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08/10/12 – Giorno 7 – Tappa 7 – Khajuraho – Agra
09/10/12 – Giorno 8 – Tappa 8 – Agra – Jaipur

Dopo aver visto una delle meraviglie più sorprendenti dell’India, i templi di Khajuraho, ripartiamo in treno verso Agra.

La tratta è lunga, ma ormai il treno indiano è diventato parte del viaggio. Non è solo un mezzo per spostarsi da un posto all’altro. È una parentesi lenta, rumorosa, piena di persone, odori, venditori, attese, paesaggi che scorrono fuori dal finestrino e quella sensazione continua di essere sempre dentro qualcosa di enorme.

Tratta: Khajuraho – Agra
Mezzo: treno
Orario indicativo: 09:10 – 17:35

Il tratto centrale del viaggio in India: da Varanasi a Khajuraho, poi Agra e Jaipur sempre in treno.

Il tratto centrale del viaggio in India: da Varanasi a Khajuraho, poi Agra e Jaipur sempre in treno.

Arriviamo ad Agra nel tardo pomeriggio; Agra significa soprattutto una cosa: Taj Mahal.

Uno di quei nomi che conosci anche se non hai mai pensato davvero all’India. Uno di quei monumenti talmente famosi, fotografati, visti in televisione, nei libri e nelle cartoline, che rischi quasi di arrivarci già stanco, come se lo avessi già visto mille volte.

Poi però ci arrivi davvero e capisci che non è la stessa cosa.

Arrivo ad Agra

Anche ad Agra avevamo prenotato l’hotel via internet, contattandolo qualche giorno prima tramite email.

Dormiamo all’Hotel Kamal, una sistemazione semplice ma in una posizione perfetta: vicino all’entrata sud del Taj Mahal e alla stazione della polizia. Le camere erano essenziali, con bagno privato, alcune anche con aria condizionata.

Il vero motivo per scegliere questo hotel, però, era un altro: la terrazza, dal ristorante sul tetto si vedeva il Taj Mahal.

E ad Agra questa cosa vale tantissimo.

Dalla stazione alla città ci stufiamo di prendere taxi e proviamo a fare autostop. In qualche modo arriviamo, lasciamo gli zaini e saliamo subito sulla terrazza dell’albergo per bere un tè.

Ormai è quasi sera, siamo stanchi dal viaggio, un po’ impolverati, ancora con il ritmo del treno addosso.

Poi giriamo lo sguardo e rimaniamo immobili, davanti a noi, in lontananza, c’è il Taj Mahal.

La vista del Taj Mahal dalla terrazza dell’Hotel Kamal, una delle immagini più belle dell’arrivo ad Agra.

Il Taj Mahal visto per la prima volta

La prima vista del Taj Mahal è difficile da spiegare, non è solo bello è quasi irreale, sembra sospeso ,sembra lontano anche quando è vicino.

Sembra uscito da una favola persiana, da un racconto delle Mille e una notte, da un sogno costruito in marmo.

Lo avevo visto mille volte in foto, ma dal vivo ha un’altra presenza. C’è qualcosa nella sua forma, nella simmetria, nel bianco, nella luce che lo circonda, che ti costringe a fermarti.

Usciamo per cena, mangiamo qualcosa lungo la strada, ma torniamo quasi subito in hotel, non avevamo voglia di fare altro.

In cielo c’è la luna e il Taj Mahal, illuminato da quel bagliore, sembra cambiare colore. Le pietre e il marmo riflettono la luce in modo strano, caldo, quasi dorato.

Da lontano scintilla e noi restiamo lì, sulla terrazza, senza dire troppo.

La mattina al Taj Mahal

La mattina ci svegliamo presto, appena sorge il sole.

Abbiamo il treno per Jaipur nel pomeriggio, quindi non possiamo perdere tempo. Facciamo colazione sulla terrazza e il Taj Mahal, che la sera prima sembrava dorato, ora ha un colore diverso.

Più chiaro, più rosato, più morbido.

È una delle cose più incredibili di questo monumento: cambia davvero con la luce, di giorno sembra quasi sospeso nel cielo, come se il marmo bianco lo rendesse più leggero della pietra.

Entriamo nel complesso e siamo accolti dai giardini, dalle fontane e dai canali, tutto è pensato per portare lo sguardo verso il mausoleo.

Il Taj si riflette nell’acqua quasi in modo vanitoso, come se sapesse benissimo di essere uno dei monumenti più belli del mondo.

Camminiamo piano, qui non c’è il caos di Delhi, non c’è la brutalità sacra di Varanasi, non c’è la tranquillità sospesa di Khajuraho.

C’è un altro tipo di silenzio, più monumentale, teatrale e perfetto.

Il Taj Mahal incorniciato dal grande portale d’ingresso, una delle immagini più classiche e potenti di Agra.

Dentro il mausoleo

Ci togliamo le scarpe ed entriamo nel mausoleo, all’interno, a prima vista, può sembrare quasi spoglio rispetto alla ricchezza dell’esterno. Però è proprio lì che cambia il senso della visita.

Non stai più guardando solo un monumento, stai entrando dentro una storia.

Il Taj Mahal è un mausoleo nato da un dolore enorme, da una promessa, da un amore diventato architettura.

Rimaniamo seduti per un po’, assorti nei nostri pensieri, fuori, l’India è rumore, traffico, polvere, urla, treni, mucche, mercati, contrasti continui.

Lì dentro, invece, tutto sembra fermo, come se il tempo avesse rallentato.

Penso a quanto sia incredibile che un’opera così sia stata costruita quando in Europa molte città erano ancora attraversate da guerre, pestilenze e lotte di potere, mentre qui le dinastie Moghul realizzavano città enormi, giardini, fortezze e mausolei di una raffinatezza impressionante.

Agra, all’epoca, era una delle grandi capitali del mondo e il Taj Mahal ne è ancora oggi la prova più evidente.

Agra rapiti dal Taj Mahal

Volevamo vedere anche il resto della città: l’Agra Fort, qualche mercato, magari altri scorci.

Invece restiamo rapiti dal Taj Mahal per quasi tutta la giornata, a volte nei viaggi succede così.

Programmi una visita e poi un posto ti prende più del previsto, non riesci ad andare via.

Ti siedi, lo riguardi, cambi angolazione, ritorni sullo stesso punto, scatti una foto, poi un’altra.

Poi smetti, perché ti rendi conto che nessuna foto riuscirà davvero a portarlo via con te.

Ce ne andiamo soddisfatti, con la sensazione di aver avuto la fortuna di vedere una di quelle cose che gli occhi non si stancano mai di ricordare.

Treno da Agra a Jaipur

Nel pomeriggio lasciamo Agra e ripartiamo in treno verso Jaipur: Orario indicativo: 17:40 – 22:20

Dopo il Taj Mahal, il viaggio entra nel Rajasthan; Jaipur sarà un’altra India ancora: palazzi, forti, traffico, mercati, colori, città storiche e quell’immaginario da India classica che molti hanno in testa prima di partire.

Ma Agra resta lì, con quel marmo bianco sospeso nella luce, con quella storia d’amore diventata pietra.

Con quella sensazione strana di aver visto qualcosa di talmente famoso da sembrare quasi irreale, e invece capace, ancora oggi, di sorprenderti davvero.

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