India: come muoversi, come arrivare, trasporti interni e aeroporti
Capire come muoversi in India è una delle prime cose da organizzare bene prima di partire. L’India non è semplicemente grande. È enorme.
Le distanze sono spesso molto più lunghe di quello che sembrano sulla mappa, i tempi di percorrenza possono diventare infiniti e uno spostamento che sulla carta pare facile può trasformarsi in un piccolo viaggio dentro il viaggio.
Capire come muoversi in India prima della partenza aiuta a scegliere meglio l’itinerario, evitare tratte impossibili e decidere quando usare treni, bus o voli interni.
Treni, bus, voli interni, taxi, tuk tuk, risciò, motorini, stazioni affollate, aeroporti, agenzie, biglietti, contrattazioni, mucche in mezzo alla strada e ritardi da prendere con filosofia.
Muoversi in India è tutto questo insieme. Nel nostro viaggio abbiamo usato un po’ di tutto: aerei, treni, autobus notturni, taxi collettivi, tuk tuk, risciò e soprattutto le gambe.
Roma – Delhi – Varanasi – Khajuraho – Agra – Jaipur – Goa – Arambol – Hampi – Panaji – Delhi – Roma
Questo articolo raccoglie sia la nostra esperienza reale sia alcune informazioni utili per organizzare oggi un viaggio in India.
Prima cosa: il visto per l’India
Prima di arrivare in India dovete avere il visto. Questa è la prima cosa da sistemare.
Quando siamo partiti noi, il visto andava fatto prima, presso l’ambasciata a Roma. Oggi per molti viaggiatori esiste la possibilità di richiedere l’e-Visa online, ma le regole possono cambiare in base alla nazionalità, alla durata del viaggio, al motivo dell’ingresso e al punto di arrivo.
Quindi, prima di comprare il biglietto aereo, controllate sempre il sito ufficiale del visto indiano. Non partite pensando di risolvere tutto alla frontiera. L’India non è il Paese giusto per improvvisare sui documenti.
Come arrivare in India dall’Italia
Per arrivare in India dall’Italia, la soluzione più semplice è l’aereo. Via mare è teoricamente possibile, soprattutto con crociere o rotte particolari, ma non è una soluzione normale per un viaggio zaino in spalla. Via terra si può fare, ma richiede molto tempo, visti, pazienza e grande attenzione alla situazione politica dei Paesi confinanti.
Per la maggior parte dei viaggiatori, quindi, si arriva in India in aereo. Quando siamo partiti noi, la soluzione migliore era volare su Delhi. Oggi le possibilità sono molte di più.
Si può volare direttamente o con scalo verso le principali città indiane, soprattutto:
- Delhi
- Mumbai / Bombay
- Kolkata / Calcutta
- Chennai
- Bengaluru
- Hyderabad
- Goa
- Kochi
Da Roma e Milano possono esserci collegamenti diretti o con scalo, a seconda del periodo e delle compagnie. Con uno scalo, invece, le possibilità aumentano tantissimo.
Le compagnie più usate sono spesso Emirates, Qatar Airways, Turkish Airlines, Etihad, Lufthansa, Air France, KLM, British Airways, Swiss, Austrian, ITA Airways, Air India e altre compagnie europee o mediorientali. I prezzi cambiano molto in base alla stagione, agli scali e all’anticipo con cui prenotate.
Per un viaggio zaino in spalla, Delhi e Mumbai sono spesso le porte d’ingresso più comode. Se invece volete partire dal Sud, ha senso controllare anche Goa, Kochi, Chennai o Bengaluru.
Arrivare in India via terra
Entrare in India via terra è possibile, ma va organizzato con molta attenzione. Bisogna avere il visto giusto, verificare i punti di frontiera autorizzati e controllare sempre la situazione politica e di sicurezza aggiornata.
I Paesi confinanti più importanti per chi viaggia via terra sono:
- Nepal
- Bangladesh
- Bhutan
- Pakistan
Con la Cina il discorso è molto più complicato cosi come con il Bhutan perché richiede regole specifiche, permessi e spesso organizzazione tramite tour operator.
