Cile: Punta Arenas, storia, cosa vedere e racconto dalla Patagonia australe – Giorni 7, 8 e 9
Tappa 7, 8 e 9 – 07/06/17 / 09/06/17 – Porvenir / Punta Arenas

Da Porvenir a Punta Arenas: taxi fino al porto, traghetto attraverso lo Stretto di Magellano e arrivo nella grande città della Patagonia australe.
Arriviamo a Punta Arenas di notte, dopo una giornata passata a Porvenir, nella Terra del Fuoco cilena.
Alle 19 siamo saliti sul traghetto, abbiamo lasciato Bahía Chilota e attraversato di nuovo lo Stretto di Magellano. Verso le 21 sbarchiamo sulla Patagonia continentale, con il buio già calato, il freddo addosso e quella sensazione strana che accompagna sempre i ritorni da un luogo remoto.
Porvenir è alle spalle.
La Terra del Fuoco, almeno per questo viaggio, finisce qui.
Davanti a noi c’è Punta Arenas, la città più importante della Patagonia meridionale cilena, il grande hub del sud, il porto sullo Stretto di Magellano, la base per chi arriva o riparte verso Torres del Paine, Terra del Fuoco, Argentina, Antartide e canali australi.
Non è una città che colpisce subito come Valparaíso.
Il suo impatto non è quello naturale e scenografico del Torres del Paine.
Nemmeno possiede il fascino remoto e quasi irreale di Porvenir.
Eppure Punta Arenas ha un ruolo fondamentale in ogni viaggio nel sud del Cile. È una città di passaggio, certo, ma anche un luogo pieno di storia, vento, palazzi europei, rotte navali, migrazioni, commercio, vecchie ricchezze, porti, musei, cani randagi e giornate fredde che sembrano sempre sul punto di diventare inverno pieno.
Per noi diventa una pausa.
Dopo trekking, bus, traghetti, neve, scarpe rotte e città deserte, Punta Arenas è il posto dove rallentare, camminare senza fretta, mangiare bene, comprare quello che serve e rimettere un po’ d’ordine nel viaggio.
Giorno 7 – Da Porvenir a Punta Arenas
Dal centro di Porvenir, dopo aver cenato presto, prendiamo un taxi e ci facciamo portare al porto.
Il terminal traghetti si trova fuori dal cuore della cittadina, quindi con gli zaini, il buio, il freddo e il vento non ha molto senso andarci a piedi. Arrivati alla biglietteria, facciamo il biglietto direttamente sul posto.
Nel nostro viaggio paghiamo circa 10€ a persona.
Oggi prezzi, orari e frequenze vanno sempre verificati sul sito ufficiale TABSA, perché in Patagonia gli spostamenti cambiano molto in base a stagione, giorno della settimana, condizioni meteo e disponibilità.
Il traghetto parte puntuale alle 19.
Anche questa volta, come all’andata, di turisti sembriamo esserci solo noi.
La nave è spaziosa, pulita e moderna. Ci sono sedili comodi, un bar interno e spazio per auto, passeggeri e merci. Il viaggio dura circa due ore, ma il valore di questa traversata non sta nella durata.
Attraversare lo Stretto di Magellano non è mai solo uno spostamento.
È un passaggio.
Da una riva all’altra.
Dalla Terra del Fuoco alla Patagonia continentale, dal silenzio di Porvenir alla città più importante dell’estremo sud cileno.
Fuori è buio, il mare è scuro e le luci lontane sembrano piccole apparizioni nel vento. Lo Stretto, anche visto da un traghetto moderno, conserva un peso enorme. Per secoli è stato una delle grandi rotte del mondo, il corridoio d’acqua tra Atlantico e Pacifico, la via dei mercantili, degli esploratori, dei naufragi e delle navi dirette verso l’ignoto.
Noi lo attraversiamo seduti, al caldo, stanchi morti, ma il nome resta e fa comunque effetto.
