Tuscia Home Backpackers

About Me

Il trekking all’Annapurna Base Camp è uno dei percorsi più belli e completi che si possano fare in Nepal.

Non è una spedizione estrema, non serve essere alpinisti e non bisogna arrampicare da nessuna parte. Però non è nemmeno una passeggiata romantica tra due villaggi di montagna. Si cammina per giorni, si sale, si scende, si risale, si ridiscende, si suda, si ha freddo, si dorme in lodge essenziali, si mangia quasi sempre nei villaggi e alla fine si arriva in uno degli anfiteatri naturali più spettacolari dell’Himalaya.

Noi lo abbiamo fatto in modo semplice: zaino in spalla, guida locale, tea house lungo il percorso e pochi giorni a disposizione. Non avevamo voglia di fare una spedizione organizzata da agenzia con mille comodità, ma nemmeno di improvvisare troppo, perché il tempo era poco e la montagna, soprattutto in Nepal, va sempre rispettata.

Questa guida nasce da quel trekking, ma è aggiornata con le informazioni utili di oggi. Non vuole essere la solita scheda copiata da un catalogo: qui trovi quello che avrei voluto leggere prima di partire. Quanto si cammina davvero, dove si mangia, dove si dorme, quanto costa più o meno, cosa si trova nei villaggi, quali lodge e ristoranti possono essere utili, cosa mettere nello zaino, come funzionano acqua, docce, Wi-Fi, permessi e tappe.

Annapurna Base Camp Trekking

Il panorama dell’Annapurna Base Camp è il premio finale dopo giorni di cammino, gradini e fatica.

Dove si trova l’Annapurna Base Camp

L’Annapurna Base Camp si trova nel centro del Nepal, all’interno dell’Annapurna Conservation Area, una delle zone di trekking più famose del Paese.

Il campo base è a circa 4.130 metri di quota, dentro una grande conca naturale circondata da montagne altissime: Annapurna I, Annapurna South, Hiunchuli, Machapuchare, Gangapurna e altre cime dell’Annapurna Sanctuary.

La città di riferimento è Pokhara, molto più rilassata di Kathmandu e perfetta per organizzare il trekking. Da Pokhara si raggiungono i punti di partenza del sentiero con taxi, jeep o bus locali. Noi siamo partiti da Nayapul, salendo poi verso Ghandruk, Chhomrong, Sinuwa, Bamboo, Dobhan, Himalaya, Deurali, Machapuchare Base Camp e Annapurna Base Camp.

Oggi alcune strade sono arrivate più avanti rispetto al passato, quindi si può accorciare il cammino usando jeep o mezzi locali. È comodo, ma toglie un po’ di atmosfera. Dipende da cosa cercate: se volete solo arrivare all’ABC, potete risparmiare tempo; se invece volete vivere il trekking lentamente, meglio camminare di più.

Annapurna Base Camp Trekking

Le mappe lungo il percorso sono semplici, ma aiutano a capire tappe, villaggi e tempi di cammino.

Quanti giorni servono per il trekking Annapurna Base Camp

Il trekking all’Annapurna Base Camp può durare da 6 a 10 giorni, secondo il percorso scelto, il punto di partenza, il passo e i mezzi usati nelle tratte basse.

Noi lo abbiamo fatto in 6 giorni di cammino, con tappe abbastanza tirate. È fattibile, ma non lo consiglierei a chi vuole godersi tutto con calma o non è abituato a camminare per più giorni consecutivi.

Per una prima esperienza in Nepal, secondo me l’ideale è prevedere 7 o 8 giorni effettivi di trekking, più almeno un giorno di margine a Pokhara. La montagna non ama i programmi troppo stretti: può cambiare il meteo, potete essere stanchi, può venire mal di testa, può saltare un mezzo o semplicemente potreste voler restare un giorno in più in un villaggio.

