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Mescalina Backpacker

YANGON

Dicono che Yangon, con i suoi 4.500.000 di abitanti, è la capitale più sicura dell’Asia, “grazie” all’isolamento dei generali, è ancora è ben evidente e tangibile il suo passato coloniale, ormai perso un po’ ovunque in Indocina.

Questo isolamento, però, è arrivato grazie ad anni e anni di continui massacri, torture, omicidi e arresti.

Sono anni che m’informo su queste cose e su questo popolo, per me, cosi simile al nostro popolo italico.

Sono convinto che se  la vedo sotto questo punto di vista, mi prenderà a male, cosi, decido di resettare per le prossime due settimane tutte le informazioni che ho e andare alla scoperta del “Paese del mistero dorato”, come la definì Kipling, senza nessun preconcetto.

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Mercatini sulle strade di Yangon

Usciamo in mattinata per andar alla stazione a vedere orari e prezzi per Bagan.

Chiediamo informazioni alle ragazze della guesthouse che ci indicano sulla mappa il percorso da fare a piedi e ci dicono che in mezz’ora ci arriviamo.

Purtroppo al primo bivio, dopo 50 metri, sbagliamo strada e quando ce ne accorgiamo, stiamo dalla parte opposta della stazione.

Su molti libri, avevo letto, che chiedere le informazioni a Yangon, su come trovare un certo luogo e come una lotteria, ognuno ti dice la sua.

Noi vogliamo confutare questa maldicenza e iniziamo a chiedere un po’ in giro. Alla fine gira e rigira, dopo tre ore arriviamo alla stazione, zuppi di sudore.

Troviamo facilmente l’ufficio informazioni e la biglietteria, il treno per Bagan parte ogni giorno alle 16, ci mette quasi venti ore e costa 40$ in cuccetta (pagamento esclusivamente in dollari americani) contro i 10-15 del bus.

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La biglietteria della stazione di Yangon

Un po’ per deformazione personale, un po’ perché mi sono innamorato all’istante dell’atmosfera esotica e rilassante che si respira in stazione, decidiamo, di prenotare il biglietto per il giorno dopo.

Ci fermiamo a mangiare in una delle infinite bancarelle lungo la strada e ci incamminiamo sempre a piedi verso la Shwedagon Paya chiedendo informazioni di continuo e devo dire che la maldicenza delle informazioni sbagliate non è vera, cosa che abbiamo riscontrato in tutto il viaggio.

Quando non sapete dove andare, chiedete e richiedete, la gente è onorata di parlare con voi.

A un certo punto inizia a diluviare ed entriamo in un piccolo tempio buddista sulla strada, dove rimaniamo un’oretta a riposarci, tra monaci e ragazzi normali che entrano per pregare e o meditare anche solo 5 minuti.

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Uno dei tanti monasteri di Yangon

É bellissima questa cosa dei templi buddisti che sono sempre aperti giorno e notte, che a parte il loro significato religioso, sono molto utile anche perché quando si arriva in città con bus e treno, a orari improponibili, tipo 2 3 4 5 di notte, puoi andartene sempre in questi templi gratuitamente e senza problemi e aspettare che si fa giorno e apra la guesthouse.

Ed è facile arrivare in qualche città turistica a quell’ora, infatti, la maggior parte degli autobus arriva anche a Yangon, Bagan, Bago, Mandalay, Lago Inle in piena notte, cosi come i treni.

BIRMANIA 1° Arrivo in Birmania o Myanmar - G°1-2
BIRMANIA 3° Visita alla Shwedagon Paya - G°3 pomeriggio