Arrivo notturno a Punta Arenas
Sbarchiamo a Punta Arenas verso le 21.
Appena fuori dal terminal prendiamo un taxi. Qui conviene chiedere subito il prezzo o contrattare prima di salire, perché anche un tragitto breve può costare più del previsto.
Ci facciamo portare all’ostello che avevamo visto sulla Lonely Planet.
Purtroppo è chiuso per lavori.
Non proprio la notizia che vuoi ricevere di notte, con gli zaini sulle spalle, la neve nell’aria e il freddo addosso da tutto il giorno.
Per fortuna i ragazzi che stanno verniciando la struttura ci aiutano. Ci accompagnano in un altro ostello, Hostal Ayelen, della stessa gestione e poco distante.
Contrattiamo una camera doppia con bagno privato e colazione inclusa per circa 50€ a notte.
Non è economico, ma a quel punto non abbiamo nessuna voglia di continuare a cercare.
Posiamo gli zaini e proviamo a uscire.
L’idea dura pochissimo.
Sono le 22, la città è deserta, silenziosa, nevischia e fa un freddo boia. Dopo tutto quello che abbiamo preso durante la giornata a Porvenir, l’unica scelta sensata è infilarci sotto i piumoni.
Niente passeggiata, zero birra, nessun giro serale, si dorme.
Punta Arenas, la grande città della Patagonia meridionale
Punta Arenas si trova sulla penisola di Brunswick, nella Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena, affacciata sullo Stretto di Magellano.
È il centro urbano più importante della Patagonia meridionale cilena e uno dei principali riferimenti dell’estremo sud del continente americano.
Siamo intorno al 53° parallelo sud, lontanissimi da Santiago, in una regione dove il clima è freddo, ventoso e spesso imprevedibile. Qui la Patagonia non è più soltanto natura selvaggia, montagne e trekking: diventa città, porto, strade, case, musei, terminal bus, agenzie, negozi e vita quotidiana.
Punta Arenas non è una città immediata, serve guardarla con calma.
A prima vista può sembrare solo un luogo di passaggio. In realtà racconta molto della storia australe del Cile: la navigazione nello Stretto, la presenza militare, l’immigrazione europea, l’allevamento ovino, la lana, il commercio, il petrolio, il gas, le rotte verso l’Antartide e il turismo moderno.
Quasi tutti, in un modo o nell’altro, passano da qui.
Chi va al Torres del Paine, hi torna dalla Terra del Fuoco, chi prende un bus per l’Argentina, chi sogna l’Antartide, chi arriva in aereo da Santiago e deve ancora capire quanto sia lontano il sud del mondo.
Breve storia di Punta Arenas
La storia moderna di Punta Arenas nasce dalla necessità del Cile di controllare lo Stretto di Magellano.
Prima della città venne fondato Fuerte Bulnes, nel 1843, come presidio militare per affermare la sovranità cilena in questa zona strategica. Il forte, però, si rivelò presto un luogo difficile per vivere stabilmente.
Troppo esposto, poco adatto all’approdo, freddo e complicato da rifornire.
Nel 1848 la popolazione venne spostata più a nord, in un punto migliore per clima, acqua e navigazione. Da quel trasferimento nacque Punta Arenas.
Per decenni la città fu soprattutto una guarnigione militare e politica. Serviva a controllare lo Stretto, la Terra del Fuoco e questa parte estrema della Patagonia.
Poi arrivò l’epoca d’oro.
Prima dell’apertura del Canale di Panama, le navi che dovevano passare dall’Atlantico al Pacifico attraversavano lo Stretto di Magellano. Punta Arenas diventò così un punto fondamentale per rifornimenti, commercio, riparazioni, scambi e navigazione.
La città crebbe velocemente.
Arrivarono immigrati europei, in particolare croati e dalmati, attratti dalla febbre dell’oro, dall’allevamento, dai commerci e dalla possibilità di costruire una nuova vita in un territorio estremo.