Il Bangladesh può avere senso se ci si muove verso Kolkata e l’Est dell’India, il Pakistan è una frontiera delicata, da valutare sempre in base alla situazione politica del momento, mentre con il Nepal è una delle opzioni più frequentate dai viaggiatori, soprattutto per chi vuole unire India e Nepal nello stesso viaggio.
Attenzione però: con l’e-Visa non bisogna dare per scontato l’ingresso via terra. Prima di costruire un itinerario di questo tipo, controllate sempre le regole aggiornate sul sito ufficiale.
Aeroporti in India
L’India ha una rete aeroportuale molto estesa. Nel nostro viaggio abbiamo usato quattro aeroporti: Delhi, Varanasi, Jaipur, Goa e Dabolim. Gli aeroporti indiani principali sono generalmente affollati, trafficati, a volte caotici, ma abbastanza funzionanti.
Quasi tutti gli aeroporti importanti hanno i servizi di base:
- taxi
- ufficio cambio
- bancomat
- informazioni turistiche
- bar e ristoranti
- negozi
- Wi-Fi
- sale d’attesa
- possibilità di acquistare biglietti o chiedere assistenza
Delhi è uno degli aeroporti principali del Paese ed è collegato con molte città indiane e internazionali. Mumbai è un altro grande punto d’ingresso. Goa oggi ha due aeroporti principali, Dabolim e Mopa, quindi se volate verso Goa controllate bene dove arrivate e da dove ripartite.
Trasporti da e per gli aeroporti
Il mezzo più comodo per spostarsi da o per l’aeroporto è il taxi. In India ne troverete ovunque. Il problema non è trovare un taxi è scegliere quello giusto, accordarsi bene sul prezzo e non farsi trascinare nel primo teatrino turistico appena usciti dal terminal.
Quando possibile, meglio usare taxi prepagati ufficiali, app di trasporto, transfer organizzati dall’hotel o servizi autorizzati dell’aeroporto, i taxi collettivi costano meno, ma sono meno comodi.
I bus locali sono ancora più economici, però possono essere lenti, pieni e poco pratici se arrivate stanchi o avete lo zaino grande. A Delhi, se dormite a Paharganj o vicino alla stazione, calcolate sempre bene il traffico. Pochi chilometri, in India, possono durare molto più del previsto.
Voli interni in India
Quando si parla di come muoversi in India, i voli interni diventano fondamentali se avete pochi giorni e volete coprire distanze molto lunghe senza perdere troppo tempo. L’aereo è il modo più veloce per coprire grandi distanze in India.
Una tratta che in volo dura una o due ore, in treno o in autobus può richiedere un giorno intero, a volte anche due. Nel nostro viaggio abbiamo preso questi voli interni:
- Delhi – Varanasi
- Jaipur – Goa
- Goa – Delhi
Per un viaggio di 15/20 giorni, i voli interni possono essere una scelta molto intelligente. Non hanno il fascino del treno, questo è vero. Però ti salvano tempo, energie e incastri complicati.
Le compagnie cambiano nel tempo, ma il mercato aereo interno indiano è enorme. Tra le più conosciute ci sono Air India, IndiGo, SpiceJet, Akasa Air e altre compagnie locali.
Il consiglio è semplice: usate l’aereo quando le distanze sono enormi e il tempo è poco, usate il treno quando il viaggio stesso fa parte dell’esperienza.
Treni in India
Per me, però, il vero cuore del discorso su come muoversi in India resta il treno, perché permette di vivere il Paese in modo più lento, diretto e autentico. Il treno, per me, resta il mezzo più bello per viaggiare in India.
Non sempre il più comodo, non sempre il più pulito, non sempre il più puntuale ma sicuramente uno dei più memorabili.
A parte le immagini viste in televisione, con treni strapieni e persone ovunque, in India esistono tante classi diverse e molti treni a lunga percorrenza hanno carrozze adatte anche ai viaggiatori stranieri.
Nel nostro viaggio abbiamo preso il treno per queste tratte:
- Varanasi – Khajuraho
- Khajuraho – Agra
- Agra – Jaipur
I treni indiani sono economici e permettono di vedere paesaggi, campagne, città, stazioni, persone, animali e pezzi di India che dall’aereo non vedrete mai. Il ritmo è lento, il dondolio quasi ipnotico, la pulizia quella che è.
