri non nelle condizioni ideali. Il W Circuit, quello vero, quello di più giorni, non si poteva fare come lo avevamo immaginato.

E allora abbiamo scelto il piano B, che poi, a chiamarlo piano B, gli fai quasi un torto.

Il trekking alla Base Torres del Paine è una delle escursioni più famose e spettacolari di tutto il parco. Non è il W Circuit, non è un trekking di più giorni, ma è comunque una giornata piena, lunga, fredda, faticosa e memorabile.

È il sentiero che porta davanti alle tre torri di granito simbolo del Parco Nazionale Torres del Paine.

Il punto più iconico, quello che hai visto mille volte in foto, quello che vuoi vedere con i tuoi occhi.

Organizzare il trekking da Puerto Natales

Abbiamo prenotato l’escursione direttamente tramite il nostro ostello a Puerto Natales.

Nel nostro viaggio pagammo circa 60€ a persona, comprensivi di trasporto e guida. In alta stagione il prezzo era già più alto, intorno ai 100€. Oggi i costi possono essere molto diversi, quindi per organizzare la stessa escursione conviene sempre controllare agenzie, ostelli e tour operator aggiornati a Puerto Natales.

La formula era semplice: partenza la mattina presto dall’ostello, trasporto fino al parco, guida per il trekking, rientro in serata a Puerto Natales.

Per il pranzo ci siamo organizzati da soli: qualche panino preparato la sera prima, una bottiglia d’acqua e un paio di cioccolate.

Niente di sofisticato.

Ma quando fa freddo e sei in mezzo al vento patagonico, anche un panino schiacciato nello zaino può diventare un lusso.

Le previsioni davano temperature intorno allo zero e la possibilità della prima neve della stagione, almeno nella parte alta del sentiero. Quindi partiamo vestiti pesanti, con l’idea che sarebbe stata una giornata lunga.

Molto lunga, durata prevista: circa 11 ore totali, tra trasporto, biglietto, trekking, soste e rientro.

Partenza da Puerto Natales

Alle 7 del mattino siamo già pronti davanti all’ostello.

È ancora presto, fa freddo, Puerto Natales è mezza addormentata e nell’aria c’è quell’atmosfera strana delle partenze patagoniche: zaini, scarponi, pulmini, gente che parla poco, guide che controllano nomi e orari.

Il pulmino passa a prenderci e poi inizia il solito giro tra ostelli e guesthouse per recuperare gli altri ragazzi.

Alla fine siamo un piccolo gruppo di viaggiatori infreddoliti e pieni di aspettative.

Lasciamo Puerto Natales e iniziamo a muoverci verso il Parco Nazionale Torres del Paine.

La strada è già parte del viaggio. Fuori dal finestrino scorrono distese enormi, luce bassa, montagne lontane, cielo pulito, silenzio e vento. Qui tutto sembra più largo, più vuoto, più estremo.

Dopo circa un’ora e mezza arriviamo alla Portería Laguna Amarga, uno degli ingressi principali del parco.

Qui ci fermiamo per fare il biglietto.

Nel nostro viaggio pagammo circa 15€ perché eravamo in bassa stagione; in alta stagione il prezzo era più alto e il biglietto valeva più giorni. Oggi il sistema è cambiato: l’ingresso si organizza online e le tariffe vanno sempre controllate sul sito ufficiale prima di partire.

Briefing prima della partenza per il trekking alla Base Torres del Paine.

Verso il settore Las Torres

Passato l’ingresso, raggiungiamo il settore dell’Hotel Las Torres / Refugio Central, punto di partenza classico per il trekking alla Base Torres.

Sono circa le 9 del mattino.

Anche se l’orologio dice mattina, la luce sembra ancora quella dell’alba. Il sole sta appena salendo, la temperatura è intorno allo zero, ma il cielo è sorprendentemente sereno.

Una fortuna enorme.

Nel Torres del Paine non puoi mai dare per scontato il meteo. Puoi partire con il sole e trovarti sotto pioggia, neve e vento nel giro di un’ora. Quel giorno, invece, il cielo ci accompagna pulito per buona parte del cammino.

La guida ci fa una breve introduzione: percorso, tempi, comportamento sul sentiero, soste, difficoltà dell’ultimo tratto e rientro.

Poi si parte.

L’inizio del sentiero e il Río Ascencio

I primi passi sono sempre strani.

Sai che sarà lunga, ma le gambe sono ancora fresche. Hai freddo, ma il corpo deve ancora scaldarsi. Guardi avanti e provi a capire dove ti porterà il sentiero, anche se in realtà non lo sai mai davvero.

Attraversiamo un vecchio ponte sospeso sul Río Ascencio, uno di quei ponti che sembrano già una piccola dichiarazione d’intenti: da qui in poi si entra nel paesaggio vero.