Il retaggio croato è ancora molto visibile nei cognomi, nel cimitero, nelle famiglie, nelle storie locali e in una certa impronta culturale della città.
Quando il Canale di Panama cambiò le rotte mondiali, Punta Arenas perse parte della propria centralità marittima. Iniziò una lunga trasformazione, sostenuta da commercio, allevamento ovino, lana, carne, gas, petrolio e infine turismo.
Oggi resta il principale hub della Patagonia australe cilena, non sempre la ami subito, prima o poi, però, capisci perché è così importante.
Cosa vedere a Punta Arenas

Mappa turistica di Punta Arenas: Plaza de Armas, Cerro de la Cruz, costanera, musei, cimitero, terminal bus, porto, Zona Franca e collegamenti principali.
Punta Arenas non va visitata con l’ansia di spuntare una lista infinita di monumenti.
Il centro è abbastanza compatto, si gira bene a piedi e in uno o due giorni si riesce a vedere l’essenziale. Conviene viverla senza fretta: camminare, osservare, entrare in qualche museo, salire a un mirador, passare dal cimitero, guardare lo Stretto di Magellano e fermarsi a mangiare qualcosa di buono.
Plaza de Armas e Monumento a Magellano
Il cuore cittadino è la Plaza de Armas Muñoz Gamero, la piazza principale.
Ordinata, alberata e circondata da edifici storici, è dominata dal Monumento a Hernando de Magallanes. Da qui si percepisce una Punta Arenas più classica, elegante e ottocentesca, molto diversa dall’immagine ruvida e portuale che ti aspetteresti da una città così australe.
La piazza è anche il punto migliore per orientarsi.
Da qui si raggiungono facilmente il centro, la costanera, alcuni musei, i palazzi storici e le vie commerciali.
Palazzi storici e Museo Sara Braun
La ricchezza accumulata tra Ottocento e Novecento ha lasciato a Punta Arenas palazzi in stile europeo, spesso legati alle grandi famiglie dell’allevamento, del commercio e della navigazione.
Tra i nomi più importanti c’è Sara Braun, una delle figure più note e potenti della Patagonia australe.
Il suo palazzo racconta molto della Punta Arenas dell’epoca d’oro: una città lontanissima da tutto, ma ricca, cosmopolita e collegata alle grandi rotte commerciali del mondo.

Il Palazzo Sara Braun, una delle testimonianze più eleganti dell’epoca d’oro di Punta Arenas.
Il contrasto è forte, fuori trovi vento, freddo e Stretto di Magellano.
Dentro ci sono saloni, arredi europei, memoria aristocratica e un’idea di Patagonia lontanissima da quella dei rifugi, degli zaini e del trekking.
Cerro de la Cruz
Uno dei punti più belli per vedere Punta Arenas dall’alto è il Cerro de la Cruz.
La salita è breve e si può fare a piedi dal centro.
Dal mirador si vede la città, lo Stretto di Magellano, la Terra del Fuoco in lontananza e, nelle giornate limpide, parte della penisola di Brunswick.
Non è un panorama spettacolare come quelli del Torres del Paine.
Ha però un fascino geografico, ti fa capire dove sei, la città sotto, il mare davanti, il sud tutto intorno.
Costanera dello Stretto
La costanera, il lungomare cittadino, è una delle zone più piacevoli per camminare.
Gli abitanti la usano per passeggiare, correre, allenarsi e prendere aria, anche quando il vento non perdona.
Ci sono spazi aperti, attrezzi per esercizi, panchine, monumenti e viste sullo Stretto di Magellano.
In questa parte della città Punta Arenas mostra bene la propria identità: un centro urbano affacciato su un passaggio d’acqua enorme, storico, gelido e fondamentale.
Cimitero Comunale Sara Braun
Il Cimitero Comunale Sara Braun è uno dei luoghi più interessanti della città.