Un itinerario classico può essere:

Giorno 1 trekking: Pokhara – Nayapul – Ghandruk
Giorno 2 trekking: Ghandruk – Chhomrong – Sinuwa
Giorno 3 trekking: Sinuwa – Bamboo – Dobhan – Himalaya – Deurali
Giorno 4 trekking: Deurali – Machapuchare Base Camp – Annapurna Base Camp
Giorno 5 trekking: Annapurna Base Camp – Bamboo / Sinuwa
Giorno 6 trekking: Bamboo / Sinuwa – Chhomrong – Jhinu Danda
Giorno 7 trekking: Jhinu Danda – strada / Nayapul – Pokhara

Chi ha più giorni può salire con maggiore calma, dormire all’ABC, aggiungere Poon Hill o fermarsi più spesso nei villaggi. Chi ha meno tempo può tagliare alcune parti con jeep, ma il trekking perde un po’ di sapore.

Il nostro itinerario reale

Noi abbiamo fatto un percorso piuttosto veloce:

Giorno 1 trekking: Pokhara – Nayapul – Kimche – Ghandruk
Giorno 2 trekking: Ghandruk – Komrong – Kimrongkhola – Taulung – Chhomrong – Sinuwa
Giorno 3 trekking: Sinuwa – Bamboo – Dobhan – Himalaya – Deurali
Giorno 4 trekking: Deurali – MBC – Annapurna Base Camp – Deurali – Himalaya – Dobhan – Bamboo
Giorno 5 trekking: Bamboo – Sinuwa – Chhomrong – Jhinu Danda Hot Spring
Giorno 6 trekking: Jhinu Danda – Himalpani – Nayapul – Pokhara

Il quarto giorno è stato il più spettacolare, ma anche il più lungo: siamo saliti all’ABC e poi siamo ridiscesi fino a Bamboo. Con il senno di poi, è stata una giornata bellissima, ma molto pesante.

Il trekking che abbiamo fatto noi

Tempi indicativi tra le tappe

I tempi cambiano molto in base al passo, allo zaino, al meteo, alle pause e alla forma fisica. Questi sono tempi indicativi, utili per orientarsi.

Nayapul – Ghandruk: 6/7 ore
Kimche – Ghandruk: circa 2 ore
Ghandruk – Komrong: circa 1 ora
Komrong – Kimrongkhola: circa 45 minuti / 1 ora
Kimrongkhola – Taulung: circa 1 ora e 30
Taulung – Chhomrong: circa 1 ora
Chhomrong – Sinuwa: circa 1 ora e 30 / 2 ore
Sinuwa – Bamboo: circa 1 / 2 ore
Bamboo – Dobhan: circa 45 minuti / 1 ora
Dobhan – Himalaya: circa 1 ora / 1 ora e 30
Himalaya – Deurali: circa 1 ora e 30 / 2 ore
Deurali – MBC: circa 1 ora e 30 / 2 ore
MBC – Annapurna Base Camp: circa 1 ora / 1 ora e 30
Chhomrong – Jhinu Danda: circa 45 minuti / 1 ora
Jhinu Danda – Nayapul / strada: 4 ore o più, secondo il punto di uscita

Noi in alcuni tratti siamo andati più veloci dei tempi indicati, ma non è detto che sia una cosa intelligente. L’Annapurna Base Camp non va vissuto come una gara. La fretta fa perdere un pezzo del viaggio.

Annapurna Base Camp Trekking

Le tappe dell’Annapurna Base Camp possono cambiare, ma i villaggi principali restano punti di riferimento fondamentali.

Quanto è difficile il trekking Annapurna Base Camp

Il trekking all’Annapurna Base Camp non è tecnico. Non servono corde, piccozze, ramponi o capacità alpinistiche.

La difficoltà vera sta nella fatica.

Ci sono continui saliscendi, tante scalinate, gradoni di pietra, giornate lunghe, zaino sulle spalle, freddo in quota e il problema dell’altitudine. Non bisogna essere atleti, ma serve un minimo di allenamento.

Il secondo giorno, da Ghandruk a Sinuwa, per noi è stato uno dei più duri. Non perché ci fossero passaggi pericolosi, ma perché il sentiero sale e scende in continuazione. In Nepal la pianura sembra quasi una leggenda.