Nelle classi turistiche o con aria condizionata spesso fa freddissimo, quindi tenete sempre a portata di mano una felpa o qualcosa per coprirvi. Sui treni dove abbiamo viaggiato, le carrozze erano divise in scompartimenti con letti a castello, più posti laterali lungo il corridoio.
Un viaggio di dieci ore in treno in India non è solo uno spostamento. È un pezzo di viaggio.

Il treno resta uno dei modi più belli e intensi per attraversare l’India.
Come prenotare i treni in India
Prenotare i treni in India può essere semplice o complicatissimo, dipende dal momento.
Esiste anche il Foreign Tourist Quota, pensato per turisti stranieri e NRI, con prenotazione tramite passaporto e carta internazionale. Noi il primo giorno a Delhi abbiamo prenotato alcuni biglietti ferroviari direttamente alla stazione, per le tratte Varanasi–Khajuraho, Khajuraho–Agra e Agra–Jaipur.
In molte stazioni grandi ci sono uffici dedicati ai turisti, utili per informazioni e prenotazioni. Se non volete perdere tempo in fila o non riuscite a gestire il sito, potete rivolgervi a una delle tante agenzie locali. Pagherete una piccola commissione, ma spesso vi risolvono parecchi problemi.
Il consiglio migliore è prenotare le tratte lunghe con qualche giorno di anticipo, soprattutto se viaggiate in alta stagione o su percorsi molto richiesti.
Stazioni ferroviarie e distanze dal centro
Le stazioni indiane possono essere enormi, caotiche e affascinanti. Delhi e Jaipur hanno stazioni abbastanza centrali e comode.
Varanasi, Khajuraho e Agra possono richiedere spostamenti più lunghi rispetto alla zona dove dormirete o ai luoghi da visitare. Quando arrivate in una stazione indiana, preparatevi.
Appena usciti troverete taxi, tuk tuk, risciò, venditori, persone che vi chiamano, agenzie e mille informazioni confuse. Prima di salire su un mezzo, chiarite bene il prezzo. Meglio ancora, se possibile, fatevi organizzare il transfer dalla guesthouse, almeno al primo arrivo in città.
Autobus in India
L’autobus in India può essere economico, comodo, scomodissimo, lento, utile o terrificante. Dipende dalla tratta, dalla compagnia e dal tipo di mezzo. Esistono bus locali, bus privati, sleeper bus, autobus notturni e collegamenti regionali.
Noi abbiamo usato soprattutto autobus nella zona di Goa e per raggiungere Hampi. Ad Arambol abbiamo comprato i biglietti del bus per Hampi.
Abbiamo viaggiato con Paulo Travels, una compagnia con autobus abbastanza comodi, spaziosi ed economici, molto attiva nella regione di Goa. Abbiamo prenotato il biglietto ad Arambol e preso il bus a Mapusa alle 19:00, con arrivo intorno alle 6:00 del mattino.
Il ritorno aveva più o meno gli stessi orari. Il costo era di circa 700 rupie a tratta a persona. Gli autobus notturni sono utili perché ti fanno risparmiare tempo e una notte di hotel, ma non sempre si dorme bene. Portate una felpa, acqua, qualcosa da mangiare e pazienza.

I bus in India sono ovunque: economici, vissuti e spesso molto più avventurosi di quanto sembrino.
Taxi, tuk tuk e risciò
Per muoversi nelle città indiane, i mezzi più comuni sono taxi, tuk tuk, risciò a pedali e, oggi, anche app di trasporto dove disponibili. Il mio mezzo preferito, però, resta camminare. Certo, in India camminare non è sempre facile.
Fa caldo, il traffico è assurdo, i marciapiedi spesso non esistono, le città sono grandi, ci sono rumore, smog, clacson, mucche, moto, auto, carretti, persone e animali ovunque.
Però camminare in India è una delle esperienze più forti del viaggio, vedi la città davvero, la senti addosso, ti resta impressa.
Quando le distanze diventano troppo grandi, il tuk tuk è la soluzione più semplice, i risciò a pedali sono molto originali, soprattutto a Varanasi e in alcune zone storiche, ma possono essere anche un po’ pericolosi e scomodi nel traffico.