Non è solo un cimitero, è un archivio all’aperto della storia di Punta Arenas.
Camminando tra tombe, mausolei e viali ordinati si leggono cognomi croati, spagnoli, inglesi, tedeschi, chiloti e di tante comunità arrivate in Patagonia tra Ottocento e Novecento.

Il Cimitero Comunale Sara Braun: mausolei, cognomi europei e memoria della grande immigrazione in Patagonia australe.
Qui la storia della migrazione diventa tangibile, molto più che in tanti musei.
Museo Salesiano Mayorino Borgatello
Il Museo Salesiano Mayorino Borgatello è un’altra tappa utile per capire la regione.
Raccoglie materiali legati alla storia naturale, ai popoli originari, alla missione salesiana, alla fauna, alla geografia e alla cultura della Patagonia australe.
La visita porta con sé anche una parte complessa: il rapporto tra missioni, colonizzazione, popoli originari e trasformazione violenta del territorio.
Non è un posto da vedere solo per stare al caldo, può aiutare davvero a leggere questa regione con più profondità.
Zona Franca
La Zona Franca di Punta Arenas è un grande polo commerciale.
Noi ci eravamo già passati prima di andare a Porvenir, durante l’attesa del traghetto, pieni di aspettative dopo aver letto che si trovavano occasioni su abbigliamento tecnico, trekking e outdoor.
La nostra impressione fu decisamente deludente.
Qualche negozio, alcune offerte, prezzi non così bassi, scelta meno interessante del previsto.
Durante i giorni successivi ci torniamo comunque, più per curiosità che per reale necessità.
Per l’attrezzatura outdoor vera, il centro ci sembra più utile.
Lì troviamo negozi con marchi internazionali, materiale tecnico, scarpe e abbigliamento da montagna.
I prezzi, però, sono quasi europei.
Cerveza Austral e ristoranti
Punta Arenas è anche un buon posto per mangiare e bere, dopo giorni di trekking, panini e rientri stanchi, qui ci concentriamo molto sul cibo.
In città si trovano ristoranti, pizzerie, locali più moderni, cucina di mare, carne, ceviche e birra. Tra le esperienze possibili c’è anche il tour della fabbrica della Cerveza Austral, una delle birre più note del sud del Cile.
Noi scegliamo soprattutto di goderci pranzi e cene senza troppi programmi.
A volte, in viaggio, anche questo serve.
Escursioni da Punta Arenas
Punta Arenas è una base perfetta per organizzare escursioni nei dintorni.
In alta stagione le agenzie propongono molte attività. Durante l’inverno, invece, le opzioni si riducono e alcune uscite possono essere sospese o non operative.

Le escursioni organizzabili da Punta Arenas: Fuerte Bulnes, Terra del Fuoco, pinguini, parchi, ghiacciai e Torres del Paine.
Tra le escursioni più classiche ci sono:
- Parco dello Stretto di Magellano e Fuerte Bulnes
Si trova a circa 50 km a sud della città e permette di visitare l’area storica legata alla prima presenza cilena nello Stretto. Include Fuerte Bulnes, Puerto del Hambre, miradores, sentieri, centro visite e viste panoramiche. - Isola Magdalena e Los Pingüinos
Una delle escursioni più famose in stagione, soprattutto per vedere i pinguini di Magellano. - Seno Otway
Storicamente noto per la colonia di pinguini, anche se negli anni la situazione è cambiata e va sempre verificata. - Riserva Nazionale Magallanes
Area naturale vicina alla città, utile per camminare, vedere boschi, panorami e paesaggi meno urbani. - Navigazioni e rotte australi
Da Punta Arenas partono o si organizzano crociere, traghetti e viaggi verso canali, isole e aree più remote della Patagonia. - Antartide
La città è uno dei punti di partenza più importanti per voli e spedizioni verso l’Antartide, soprattutto verso l’Isola Rey Jorge. - Terra del Fuoco e Ushuaia
Dal centro urbano si può proseguire verso Porvenir, Cerro Sombrero, Bahía Inútil, il Parque Pingüino Rey e, con la giusta logistica, verso l’Argentina e Ushuaia. - Punta Arenas e l’Antartide
A Punta Arenas il sud non è solo un’idea, lo vedi nelle agenzie, nei porti, nelle compagnie aeree, nei centri logistici e negli uffici legati alle spedizioni australi.