Il giorno dell’ABC, invece, è stato il più emozionante e fisicamente importante: partenza da Deurali, salita a MBC, arrivo all’Annapurna Base Camp e lunga discesa fino a Bamboo.

Il trekking non è tecnico, ma i gradini dell’Annapurna si fanno sentire.

Altitudine e mal di montagna

L’Annapurna Base Camp è a circa 4.130 metri. Non è una quota estrema, ma è abbastanza alta da meritare attenzione.

Il mal di montagna può colpire anche persone allenate. Non dipende solo dalla forma fisica. I sintomi da non ignorare sono mal di testa forte, nausea, perdita di appetito, stanchezza anomala, vertigini, insonnia marcata e difficoltà respiratoria.

La regola è semplice: se i sintomi peggiorano, si scende.

Nessuna foto, nessun base camp e nessun orgoglio personale valgono la salute. Meglio perdere una tappa che rovinarsi il viaggio.

Quando andare

I periodi migliori sono primavera e autunno.

La primavera, tra marzo e maggio, offre temperature più miti, giornate abbastanza lunghe e rododendri in fiore. L’autunno, soprattutto ottobre e novembre, è spesso il periodo più bello per visibilità, cielo limpido e meteo stabile.

Noi siamo andati tra fine novembre e inizio dicembre. Di giorno, nelle zone basse e medie, si camminava spesso in maglietta. Di sera e in quota, invece, il freddo arrivava veloce.

Sopra i 3.000 metri, appena sparisce il sole, cambia tutto. Serve abbigliamento caldo, un buon sacco a pelo e la voglia di adattarsi.

Il monsone, tra giugno e settembre, è meno consigliato: pioggia, fango, nuvole, rischio frane e sentieri più difficili da gestire.

Mangiare durante il trekking

Da Nayapul all’Annapurna Base Camp si trova da mangiare con grande facilità. In genere ogni una o due ore di cammino c’è almeno un lodge, una tea house o un piccolo villaggio dove fermarsi.

Questo è uno degli aspetti più comodi del trekking: non bisogna portare tenda, fornello o scorte enormi di cibo.

Il piatto più importante è il dal bhat, il classico piatto nepalese con riso, lenticchie, verdure, patate e spesso refill. È caldo, nutriente, semplice e perfetto per camminare.

Oltre al dal bhat si trovano quasi sempre:

riso fritto, noodle, zuppe, patate, uova, chapati, toast, pancake, porridge, verdure, tè, caffè solubile e qualche snack.

Nei villaggi più bassi può capitare di trovare anche pasta, pizza, muesli, formaggio o dolci semplici. Più si sale, più la scelta diminuisce. La carne è rara e, sinceramente, durante il trekking la eviterei: meglio mangiare cose semplici e facili da digerire.

Il dal bhat è il vero carburante del trekking in Nepal.

Quanto costa mangiare

Quando siamo andati noi, con pochi euro si mangiava quasi ovunque. Oggi i prezzi sono più alti, ma restano generalmente gestibili.

Per un trekking indipendente o molto semplice, si può stimare:

  • Colazione: 4–7 dollari
  • Pranzo: 6–10 dollari
  • Cena: 8–12 dollari
  • Tè, caffè, snack: 3–6 dollari al giorno

In totale, per mangiare lungo il trekking, calcolerei circa 20–35 dollari al giorno a persona, secondo fame, quota e bevande.

Più si sale, più tutto costa. È normale: da un certo punto in poi ogni cosa viene portata su a spalla, con muli o con grandi sforzi logistici. Una birra, una Coca-Cola, una bombola del gas o un sacco di riso non arrivano lassù per magia.

Bere: acqua, tè, birra e rum

Acqua, tè, Coca-Cola, birra e rum locale si trovano quasi sempre lungo il percorso.