In ogni caso, prima di partire, contrattate il prezzo. Sempre.

Muoversi sulle strade indiane significa dividere l’asfalto con tuk tuk, biciclette, motorini, camion, persone e mucche.
Motorini, famiglie e traffico indiano
Una delle immagini più forti dell’India sono i motorini. Motorini carichi di tutto.
Persone, bambini, borse, fiori, spesa, animali, caschi quasi mai, equilibrio sempre miracoloso. In India il traffico sembra non avere una logica europea, ma in qualche modo funziona.
Tutti suonano, si infilano e passano.
Le mucche stanno in mezzo alla strada come se fossero loro le vere proprietarie dell’asfalto. E forse, in India, lo sono davvero.
Macchina e driver privato
In India si può anche viaggiare con macchina e conducente. Molti lo fanno, soprattutto nel Rajasthan o nel classico itinerario Delhi–Agra–Jaipur. È una soluzione comoda, ma non è quella che preferisco.
Perdi una parte del viaggio. Non vivi le stazioni, i treni, i bus, le attese, gli incontri casuali e quel senso di disordine che, per quanto faticoso, è parte dell’India.
Noleggiare una macchina senza conducente, invece, lo sconsiglio, tra traffico, mucche, regole elastiche, sorpassi creativi, clacson continui e guida a sinistra, non è proprio il Paese ideale per improvvisarsi autisti.
Se prendete una macchina, attenzione alle mucche, non è una battuta.

Le mucche sulle strade indiane non sono folklore: sono una presenza reale, continua e da rispettare.
Il nostro itinerario con i trasporti
Durante il nostro viaggio ci siamo mossi così:
- Roma – Delhi: volo internazionale
- Delhi – Varanasi: volo interno
- Varanasi – Khajuraho: treno
- Khajuraho – Agra: treno
- Agra – Jaipur: treno
- Jaipur – Goa: volo interno
- Goa – Arambol: taxi collettivo / trasporto locale
- Arambol – Mapusa – Hampi: autobus notturno
- Hampi – Panaji: autobus notturno
- Panaji – Goa – Delhi: volo interno
- Delhi – Roma: volo internazionale
È stato un itinerario molto vario, con un buon equilibrio tra aerei, treni e bus.
L’aereo ci ha fatto risparmiare tempo sulle distanze più grandi, il treno ci ha regalato la parte più romantica e vera del viaggio, il bus notturno ci ha permesso di collegare Goa e Hampi senza perdere giornate intere, i mezzi locali, invece, ci hanno fatto entrare dentro il caos quotidiano dell’India.
Consigli pratici per muoversi in India
Il primo consiglio è non calcolare mai i tempi all’europea. In India tutto può richiedere più tempo. Uno spostamento breve può diventare lungo, un treno può fare ritardo, un bus può fermarsi mille volte, un taxi può restare bloccato nel traffico, un aeroporto può essere più lento del previsto.
Lasciate sempre margine, non organizzate coincidenze troppo strette, prenotate le tratte importanti con anticipo.
Portate sempre acqua, qualcosa da mangiare, carta igienica, igienizzante mani, una felpa per i mezzi con aria condizionata e una buona dose di pazienza.
Per le distanze enormi, valutate l’aereo, per vivere davvero il Paese, prendete almeno un treno, per le città, camminate quando potete. Per tutto il resto, contrattate e sorridete.
In sintesi: come muoversi in India
Muoversi in India è faticoso, caotico, lento, affascinante e spesso indimenticabile. L’aereo è la soluzione migliore per coprire grandi distanze in poco tempo. Il treno è il mezzo più bello per vivere davvero il Paese. L’autobus è utile, economico e spesso inevitabile. Taxi, tuk tuk e risciò servono per gli spostamenti locali.
Camminare resta il modo migliore per entrare dentro le città, anche quando è caldo, rumoroso e complicato.
Alla fine, scegliere come muoversi in India significa trovare il giusto equilibrio tra tempo, budget, fatica e voglia di vivere davvero il viaggio. In India i trasporti non sono solo un servizio. Sono una parte enorme del viaggio. E spesso, quando pensi di essere solo in movimento, è proprio lì che l’India ti arriva addosso.