Durante il nostro giro passiamo davanti alla sede DAP, compagnia molto legata ai voli e ai programmi verso l’Antartide.
Anche solo vedere questi uffici ti ricorda dove sei, in una città normale, guardi le agenzie per tour cittadini.
A Punta Arenas trovi anche chi ti porta verso l’Antartide.

Antenne e strutture tecniche a Punta Arenas: la città è un punto logistico importante per il sud estremo e l’Antartide.
Trasporti a Punta Arenas
Punta Arenas è l’hub dei trasporti della Patagonia meridionale cilena.
Questo è uno dei motivi principali per cui quasi tutti i viaggiatori ci passano.
Il centro si gira bene a piedi. Le distanze non sono enormi e camminare permette di osservare meglio strade, case, cani, negozi e vita quotidiana.
Esistono anche bus urbani che collegano centro, periferia, Zona Franca e zona portuale. Sono utili se devi coprire distanze più lunghe o se il freddo rende la camminata poco piacevole.
I taxi sono presenti e comodi per porto, aeroporto e spostamenti serali, ma conviene sempre chiedere il prezzo prima.

L’interno di un bus locale a Punta Arenas, utile per raggiungere quartieri più lontani, Zona Franca e aree fuori dal centro.
Bus da Punta Arenas
Da Punta Arenas partono bus per Puerto Natales e per alcune destinazioni argentine, le compagnie più note sono Bus-Sur, Buses Fernández, Bus Pacheco e altri operatori locali.
Nel nostro viaggio gli orari e i prezzi erano molto diversi da quelli attuali, quindi li considero solo un riferimento storico.
Le tratte più importanti sono:
- Punta Arenas – Puerto Natales;
- Punta Arenas – El Calafate, spesso con collegamenti via Puerto Natales;
- Punta Arenas – Río Grande;
- Punta Arenas – Ushuaia.
A Punta Arenas ogni compagnia può avere la propria biglietteria o terminal, quindi conviene controllare bene da dove parte il bus.

Biglietteria con collegamenti verso Río Grande, Ushuaia, Puerto Porvenir e Río Gallegos: Punta Arenas è uno snodo fondamentale tra Cile e Argentina.
Trasporti via mare
Dal porto di Punta Arenas partono traghetti e navigazioni verso diversi settori della regione.
La rotta più utile per noi è stata quella verso Porvenir, gestita da TABSA / Transbordadora Austral Broom, che collega Punta Arenas con Bahía Chilota attraversando lo Stretto di Magellano.
Ci sono poi rotte, navigazioni e crociere verso isole, canali australi e aree remote della Patagonia.
Alcune sono traghetti di servizio, atre diventano vere crociere, anche molto costose.
In questa parte del mondo il mare è ancora una strada, fredda, lunga, spesso complicata, ma fondamentale.
Giorno 8 – Prima giornata a Punta Arenas
Il primo giorno pieno a Punta Arenas lo iniziamo senza grandi programmi.
Abbiamo due giorni e mezzo in città. Le escursioni non ci attirano troppo e quelle più interessanti non sono in stagione.
In una settimana le temperature sono passate da basse a bassissime.
L’inverno sta arrivando davvero.
Così decidiamo di trasformare Punta Arenas in una tappa di recupero: camminare, mangiare, bere, comprare le scarpe per Valeria e prendere il viaggio con più calma.
La prima missione è pratica.