L’acqua va gestita con attenzione. Non bevete mai acqua naturale da ruscelli o fontane senza trattarla. Si può comprare acqua in bottiglia nelle zone più basse, ma salendo è molto meglio usare acqua bollita, filtri o pasticche potabilizzanti.

Le bottiglie di plastica costano sempre di più man mano che si sale e creano un problema enorme di rifiuti. Una borraccia è indispensabile.

Il tè diventa presto il migliore amico del trekking. Costa poco, scalda e si trova ovunque.

La birra si trova anche in alto, ma costa molto di più rispetto ai villaggi bassi. Ed è giusto così: qualcuno quella bottiglia l’ha portata fino lì, spesso sulle spalle.

Sul rum locale ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte. Noi lo abbiamo bevuto in qualche sera fredda, mescolato al tè bollente, e nel racconto del viaggio ha il suo posto. Oggi però lo direi con più prudenza: in quota l’alcol non aiuta, disidrata e può peggiorare l’adattamento all’altitudine. Se proprio volete berlo, fatelo con moderazione.

L’acqua bollita è una delle soluzioni più pratiche lungo il trekking.

Dove dormire durante il trekking

Da Nayapul fino all’Annapurna Base Camp ci sono lodge, guesthouse e tea house in quasi tutti i villaggi principali.

Le camere sono semplici: due letti, pareti sottili, poco spazio e spesso bagno in comune. Nei villaggi più bassi, come Ghandruk o Chhomrong, si può trovare qualcosa di un po’ più comodo. Salendo verso Deurali, MBC e ABC, tutto diventa più spartano.

Quasi ovunque vengono date coperte o piumoni extra. Con un buon sacco a pelo e una coperta del lodge, noi non abbiamo sofferto il freddo.

Attenzione a una regola non scritta ma molto comune: se dormite in un lodge, è corretto cenare e fare colazione lì. Le camere costano poco, ma le famiglie locali guadagnano soprattutto dai pasti.

Le camere sono essenziali, ma dopo ore di cammino sembrano un piccolo lusso.

Quanto costa dormire

I prezzi cambiano in base alla quota, alla stagione e alla disponibilità.

In modo molto indicativo:

  • Tea house nei villaggi bassi: 5–10 dollari a notte
  • Lodge nelle zone intermedie: 5–15 dollari a notte
  • MBC e ABC: spesso più cari o con disponibilità più limitata

A volte la stanza costa pochissimo, ma a condizione di mangiare nella struttura, doccia calda, Wi-Fi e ricarica dei dispositivi sono quasi sempre extra.

Docce, Wi-Fi, corrente e acqua calda

Lungo il trekking si trova molto più di quello che uno potrebbe immaginare, ma non bisogna pretendere che funzioni sempre.

Le docce calde ci sono in diversi lodge, spesso a pagamento. A volte sono davvero calde, altre volte tiepide, altre ancora sono più una promessa spirituale che una certezza.

Il Wi-Fi è presente in molti villaggi, ma può essere lento, instabile e a pagamento.

La ricarica di telefoni, power bank e macchine fotografiche può costare qualche dollaro, soprattutto salendo.

L’acqua calda o bollita si può comprare nei lodge ed è molto utile per bere, riempire la borraccia o prepararsi qualcosa.

Le docce calde esistono, ma in montagna è meglio non darle mai per scontate.

Piccoli negozi lungo il percorso

Nei villaggi si trovano piccoli negozi dove comprare beni di prima necessità: biscotti, snack, cioccolata, noodles, acqua, bibite, carta igienica, batterie, sapone, qualche medicinale semplice e prodotti base.

Non aspettatevi grande scelta. Più si sale, meno roba c’è e più costa.

Per questo conviene partire da Pokhara con le cose davvero importanti già nello zaino: medicinali personali, carta igienica, crema solare, cerotti, pasticche per l’acqua, power bank, batterie e contanti.

Nei villaggi si trovano piccoli negozi utili, ma meglio partire già organizzati.

