Terra del Fuoco di Francisco Coloane è uno di quei libri che secondo me andrebbe letto prima di partire per il sud del Cile.
Non è una guida di viaggio e non serve per organizzare tappe, bus o traghetti. Serve a un’altra cosa: entrare nell’atmosfera della Patagonia meridionale, della Terra del Fuoco, dello Stretto di Magellano e di quei luoghi dove la natura sembra sempre più forte dell’uomo.
Francisco Coloane pubblica questo libro nel 1956 ed è considerato uno dei grandi scrittori cileni e sudamericani. Muore nel 2002, a 98 anni, dopo aver raccontato per tutta la vita il mare, il vento, le isole, i marinai, gli uomini perduti e le terre estreme del sud del mondo.
Ispirato da autori come Conrad, Jack London e Melville, Coloane ha poi influenzato scrittori e viaggiatori come Bruce Chatwin e Luis Sepúlveda.
Già questo fa capire il tipo di libro.
Una lettura di frontiera, dura, semplice, piena di vento, mare, silenzio e uomini che cercano fortuna nei posti più lontani del mondo.
Nove racconti nella terra alla fine del mondo
Il libro è composto da nove racconti, slegati tra loro per tempo, spazio e personaggi.
Ogni storia vive da sola, con protagonisti diversi e situazioni diverse. La costante, però, è quasi sempre la stessa: la regione estrema tra Patagonia meridionale e Terra del Fuoco.
Nei racconti si passa da Punta Arenas allo Stretto di Magellano, dal Golfo di Penas alla Cordigliera delle Ande, da Ultima Esperanza alla pampa patagonica, fino allo Stretto di Beagle e all’arcipelago di Chiloé.
Sono nomi che, per chi sta preparando un viaggio in Cile, già bastano a far partire l’immaginazione.
Luoghi lontani, freddi, isolati, spesso più grandi e più potenti degli uomini che provano ad attraversarli.
La Patagonia come protagonista
In Terra del Fuoco la Patagonia non è solo uno sfondo.
È quasi sempre il vero personaggio principale.
Questa terra diventa una specie di rifugio per gli sconfitti di ogni continente: uomini che arrivano fin qui per cercare fortuna, una nuova vita, oro, lavoro, riscatto o semplicemente un posto dove sparire.
Molti vorrebbero ripartire, lasciarsi tutto alle spalle e cambiare ancora destino. Però, quando in questi racconti qualcuno decide di abbandonare la Terra del Fuoco, succede quasi sempre qualcosa.
La natura sembra non lasciarli andare.
Il grande conflitto del libro è proprio questo: uomo contro natura.
Una natura immensa, vendicatrice, nuda, cruda, primordiale, ancora nel suo stato più puro e originale.
L’uomo può provare a resistere, a navigare, a cacciare, a cercare oro o a costruirsi una vita. Alla fine, però, comanda sempre il vento, il mare, il freddo, la solitudine e la distanza da tutto.
Uomini perduti alla Jack London
I personaggi di Coloane arrivano dalla tradizione più classica di Jack London.
Sono marinai, assassini, traditori, cercatori d’oro, rivoluzionari, mandriani, capitani di navi, cacciatori di foche, alcolizzati ed ex militari.
Accanto a loro compaiono avventurieri, vagabondi, viaggiatori senza tempo, uomini quasi maledetti, perseguitati dal fato, dalla fame, dall’avidità o dal desiderio di riscatto sociale.
Molti vengono dall’Europa: italiani, francesi, rumeni, slavi, russi, tedeschi.
Arrivano alla fine del mondo con l’idea di ricominciare, ma spesso trovano soltanto vento, fatica, violenza, solitudine e silenzio.
Le storie parlano di ammutinamenti, morte, tradimento, speranza, pazzia e avidità. A volte sembrano vere, altre volte sembrano irreali e cinematografiche.
Questo è uno degli aspetti più belli del libro.
Coloane usa testi, parole e linguaggi semplici, scorrevoli e coinvolgenti, ma riesce comunque a creare immagini fortissime.
Non appesantisce, non spiega troppo: racconta.
E ti porta dentro un mondo dove ogni uomo sembra sempre a un passo dal perdersi.
Perché leggerlo prima di partire per il Cile
Terra del Fuoco è un libro perfetto da leggere prima di un viaggio in Cile, soprattutto se l’itinerario passa per Patagonia, Punta Arenas, Puerto Natales, Stretto di Magellano o Terra del Fuoco.
Non vi aiuterà a capire dove dormire o come prenotare un’escursione.
Per quello servono guide, blog, mappe e informazioni pratiche.
Questo libro aggiunge un’altra cosa al viaggio: l’immaginario.
Quando poi arrivi davvero a Punta Arenas, quando senti il vento sullo Stretto di Magellano, quando prendi un traghetto verso la Terra del Fuoco o attraversi strade vuote della Patagonia, certe pagine tornano in mente.
Il viaggio diventa più pieno.
Non stai solo guardando un paesaggio.
Stai entrando in una terra che ha una letteratura, una memoria, una durezza e un fascino tutto suo.
Per questo lo consiglio come lettura prima della partenza.
È breve, semplice, scorrevole e molto potente nelle immagini.
Un libro di mare, vento, sangue, silenzio e uomini perduti, un libro da leggere prima di partire per la terra alla fine del mondo.