Le scarpe di Valeria sono distrutte dal giorno prima. In centro troviamo diversi negozi outdoor, con marchi internazionali come Marmot, The North Face, Patagonia, Berghaus e altri.
La scelta è buona, i prezzi quasi come in Europa, alla fine le scarpe si comprano, missione compiuta.

Il centro di Punta Arenas, ordinato, freddo e cosmopolita, tra negozi, palazzi storici e strade quasi vuote.
Dal centro al Cerro de la Cruz
Dopo il giro nei negozi, passiamo da alcune agenzie per informarci sui tour.
Niente ci convince davvero, forse per il periodo, magari per il freddo.
Probabilmente anche perché, dopo il Paine e la Terra del Fuoco, abbiamo meno voglia di inseguire altre escursioni organizzate.
Dalla Plaza de Armas saliamo al Cerro de la Cruz, il punto panoramico più famoso della città.
Da lì si vede quasi tutta Punta Arenas, lo Stretto di Magellano, la Terra del Fuoco e la penisola di Brunswick.
Il panorama non è spettacolare nel senso classico, ma serve a mettere ordine nella geografia.
Capisci la posizione della città, vedi quanto è vicina all’acqua.
Percepisci il suo ruolo di porto e frontiera.
Poi camminiamo un po’ nella periferia più vicina e torniamo verso il centro per pranzo.
Troviamo un ristorante interessante, Colibrì, e finalmente ci concediamo un pranzo come si deve.
Agenzie, Antartide e Museo Sara Braun
Dopo pranzo continuiamo a girare senza una meta precisa.
Passiamo dal centro DAP per chiedere informazioni sui voli e sui tour per l’Antartide. Non è qualcosa che faremo in questo viaggio, ma solo entrare a chiedere informazioni ha un suo fascino.
L’Antartide, da qui, non sembra più un’idea impossibile.
Diventa un posto complicato, costoso, remoto, ma reale.
Subito dopo andiamo al Museo Sara Braun, una delle testimonianze più importanti della Punta Arenas elegante e ricca di fine Ottocento e inizio Novecento.
La città, vista attraverso questi palazzi, sembra molto diversa da quella battuta dal vento che avevamo incontrato la sera prima.
Rientriamo in ostello, ci riposiamo e poi usciamo a cena nella zona di via O’Higgins, dove ci sono diversi ristoranti tutti vicini.
Scegliamo La Luna. cena, vino, caldo, fine giornata.
Punta Arenas comincia a piacerci, non perché sia bellissima, perché ci sta dando quello di cui abbiamo bisogno.
Giorno 9 – Seconda giornata a Punta Arenas
Dopo una mega dormita sotto i piumoni, ci svegliamo con calma; colazione e nessun programma.
Anche questa è una forma di lusso, soprattutto dopo giorni di bus, trekking, vento e sveglie presto.
Punta Arenas si mostra come una città cosmopolita, ordinata, fredda e pulita. Il centro è piccolo e schematico, con palazzi storici, case in stile europeo e una struttura urbana abbastanza facile da leggere.
Una particolarità che avevamo già notato a Puerto Natales sono i cani randagi.
Anche qui ce ne sono tantissimi.
Molti hanno addirittura vestitini addosso. Ti seguono per qualche isolato, a volte anche per parecchio tempo, ma non danno fastidio, non pretendono nulla e sembrano far parte della città quanto le strade, il vento e i marciapiedi.

I cani di Punta Arenas, presenza curiosa e costante tra le strade della città, anche nelle sere fredde e deserte.
Bories, Bulnes e il cimitero
Dal centro ci incamminiamo lungo la via principale, che cambia nome tra Bories e Bulnes.
Passiamo davanti al Museo Regionale Salesiano, raggiungiamo il Cimitero Comunale e arriviamo fino all’Istituto della Patagonia.
Il cimitero è forse il luogo più interessante della giornata.
Ordinato, curato, silenzioso, pieno di memoria.