Poco dopo prendiamo una deviazione a destra e iniziamo la prima salita.

Il sentiero sale per circa un’ora. Non è impossibile, ma si fa sentire. Il terreno alterna tratti più regolari a pezzi più sassosi, con il vento che ogni tanto arriva laterale e ti ricorda che sei in Patagonia.

La Valle dell’Ascencio si apre poco a poco.

Montagne, fiume, roccia, vegetazione bassa, silenzio.

E quella sensazione potente di camminare dentro un luogo molto più grande di te.

La Valle dell’Ascencio lungo il trekking verso la Base Torres del Paine.

Il Rifugio Chileno

Dopo la prima parte in salita e circa altri 45 minuti di saliscendi, raggiungiamo il Rifugio Chileno, situato lungo il Río Ascencio.

È uno dei punti più importanti del trekking alla Base Torres.

Chi fa il W Circuit spesso dorme qui per avvicinarsi alle Torri e salire al mirador molto presto, magari all’alba. Noi invece lo attraversiamo in giornata, con il gruppo e la guida.

Arrivare al Chileno dà una sensazione di pausa, ma non di arrivo.

Anzi.

Da qui in poi il paesaggio cambia e il sentiero comincia lentamente a diventare più serio.

Si entra in una zona più raccolta, con tratti di bosco, passaggi più umidi, salite, pietre, radici e un freddo che diventa più presente man mano che ci si avvicina alla parte alta.

Per quasi un’ora camminiamo in mezzo alla foresta.

Gli alberi proteggono un po’ dal vento, ma la luce si abbassa, l’aria è fredda e il terreno inizia a raccontare che sopra qualcosa sta cambiando.

Poi arriviamo al bivio.

Da una parte il Campamento Torres, dall’altra l’ultimo tratto verso il Mirador Base Torres, la nostra meta.

Trekking Base Torres del Paine

Cartello del Campamento Torres: da qui inizia la parte più impegnativa verso il Mirador Base Torres.

L’ultimo tratto: neve, vento e rocce

Dal bivio in poi il trekking cambia completamente.

Finisce la parte più “tranquilla” e inizia quella che ti resta addosso.

Il sentiero diventa più ripido, la vegetazione diminuisce, il freddo aumenta e compare la neve.

Il vento si fa più forte.

Il terreno diventa una pietraia. Si sale tra rocce e massi, seguendo i segni del percorso. In alcuni punti il sentiero sembra quasi sparire e bisogna prestare attenzione ai marker sulle pietre.

Non è un tratto tecnico, ma richiede concentrazione.

Soprattutto con freddo, neve e vento.

Qui capisci perché questo trekking, pur essendo fattibile in giornata, non va preso come una passeggiata. La distanza totale è importante, il dislivello si sente e l’ultimo tratto arriva quando hai già diverse ore nelle gambe.

Ogni tanto ci fermiamo, riprendiamo fiato, guardiamo indietro.

La vista comincia ad aprirsi.

E anche se sei stanco, anche se hai freddo, senti che stai arrivando da qualche parte.

Non a un punto qualsiasi.

Al punto.

Trekking Base Torres del Paine

L’ultimo tratto verso la Base Torres, tra neve, rocce e vento patagonico.

Il Mirador Base Torres

Dopo circa 30-45 minuti dall’ultimo bivio, raggiungiamo finalmente il Mirador Base Torres.

Davanti a noi ci sono le tre torri di granito: Torre Sur, Torre Central e Torre Norte.

Sono lì, enormi, fredde, verticali, quasi irreali.

Sotto, la laguna glaciale. Intorno, neve, pietre, vento, silenzio e facce stanche ma felici.

È uno di quei momenti in cui non hai bisogno di dire molto.

Le Torri del Paine le avevamo viste in foto mille volte. Ma dal vivo è un’altra cosa. Le fotografie appiattiscono tutto: non raccontano la fatica della salita, il freddo nelle mani, il rumore del vento, il respiro corto, la soddisfazione di arrivare e trovarti davanti una parete di roccia che sembra disegnata per stare alla fine del mondo.

Ci fermiamo circa 45 minuti / un’ora.

Mangiamo il pranzo al sacco, facciamo foto, ci riposiamo e proviamo a goderci il momento senza pensare troppo alla discesa.

Perché poi, ovviamente, bisogna tornare giù.

Trekking Base Torres del Paine

Davanti alla Base Torres del Paine: il momento più atteso del trekking.

La discesa

La discesa avviene lungo lo stesso percorso.

Prima il tratto roccioso, dove bisogna fare attenzione a non scivolare, poi il bosco, il Rifugio Chileno, la Valle dell’Ascencio e il ritorno verso il punto di partenza.