Lodge, guesthouse e ristoranti utili lungo il trekking

Questi nomi vanno presi come punti di riferimento, non come prenotazioni garantite. In montagna le gestioni possono cambiare, alcuni lodge possono essere pieni o chiusi, e in alta stagione conviene sempre chiedere conferma lungo il percorso.

Ghandruk

Ghandruk è uno dei villaggi più belli e comodi per la prima notte, noi abbiamo dormito al Gurung Cottage, semplice ma piacevole, con bella vista, ristorante e atmosfera tranquilla.

Altri nomi utili nella zona:

Gurung Cottage
Hotel Excellent View
Ghandruk Guest House
Mountain View Lodge
Annapurna Guest House

Qui si trovano sistemazioni più comode rispetto alle quote alte e spesso anche camere migliori.

Chhomrong

Chhomrong è uno dei villaggi più importanti del percorso. Ha diversi lodge, ristoranti e bakery.

Nomi utili:

Excellent View Top Lodge & Restaurant
Panorama Point Lodge & Restaurant
Fishtail Guest House & Restaurant
Himalayan View Guest House & Restaurant
Chhomrong Cottage & Restaurant
Smriti German Bakery & Coffee Shop

Chhomrong è una buona tappa sia all’andata sia al ritorno, soprattutto se volete spezzare meglio il percorso.

Sinuwa

Sinuwa è più piccola e semplice, ma molto comoda prima di entrare nella parte più chiusa della valle.

Nomi utili:

Hill Top Lodge and Restaurant
Sinuwa Lodge and Restaurant
Sinuwa Guest House and Restaurant
Sherpa Guest House & Restaurant
Real Sinuwa Cottage Lodge and Restaurant

Da qui in poi il trekking diventa più selvaggio e i villaggi sono sempre più legati al passaggio dei trekkers.

Bamboo

Bamboo è una tappa molto usata sia in salita sia in discesa.

Nomi utili:

Buddha Guest House & Restaurant
Bamboo Guest House & Restaurant
Bamboo Lodge & Restaurant
Green View Lodge & Restaurant
Eco-friendly Lodge & Restaurant

Noi ci siamo arrivati dopo la giornata dell’ABC, completamente finiti. Trovare tè caldo, una sala comune e un letto è stato un piccolo miracolo.

Dovan e Himalaya

Dovan e Himalaya sono tappe intermedie importanti verso Deurali.

A Dovan:

Dovan Guest House & Restaurant
Annapurna Approach Lodge & Restaurant
Destination ABC Lodge & Restaurant

A Himalaya:

Himalaya Guest House & Restaurant
Hotel Himalaya & Restaurant
Hotel Royal Family & Restaurant

Da qui la scelta inizia a ridursi. Non cercate comfort, cercate un posto caldo dove mangiare e dormire.

Deurali

Deurali è una tappa strategica prima di MBC e ABC.

Nomi utili:

New Panorama Guest House & Lodge
Dream Lodge & Restaurant
Shangrila Guest House & Restaurant
Hotel View Point Deurali & Restaurant
Deurali Guest House & Restaurant

Dormire qui permette di partire presto verso Machapuchare Base Camp e Annapurna Base Camp.

Machapuchare Base Camp e Annapurna Base Camp

A MBC e ABC la disponibilità è più limitata.

A MBC:

Fishtail Guest House & Restaurant
Shankar Guest House & Restaurant
Machapuchare Guest House
Gangapurna View Lodge & Restaurant

Ad Annapurna Base Camp:

Annapurna Guest House & Restaurant
Annapurna Sanctuary Lodge & Restaurant
Snowland Lodge & Restaurant
Hotel Paradise Garden & Restaurant
Sunrise Guest House & Restaurant
Hotel Peaceful & Restaurant

Dormire all’ABC può essere bellissimo, ma fa freddo e i posti non sono infiniti. Se ci andate in alta stagione, meglio non arrivare troppo tardi.

Jhinu Danda

Jhinu Danda è famosa per le hot spring.