Qui si legge con chiarezza la storia migratoria di Punta Arenas. I cognomi croati e jugoslavi sono ovunque, insieme a tante altre tracce europee.
La città racconta il proprio passato anche attraverso le tombe.
Non solo con i monumenti.
Verso la Zona Franca
Dopo pranzo continuiamo a camminare fino alla Zona Franca.
C’eravamo già stati prima di andare a Porvenir, durante l’attesa del traghetto, e non ci aveva entusiasmato. Ci torniamo comunque, più per curiosità che per reale necessità.
Resta un grande centro commerciale, utile per acquisti, elettronica, vestiti, negozi e servizi.
Per chi si aspetta il paradiso dell’outdoor a prezzi stracciati, però, meglio abbassare le aspettative.
Torniamo con il bus pubblico quando ormai è notte.
Prima di cena ci fermiamo per un aperitivo con ceviche.
Poi chiudiamo la giornata con vino, carne per me e pesce per Valeria.
Verso le 23 rientriamo in ostello, in giro non c’è quasi più nessuno, nemmeno i cani.
Quanti giorni servono a Punta Arenas
Per visitare Punta Arenas bastano uno o due giorni.
Una giornata è sufficiente per vedere il centro, la Plaza de Armas, il lungomare, il Cerro de la Cruz, il cimitero e magari un museo.
Con due giorni puoi aggiungere la Zona Franca, il Museo Salesiano, il Museo Sara Braun, qualche ristorante e una camminata senza fretta.
Più tempo ha senso solo se vuoi fare escursioni nei dintorni: Isola Magdalena, Fuerte Bulnes, Parco dello Stretto di Magellano, Riserva Magallanes, Terra del Fuoco o collegamenti verso destinazioni più remote.
Nel nostro caso Punta Arenas è stata soprattutto una pausa.
Una città di recupero.
Un posto dove comprare scarpe, dormire al caldo, mangiare bene e respirare la Patagonia urbana dopo giorni di natura estrema.
Vale la pena fermarsi a Punta Arenas?
Sì, ma con le aspettative giuste.
Punta Arenas non è la città più bella del Cile.
Non ha il fascino colorato di Valparaíso, nemmeno l’impatto naturale del Torres del Paine.
Il suo valore è diverso, sta nella posizione, nella storia, nel vento, nel porto, nello Stretto di Magellano.
Nel fatto che da qui puoi andare quasi ovunque, pur essendo già lontanissimo da tutto.
Punta Arenas è una città di passaggio, certo, alcune città di passaggio, però, raccontano più di molte destinazioni principali.
Basta non attraversarle troppo in fretta.
Riepilogo veloce
Date: 07/06/17 – 09/06/17
Tappe: Giorni 7, 8 e 9
Arrivo: traghetto da Porvenir a Punta Arenas
Pernotto: Hostal Ayelen
Prezzo storico: circa 50€ a notte in doppia con bagno privato e colazione
Giorno 7: arrivo serale da Porvenir, ostello, neve e notte a Punta Arenas
Giorno 8: scarpe per Valeria, centro, Cerro de la Cruz, DAP, Museo Sara Braun, cena a La Luna
Giorno 9: Museo Salesiano, Cimitero Comunale, Istituto della Patagonia, Zona Franca, bus pubblico, aperitivo e cena
Cosa vedere: Plaza de Armas, Monumento a Magellano, Cerro de la Cruz, Costanera, Museo Sara Braun, Museo Salesiano, Cimitero Comunale, Zona Franca
Escursioni: Fuerte Bulnes, Parco dello Stretto di Magellano, Isola Magdalena, Riserva Magallanes, Terra del Fuoco, Antartide
Trasporti: bus, taxi, traghetti, aeroporto
Tempo consigliato: 1-2 giorni in città, di più se si fanno escursioni
Atmosfera: fredda, ventosa, ordinata, storica, urbana e australe

