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LE AVVENTURE DI TIBERIO – Camino de Santiago, no dolore no gloria

CAMINO DE SANTIAGO – NO DOLORE NO GLORIA

Camino de Santiago

Camino de Santiago

Chiunque te lo dirá.

Ti dirà che il cammino è personale, è un viaggio verso se stessi attraverso la Spagna (sebbene per me sia stato un viaggio attraverso me stesso verso casa), è la riscoperta di ciò che avevamo perduto.

E’ una sfida fisica al Gigione Golosone che campeggia in ognuno di noi.

E’ meditazione, è ricerca o focus d’obbiettivi, è riflessione, è quello che deve essere per chiunque lo cerchi.

Ma una sola frase li accomuna tutti, in tutte le lingue del mondo.

No pain..No gain..No dolore..No gloria.

Il dolore, ti prenderà presto o tardi che sia e ti accompagnerà ironico durante il giorno e t’abbraccerà la notte.

Camino de Santiago

Camino de Santiago

E rimarrà con te fedele, fino a Santiago, e non importa che sia fisico o morale, che sian tendiniti o espiazioni, vesciche o depressioni, che sia peggiore il tuo di quello del tuo fratello pellegrino, che sia quel che sia, a Santiago se ne andrà.

ULTREYA

E se non se ne va?

ET SUSEYA

Il cammino ti dà i supplementari, 3 giorni di marcia fino alla fine delle terre, cambia pomata e le domande che ti poni, lasciati entrare nel cammino.

Devo dire di ritenermi fortunato.

Il cammino è entrato in me fin da subito.

Difatti a Roncesvalle dopo i primi 30 km avevo già una tendinite e 2 vesciche, le quali, essendo il cammino terra di amore e compassione, si manifestarono in me a forma di cuore.

Camino de Santiago

Camino de Santiago

Dicono tutti che la prima tappa sia la più dura, sarà che sia la prima, vuoi che sia spezza-gambe, comunque sia mi trovano d’accordo in pieno.

Il numero dei ritirati al primo giorno, sui monti Pirenei, la concomitanza con le grandi corse ciclistiche a tappe confuse da tanti pellegrini in bici, mi confondono all’inizio.

Come altresì mi confondono i conteggi della distanza totale a Santiago, fra 770 e 840 km totali a seconda di tutte le fonti ufficiali.

Quindi appurato che il cammino è elastico, mi metto in marcia con i giorni contati ed i chili di troppo ed al quarto giorno, STOP.

La macchina si rompe, le tendiniti non danno pace, per cui l’unica soluzione è sempre e solo quella, ascoltare il proprio corpo.

Il “Camino de Santiago” ti porta sempre e comunque al limite, non forzare, fermati e riposa.

Io pure ascoltai il mio consiglio e ciò coincise con la prima grande scoperta del cammino, qualcosa a cui pensi di rinunciare in partenza e poi non riesci più a farne a meno, qualcosa che completa il tuo cammino, qualcosa che andavi rifuggendo, ed infine scopri esser parte della risposta: le persone.

Camino de Santiago

Camino de Santiago – La Meseta

Le persone che vengono da tutte le parti del mondo, qui camminano tutte insieme senza distinzione di razza, colore, sesso, ceto e sembra incredibile ma anche di religione.

E sono tante e sono di ovunque e son li con te, per qualche tappa o km, per qualche cena o solo un goccio d’acqua, e mai nessuno si sentirà offeso se vorrai camminare da solo e non ti dovrai vergognare di chiedere di poter camminar un pò insieme.

Se puoi, parti solo o in coppia, ma evita gruppi alla partenza, il cammino è anche aggregazione e scoperta, ma solo se lo vorrai prima tu.

Ed è natura, ma che dico, è fantasia, altra parola non trovo per descrivere la varietà di paesaggi che affronteranno i tuoi occhi, preparati ad esser scioccato, sbalordito, incantato.

Preparati ai Pirenei, cui già il nome rievoca pensieri di vastità e dolore, goditi Pamplona, non serve andare appositamente in luglio per, guarda caso coincidere col Chupinazo di San Fermin.

