Cambogia Enrico

CAMBOGIA

Il motivo principale perché sono andato in Cambogia e perché sono venuto, da solo in Indocina, è senza dubbio uno:

ANGKOR, il sito archeologico più grande del mondo e uno dei più affascinanti e misteriosi.

Definito l’ottava meraviglia, con i complessi di Angkor Wat, Bayon e Ta Prohn, meraviglie uniche che da sole giustificano il viaggio in uno dei paesi più tormentati dell’ultimo secolo.

Vedere e vivere con i propri occhi l’antica, gloriosa e raffinata cultura KHMER.

Capire, comprendere per non dimenticare l’olocausto dei KHMER ROSSI e del suo leader POL POT, che in pochi anni hanno annientato un’intera popolazione e ridotto alla povertà la restante.

La città di BATTABANG, con tutto il suo passato coloniale, retaggio dell’impero Francese, il fighissimo Bambu Train che potrebbe scomparire al più presto, il sito di Phnom Sampeau e l’ospedale di Emergency, per vedere l’orrore delle mine occidentali.

IL PERCORSO FLUVIALE TRA BATTABANG E SIEM REAP, attraverso il Lago Tanle e il villaggio galleggiante di Kompong Luang, una delle cose più interessanti di tutta l’Indocina

La capitale PHON PENH, definita la ex perla dell’Asia, in cui passato e presente si stanno unendo in un mix ancora tutta da comprendere.

Le spiagge bianche, incontaminate e vergini di Koh Kong, Sihanoukville e Koh Rong, fiore all’occhiello del prossimo turismo della Cambogia.