Nomi utili:

Namaste Guest House & Restaurant
Tibet Guest House & Restaurant
Jhinu Guest House & Restaurant
Gurung Cottage and Restaurant
Green View Restaurant

È una tappa perfetta per il ritorno: si arriva stanchi, si scende alle sorgenti calde e per un’ora ci si dimentica delle gambe.

Hot Spring di Jhinu Danda

Le hot spring di Jhinu Danda sono una delle soste più belle del ritorno.

Non aspettatevi terme eleganti. Sono vasche semplici vicino al fiume, con acqua calda naturale. Dopo giorni di salite, discese, sudore e freddo, sembrano il paradiso.

Per arrivarci bisogna scendere dal villaggio verso il fiume. Poi, purtroppo, bisogna anche risalire. Ma ne vale la pena.

Annapurna Base Camp trekking

Le hot spring di Jhinu Danda sono una delle ricompense più belle del trekking.

Permessi per il trekking Annapurna Base Camp

Per fare il trekking nella zona dell’Annapurna serve il permesso dell’area protetta, cioè l’ACAP – Annapurna Conservation Area Permit.

In molti casi viene richiesta anche la TIMS Card, collegata al sistema di registrazione dei trekkers. Negli ultimi anni le regole su TIMS e guida sono cambiate e non sempre vengono spiegate o applicate allo stesso modo.

La cosa più intelligente è verificare pochi giorni prima della partenza a Kathmandu o Pokhara, tramite fonti ufficiali o agenzie affidabili.

In generale, mettete in conto:

  • ACAP Permit
  • eventuale TIMS Card
  • eventuale guida autorizzata
  • documenti, passaporto, foto tessera o dati digitali richiesti

Non partite senza aver controllato bene. Ai checkpoint lungo il percorso i permessi possono essere verificati.

Annapurna Base Camp trekking

I permessi sono una parte fondamentale dell’organizzazione del trekking.

Serve una guida?

Quando siamo andati noi, il trekking era fattibile anche in autonomia. Il sentiero era ben tracciato, i villaggi frequenti e in molti punti era quasi impossibile sbagliare.

Oggi bisogna controllare le regole aggiornate, perché in Nepal la situazione sui trekking autonomi è cambiata.

Anche al di là dell’obbligo, una guida può essere molto utile. Aiuta con permessi, lodge, tappe, eventuali problemi, lingua, meteo, ritardi e gestione della quota.

Noi abbiamo scelto una guida locale e non ce ne siamo pentiti. Con pochi giorni a disposizione, avere qualcuno che conosceva percorso, villaggi e tempi ci ha permesso di vivere il trekking con più tranquillità.

Portatore sì o no?

Il portatore non è obbligatorio, ma può cambiare molto la fatica.

Noi abbiamo portato lo zaino da soli. È stato più faticoso, ma anche più personale. Se però non siete abituati a camminare con peso sulle spalle, un portatore può essere una buona scelta.

La cosa importante è rispettarlo: carico giusto, pagamento corretto, agenzia seria e niente atteggiamento da turista coloniale. I portatori non sono muli. Sono persone che lavorano duramente su sentieri che per noi sono avventura e per loro sono quotidianità.

Annapurna Base Camp trekking

Ogni cosa che si trova in quota è arrivata lì grazie alla fatica di qualcuno.

Stima dei costi del trekking Annapurna Base Camp

I costi cambiano molto secondo stagione, cambio, percorso, guida, portatore e stile di viaggio. Però una stima utile si può fare.

Costi giornalieri senza guida né portatore

  • Dormire: 5–15 dollari
  • Mangiare: 20–35 dollari
  • Tè, snack, acqua: 5–10 dollari
  • Doccia, Wi-Fi, ricariche: 3–10 dollari
  • Totale realistico: 30–60 dollari al giorno a persona

Chi viaggia molto spartano può spendere meno. Chi prende spesso docce calde, Wi-Fi, birre, dolci, snack e camere migliori spenderà di più.

Costi con guida

Una guida può costare, indicativamente, 25–40 dollari al giorno, ma la cifra cambia secondo agenzia, esperienza, lingua, stagione e inclusioni.

