Home > Centro America > HONDURAS 8° Tegucigalpa

TEGUCIGALPA

Arrivo a Tegucigalpa, ho passato le due frontiere in un attimo, sono un po’ euforico perché era l’ultimo paese che mi mancava del Centro America, l’anno prima ero stato in Messico, Belize, Guatemala, San Salvador.

itinerario centroamerica

L’Honduras, il paese meno conosciuto e più povero ma forse il più affascinante e il più completo sul punto di vista naturalistico – storico.

Potrei andarmene a fare immersioni, rafting ed escursioni su qualche isola Caraibica, potrei andare a vedere la foresta pluviale de la Mosquita, potrei visitare le Rovine Maya di Copan, potrei andare a fare un saluto a Cayo Cochinos ai poveri naufragi dell’isola dei famosi ….ma ……

Il paesaggio è completamente verde e tutto collinare, lungo la strada abbiamo incontrato pochissime macchine ma tanti cavalli.

Tegucigalpa, o Tegus come viene chiamata qui, è una città coloniale, molto caotica e seconda solo a SanPedroSula per quanto riguarda delinquenza e omicidi.

tegucigalpa

I taxi sono tutti sgangherati, c’e’ sporcizia ovunque e un caos infernale.

Trovo subito un alloggio in una bettola, dove ci sono solo io e vado all’appuntamento con le due ragazze.

Camminando per Tegucigalpa, vedo una città in stato di guerra, con militari ovunque, nessun turista e tutti i supermercati hanno guardie armate con fucili a canne mozze.

Per la città ci sono molte scritte “IL PUEBLO SI SALVA SOLO CON IL PUEBLO”.

tegus

Arrivo cosi al Mua 1331 e dopo un’oretta arrivano le due ragazze italiane.

Entrambe lavoro con un progetto che si chiama CICA, Alba sono dieci anni che sta in Honduras mentre Serena lavora con il Copinh a San Cristobal in Messico.

Mi raccontano cosi la storia di questa guerra civile che pochissimi occidentali conoscono veramente.

Un anno fa ci sono state l’elezione e le ha vinte un certo Zelaya.

La prima cosa che ha fatto è stata quella di togliere il monopolio di tutta l’economia agricola del paese dalle mani delle dieci famiglie (tutte europee e americane) più ricche e potenti ridando le terre al popolo.

Aveva iniziato a portare tutti quei piccoli cambiamenti per il bene effettivo di tutti, togliendo i benefici di pochissimi.

In pochissimo tempo c’e’ stato un golpo di stato appoggiato silenziosamente ed economicamente dall’occidente mettendo al governo un certo Micheletti (di origine Veneziani) e provando a far fuori Zelaya che ha dovuto fuggire da notte di nascosto, rifuggiandosi all’ambasciata Brasiliana di Panama.

Micheletti e il suo pseudo governo hanno iniziato subito a chiudere radio, televisioni, qualsiasi mezzo di comunicazione, levando ogni libertà di espressione e istituendo subito delle nuove elezioni.

Il popolo, tutto il popolo, non vuole le elezioni, poiché ci saranno solo partiti filooccidentali e legittimeranno il golpe.

Ora il paese è in piena guerra civile, il popolo sta manifestando ovunque, e ovunque il nuovo governo risponde con la forza, repressione, arresti, uccisioni, pestaggi, violazioni di tutti i diritti internazionali, violenze e rapimenti.

Gli ospedali sono pieni di persone, di tutte le età, morti, con ferite di armi da fuoco, arti rotti, spezzati, amputati e ricoperti di mozziconi di sigarette.

E nessun giornalista europeo scrive niente.

Loro mi consigliano di andare subito via, perché loro resteranno a Tegus a manifestare e non potranno prendersi cura di me.

Io gli dico che voglio vedere un po’ di giorni questa situazione, che ormai avevo lasciato il Costa Rica solo per arrivare qua.

Allora mi dicono che se voglio passare un paio di giorni interessanti di andarmene al centro del Copinh in un villaggio di contadini, in mezzo le colline: La Esperanza e di stare molto attento.

tegucigalpa

Devo decidere se tornare al sole dei Caraibi, facendo surf, bevendo birra e rimorchiando qualche cicas americana o introfularmi in un vicolo cieco in cui per la prima volta metto a repentaglio la mia vita.

Non finisco di pensare questo pensiero che già ho deciso… vado a la Esperanza.

Saluto le mie due nuove amiche che devono andare a fare dei giri privati e m’incammino verso il fiume Camayaguela, il Parque Centrale e Calle Bolivar.

Ormai è notte e me ne torno nel tugurio dell’albergo, …. Tra l’altro c’è il coprifuoco.

PER CAPIRCI MEGLIO

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