Scendere sembra sempre più facile, ma non lo è del tutto, le gambe sono stanche, le ginocchia iniziano a protestare, il freddo si alterna al caldo del movimento e la testa comincia già a pensare al pulmino, alla doccia e alla cena.

Arriviamo al punto di partenza intorno alle 17, la giornata sembra quasi finita, quasi.

Purtroppo, durante la discesa, due ragazzi del gruppo sbagliano un bivio. Niente di grave, ma abbastanza per ritardare la partenza di circa un’ora.

E anche questo, in fondo, è Patagonia, puoi programmare tutto, ma qualcosa succede sempre.

Ritorno a Puerto Natales

Ripartiamo dal parco stanchi, infreddoliti e con quella sensazione bellissima di aver fatto qualcosa che ricorderemo.

Il rientro verso Puerto Natales è lungo e silenzioso, nel pulmino qualcuno dorme, qualcuno guarda fuori, qualcuno riguarda le foto.

Arriviamo a Puerto Natales verso le 21, abbiamo appena il tempo di comprare qualche sandwich per il giorno dopo, perché ci aspetta il Full Day Torres del Paine, e poi andiamo a cena.

La giornata è stata lunga, fredda e faticosa, ma il trekking alla Base Torres è esattamente questo: una fatica che ha senso.

Una di quelle giornate in cui torni distrutto, ma non cambieresti nulla.

Trekking Base Torres: informazioni pratiche

Il trekking alla Base Torres del Paine è una delle escursioni più famose del parco e può essere fatto in giornata partendo dal settore Hotel Las Torres / Refugio Central.

Molti viaggiatori lo fanno da Puerto Natales con tour organizzato, trasporto e guida. Chi è più autonomo può arrivare con bus fino a Laguna Amarga, prendere la navetta per il settore Las Torres e camminare da solo, controllando però sempre orari di bus, navette, meteo e condizioni del sentiero.

Durata e difficoltà

Il percorso completo andata e ritorno è di circa 20-22 km, a seconda del punto di partenza preciso.

Il tempo medio è di 7-9 ore, comprese le soste.

Il dislivello è importante, intorno agli 800-900 metri, e l’ultimo tratto su pietraia è il più faticoso.

Non è un trekking tecnico, ma è impegnativo.

Serve un minimo di allenamento e soprattutto abbigliamento adatto al meteo patagonico.

Cosa portare

Per il trekking alla Base Torres conviene portare: scarpe da trekking già usate, giacca antivento, impermeabile, pile o piumino leggero, guanti, cappello, scaldacollo, occhiali da sole, crema solare, acqua, pranzo al sacco, snack, cioccolata, power bank, macchina fotografica e un piccolo kit medico.

Anche se parti con il sole, porta sempre qualcosa per pioggia, freddo e vento, nel Paine il meteo cambia velocemente.

Tour guidato o fai da te?

Entrambe le opzioni sono possibili, ma dipende dalla stagione, dall’esperienza e dall’organizzazione.

Il tour guidato è più comodo: parti da Puerto Natales, non pensi ai trasporti e hai una guida che conosce sentiero e condizioni.

Il fai da te è più economico e dà più libertà, ma devi incastrare bene bus, navette, orari del parco e rientro.

In inverno o in periodi con regole speciali, il trekking può richiedere guida autorizzata o avere limitazioni. Prima di partire controlla sempre le informazioni ufficiali aggiornate.

Ne vale la pena?

Sì, anche se non fai il W Circuit, anche se hai solo un giorno, anche se la salita è lunga e l’ultimo tratto ti mette alla prova, il trekking alla Base Torres è una delle esperienze più belle che si possano fare nel Parco Nazionale Torres del Paine.

Non è solo una camminata verso un mirador.

È un rito di passaggio patagonico.

Parti da Puerto Natales al freddo, attraversi la Valle dell’Ascencio, sali tra boschi, neve e rocce, e alla fine arrivi davanti alle tre torri più famose della Patagonia cilena.

E per qualche minuto capisci perché tanta gente arriva fin qui, non per vedere una montagna.

Ma per sentirsi minuscola davanti a qualcosa di enorme.

Riepilogo veloce

  • Partenza: Puerto Natales
  • Ingresso: Laguna Amarga
  • Punto di inizio trekking: Hotel Las Torres / Refugio Central
  • Meta: Mirador Base Torres
  • Distanza: circa 20-22 km A/R
  • Durata: 7-9 ore di cammino
  • Dislivello: circa 800-900 m
  • Difficoltà: media/impegnativa
  • Periodo migliore: ottobre-aprile
  • Da sapere: meteo variabile, vento forte, ultimo tratto su rocce e morena
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