Qualche km più in là troverai le cantine sempre aperte della Rioja ove al pellegrino togligli tutto ma non un calice di vino.

Addirittura nel percorso incontrerai, beato te, un pueblo con la fonte del vino invece che dell’acqua e totalmente gratuita.

La meseta sarà il tuo deserto, sarai assetato e insolato d’estate, tremante dal vento e bagnato dalla pioggia nelle altre stagioni.

La meseta è stata il mio deserto, nella meseta ho avuto le mie risposte e al mio deserto son tornato.

La meseta è stata un grido di liberazione interiore silenziosa, la meseta mi ha dato pace.

La meseta è finita.

Il giorno seguente ho conosciuto Jerusa sotto questo arcobaleno, è stato un colpo di fulmine, o meglio d’arcobaleno.

Da allora il nostro cammino è cambiato.

Camino de Santiago

Camino de Santiago

Da allora coloriamo le vite l’uno dell’altra, ringraziamo quotidianamente le coincidenze che hanno fatto si che ci incontrassimo in quel punto a quell’ora.

Camino de Santiago - I miei piedi

Camino de Santiago

Oggi mentre scrivo, indipendentemente da quando lo leggerai è esattamente un anno, 18 aprile, da quando ci siamo conosciuti e da quando abbiamo deciso di camminare insieme.

Da allora, nonostante entrambi pensiamo che il mondo sia troppo interessante per ritornare 2 volte in uno stesso posto, fantastichiamo sempre sul quando camminare, poiché torneremo per certo, a rivivere entrambi le emozioni ed i passi ed i mostri che abbiamo lasciato sul cammino la prima volta.

La conquistai il primo giorno sotto la pioggia con un risotto ai funghi in scatola, essendo scandinava il target culinario non mi obbligava a sforzarmi troppo.

Ora invece dopo un annetto di cultura italiana tira la pasta come mia nonna e beve vino come il nonno.

Lei viene dalla Finlandia, un paese dove “guarda il mare” si dice “katso merta” (si pronuncia proprio come stai pensando tu) e come lei quando a casa guardo il mare dai Lidi Ferraresi, anch’io dico “kazzo merda”.

Lei è un’artista delle arti nobili ed io di quelle tecnologiche, lei scrive e dipinge, ultimamente focus in body-painting, ma dice che come modello costo troppo in colori.

Superfici di merda, mentre io ho terminato ben 3 facce del cubo di Rubik nel giochino del telefonino e stiamo unendo le nostre forze in un grandissimo progetto che stiamo curando approfonditamente e che abbiamo già iniziato a sviluppare.

L’amore.

Camino de Santiago - I miei piedi

Camino de Santiago – I miei piedi

Se non credi a me, fattelo spiegare da Daniel, alle porte di Astorga, titolare del bar nella foto.

Che ha interrotto il suo cammino qui, per dar vita a questa remunerativa attività, un free-bar, dove non guadagna niente se non la riconoscenza e benedizione dei pellegrini, mentre in cambio dispensa amore, presenza e solidarietà.

E tanti altri come Daniel, come Jerusa, come me, come fra Voi che state leggendo e che avete camminato, quanti, quanti a cui il cammino ha cambiato la vita drasticamente.

A tutti Voi che l’avete sentito sulla Vostra pelle invito a lasciar qui nei commenti la vostra testimonianza perché sempre più persone possano intendere ed intraprendere il cammino.

E ricordati che non si smette mai di camminare.

CAMMINO…..NO DOLORE NO GLORIA

Nel link puoi vedere il mio documentario, 30 gg di cammino riassunti in pochi minuti, guardalo, non ti deluderà.

E se poi non ti bastasse e volessi conoscere più a fondo le curiosità del Cammino Santiago in chiave ironica, ecco il video giusto per te.

E se infine tu volessi intraprendere il Cammino Santiago, ecco una mini guida gratuita per te, per prepararti meglio..