Costi con portatore

Un portatore può costare circa 20–30 dollari al giorno, più mancia finale.

Pacchetto organizzato

Un pacchetto di 7–10 giorni con guida, permessi, lodge, pasti e trasporti può variare molto. In modo indicativo, si può andare da 600–700 dollari per soluzioni semplici fino a oltre 1.200–1.500 dollari per pacchetti più comodi o privati.

Permessi

Per i permessi considerate almeno ACAP e, se richiesto, TIMS. Le cifre possono cambiare, quindi vanno verificate prima di partire.

Extra da non dimenticare

Birra, rum, dolci, Wi-Fi, docce calde, ricariche, acqua bollita, mance, snack, medicinali, taxi/jeep da e per Pokhara, questi piccoli costi, sommati, alla fine si sentono.

Cosa mettere nello zaino

Lo zaino deve essere leggero. Questa è la regola principale.

Se lo portate voi, cercate di stare tra 7 e 10 kg. Sopra i 10 kg, dopo ore di gradini, ogni oggetto inutile diventa un problema personale.

Cose fondamentali:

Zaino comodo, sacco a pelo caldo, scarpe da trekking già usate, ciabatte leggere, pantalone tecnico, magliette tecniche, pile, piumino leggero, giacca antivento, k-way, guanti, cappello caldo, cappellino per il sole, occhiali da sole, borraccia, frontale, power bank, crema solare, medicinali personali, cerotti per vesciche, carta igienica, salviette, gel igienizzante, pasticche o filtro per l’acqua, contanti, fotocopie documenti.

Non portate tenda, corde, piccozze, ramponi o attrezzatura da alpinismo. Per il trekking classico all’ABC non servono.

Medicinali e sicurezza

Prima di partire è sempre meglio parlare con il proprio medico, soprattutto se si hanno problemi di salute o si assumono farmaci.

Nel kit base porterei:

cerotti normali, cerotti per vesciche, disinfettante, garze, benda elastica, antidolorifico, antinfiammatorio se lo potete assumere, farmaco per problemi intestinali, sali minerali, antistaminico, crema cortisonica, termometro, farmaci personali, pasticche per purificare l’acqua.

Per eventuali farmaci contro il mal di montagna, meglio chiedere al medico prima del viaggio. Serve anche una buona assicurazione viaggio che copra trekking in quota ed eventuale evacuazione. In Nepal un soccorso in elicottero può costare moltissimo.

Consigli finali

Non abbiate fretta. In Nepal i chilometri contano fino a un certo punto. Contano molto di più dislivello, gradini, quota, zaino e stanchezza.

Partite leggeri. Portare troppo è l’errore più comune.

Tenete sempre contanti sufficienti. Lungo il trekking non dovete contare su bancomat o pagamenti elettronici.

Mangiate semplice. Dal bhat, zuppe, riso, patate, uova e tè sono spesso la scelta migliore.

Non sottovalutate il freddo. Di giorno si può stare bene anche in maglietta, ma la sera cambia tutto.

Rispettate portatori, guide, lodge e villaggi. Quello che per noi è un viaggio, per loro è casa, lavoro e vita quotidiana.

Vale la pena fare l’Annapurna Base Camp?

Sì, assolutamente, l’Annapurna Base Camp è uno dei trekking più belli del Nepal perché ha tutto: villaggi, foreste, cultura locale, salite, fatica, lodge, montagne enormi e un arrivo spettacolare.

Non è il più remoto, non è il più difficile e non è il più selvaggio. Però è completo, intenso e scenografico.

La cosa più bella è la progressione. Parti da zone verdi, abitate, piene di scale e villaggi. Poi sali dentro una valle sempre più stretta, lasci indietro la vegetazione, entri in un paesaggio più duro e alla fine ti trovi davanti all’Annapurna.

È un trekking che non regala tutto subito.

Te lo fa guadagnare passo dopo passo e forse è proprio per questo che resta dentro.

0

post a comment