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Terra del Fuoco di Francisco Coloane: Un libro da leggere prima di partire per la Patagonia, Punta Arenas e la Terra del Fuoco.
Terra del Fuoco di Francisco Coloane è uno di quei libri che secondo me andrebbe letto prima di partire per il sud del Cile.
Non è una guida di viaggio e non serve per organizzare tappe, bus o traghetti. Serve a un’altra cosa: entrare nell’atmosfera della Patagonia meridionale, della Terra del Fuoco, dello Stretto di Magellano e di quei luoghi dove la natura sembra sempre più forte dell’uomo.
Francisco Coloane pubblica questo libro nel 1956 ed è considerato uno dei grandi scrittori cileni e sudamericani. Muore nel 2002, a 98 anni, dopo aver raccontato per tutta la vita il mare, il vento, le isole, i marinai, gli uomini perduti e le terre estreme del sud del mondo.
Ispirato da autori come Conrad, Jack London e Melville, Coloane ha poi influenzato scrittori e viaggiatori come Bruce Chatwin e Luis Sepúlveda.
Già questo fa capire il tipo di libro.
Una lettura di frontiera, dura, semplice, piena di vento, mare, silenzio e uomini che cercano fortuna nei posti più lontani del mondo.
Nove racconti nella terra alla fine del mondo
Il libro è composto da nove racconti, slegati tra loro per tempo, spazio e personaggi.
Ogni storia vive da sola, con protagonisti diversi e situazioni diverse. La costante, però, è quasi sempre la stessa: la regione estrema tra Patagonia meridionale e Terra del Fuoco.
Nei racconti si passa da Punta Arenas allo Stretto di Magellano, dal Golfo di Penas alla Cordigliera delle Ande, da Ultima Esperanza alla pampa patagonica, fino allo Stretto di Beagle e all’arcipelago di Chiloé.
Sono nomi che, per chi sta preparando un viaggio in Cile, già bastano a far partire l’immaginazione.
Luoghi lontani, freddi, isolati, spesso più grandi e più potenti degli uomini che provano ad attraversarli.
La Patagonia come protagonista
In Terra del Fuoco la Patagonia non è solo uno sfondo.
È quasi sempre il vero personaggio principale.
Questa terra diventa una specie di rifugio per gli sconfitti di ogni continente: uomini che arrivano fin qui per cercare fortuna, una nuova vita, oro, lavoro, riscatto o semplicemente un posto dove sparire.
Molti vorrebbero ripartire, lasciarsi tutto alle spalle e cambiare ancora destino. Però, quando in questi racconti qualcuno decide di abbandonare la Terra del Fuoco, succede quasi sempre qualcosa.
La natura sembra non lasciarli andare.
Il grande conflitto del libro è proprio questo: uomo contro natura.
Una natura immensa, vendicatrice, nuda, cruda, primordiale, ancora nel suo stato più puro e originale.
L’uomo può provare a resistere, a navigare, a cacciare, a cercare oro o a costruirsi una vita. Alla fine, però, comanda sempre il vento, il mare, il freddo, la solitudine e la distanza da tutto.
Uomini perduti alla Jack London
I personaggi di Coloane arrivano dalla tradizione più classica di Jack London.
Sono marinai, assassini, traditori, cercatori d’oro, rivoluzionari, mandriani, capitani di navi, cacciatori di foche, alcolizzati ed ex militari.
Accanto a loro compaiono avventurieri, vagabondi, viaggiatori senza tempo, uomini quasi maledetti, perseguitati dal fato, dalla fame, dall’avidità o dal desiderio di riscatto sociale.
Molti vengono dall’Europa: italiani, francesi, rumeni, slavi, russi, tedeschi.
Arrivano alla fine del mondo con l’idea di ricominciare, ma spesso trovano soltanto vento, fatica, violenza, solitudine e silenzio.
Le storie parlano di ammutinamenti, morte, tradimento, speranza, pazzia e avidità. A volte sembrano vere, altre volte sembrano irreali e cinematografiche.
Questo è uno degli aspetti più belli del libro.
Coloane usa testi, parole e linguaggi semplici, scorrevoli e coinvolgenti, ma riesce comunque a creare immagini fortissime.
Non appesantisce, non spiega troppo: racconta.
E ti porta dentro un mondo dove ogni uomo sembra sempre a un passo dal perdersi.
Perché leggerlo prima di partire per il Cile
Terra del Fuoco è un libro perfetto da leggere prima di un viaggio in Cile, soprattutto se l’itinerario passa per Patagonia, Punta Arenas, Puerto Natales, Stretto di Magellano o Terra del Fuoco.
Non vi aiuterà a capire dove dormire o come prenotare un’escursione.
Per quello servono guide, blog, mappe e informazioni pratiche.
Questo libro aggiunge un’altra cosa al viaggio: l’immaginario.
Quando poi arrivi davvero a Punta Arenas, quando senti il vento sullo Stretto di Magellano, quando prendi un traghetto verso la Terra del Fuoco o attraversi strade vuote della Patagonia, certe pagine tornano in mente.
Il viaggio diventa più pieno.
Non stai solo guardando un paesaggio.
Stai entrando in una terra che ha una letteratura, una memoria, una durezza e un fascino tutto suo.
Per questo lo consiglio come lettura prima della partenza.
È breve, semplice, scorrevole e molto potente nelle immagini.
Un libro di mare, vento, sangue, silenzio e uomini perduti, un libro da leggere prima di partire per la terra alla fine del mondo.