CONSIGLI TECNICI I – ABBIGLIAMENTO – CAMMINO SANTIAGO

CONSIGLI TECNICI II – CREDENZIALI – CAMMINO SANTIAGO

CONSIGLI TECNICI III – PROBLEMI FISICI – CAMMINO SANTIAGO

CONSIGLI TECNICI IV – DOVE DORMIRE – CAMMINO SANTIAGO

In caso ti interessi, ecco le mie tappe:

  1. 3/4 san jean-roncisvalle 26 km
  2. 4/4 roncisvalle-arre 40 km
  3. 5/4 arre-puente la reina 29 km
  4. 6/4 puente-villatuerta 17 km
  5. 7/4 DAY OFF

  6. 8/4 villatuerta-torres del rio 32 km

  7. 9/4 torres-navarrete 32 km

  8. 10/4 navarrete-santo domingo 37 km

  9. 11/4 S.Domingo-Belorado 23 km

  10. 12/4 Belorado-Agés 28 km

  11. 13/4 Agés-Tardajos 33 km

  12. 14/4 Tardajos-Hontanas 21 km
1
  13. 5/4 Hontanas-Boadilla 29 km

  14. 16/4 Boadilla-Carriòn 26 km

  15. 17/4 Carriòn-Terradillo 30 km

  16. 18/4 terradillo-Burgo Ranero 38 km

  17. 19/4 Burgo-Puente villarente 25 km

  18. 20/4 DAY OFF

  19. 21/4 Puente-Valverde 24 km
  20. 
22/4 Valverde-Hospital 21 km

  21. 23/4 Hospital-Astorga 17 km

  22. 24/4 Astorga-Foncebadon 26 km

  23. 25/4 Foncebadon-Ponferrada 27 km

  24. 26/4 DAY BUS (85 km)
  25. 27/4 Sarria-Portomarin 30 km

  26. 28/4 Portomarin-Palas de Rei 25 km

  27. 29/4 Palas-Arzua 29 km

  28. 30/4 Arzuá-Pedrouzo 20 km

  29. 01/5 Pedrouzo-Santiago 19 km
  30. 
02/5 Santiago-Cattedrale 2 km

Tiberio

ULTREYA – SUSEYA

“Quando da Fuerteventura scelsi di partire, Del venturo anno sabbatico mi misi a gioire,

Arrivai alla cattedrale camminando per un tratto del portoghese, 
E li sarebbe finita, all`attraversar della Spagna tutto il paese,


Sebbene l`anno iniziò in modo spirituale,
 Tutte le risposte le ebbi già al primo incontro con la cattedrale,


Cosicché non mi servì più cercare una ragione,
 Sarebbe bastato camminare e vivere la gente e l `mozione,


Per un cammino lungo quanto uno stato,
 Che passo dopo passo sempre più mi ha formato,


I giorni silenziosi controvento in solitaria,
 Mi lasciaron nell’anima la stessa purezza dell’aria,


Le contagiose risate con persone di differenti nazioni,
 Mi han infuso fiducia a trasmetter le mie emozioni,

Ma i momenti che abbiam vissuto valgono più che quest’anno,
 Lei ama le foreste della fredda Finlandia,


Io vivo al sole come se ogni dì mi godessi Mirabilandia,
 E poco importa se non ci sarà un lieto fine,


Poiché tramite l’amore del cammino ne abbiam colto il fine, 
Il cammino inizió in forma individuale,

A non voler ascoltar il mio corpo quasi finìi all’ospedale, 
E pace amen se non ho smisi di fumare,


Poco importa di non aver ridotto il mangiare,
 Mai dimenticherò le pene passate,


Vesciche e tendiniti se ne sono andate,
 E oggi di fronte a questa cattedrale,
 Gioisco per aver scacciato da me il male,
 

Quindi cari amici pellegrini,
 Iniziate a camminare come foste burattini, 


Ed una volta giunti alla Compostela tanto agogniata, 
Spero siate umili e forti come ciò che in Voi andava trovata,


Questa é l’ultima poesia del mio anno lungo una vita,
 Vi saluto abbraccio e amo oggi dove la mia anima é ripartita,


E come sempre vi dico ULTREYA,
 Perché la risposta giusta non é buen camino ma solo SUSEYA”

Santiago de Compostela 3-5-16

CIAO!

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