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Mescalina Backpacker

Oman Storia, Perché e Dove è?

Diversamente da quanto succede in genere quando annunci agli amici una tua imminente vacanza, in cui si susseguono esclamazioni del tipo “Wow!”, “Beata te!”, “Brava, fai proprio bene!”

Il mio viaggio in Oman è stato preceduto da una serie di conversazioni di questo genere:

“- Sai, tra un paio di settimane parto, vado a Muscat!”
“- E dov’è?”
“- In Oman!”
“- E dov’è?”
“- Nella Penisola Arabica, in Medio Oriente”

oman storia

Silenzio. Progressiva metamorfosi del volto dell’amico di turno: occhi sgranati, bocca spalancata e mascella contratta (vedi Testa di Medusa di Caravaggio). In occasioni come queste capisci chi ti vuole veramente bene. Seguono accorati “Perché?”, “Sei impazzita?”, “Ma che ci vai a fare?”

Questa reazione un pochino teatrale ha un motivo ben preciso: il concetto di Medio Oriente nell’immaginario collettivo evoca immediatamente una zona di conflitti, ad alto rischio, da evitare accuratamente.

In effetti, ci sono alcuni paesi della Penisola Arabica per cui prima di organizzare un viaggio è obbligatorio informarsi sull’attuale situazione politica presso la propria ambasciata (come lo Yemen, l’Arabia Saudita) ma, almeno per il momento, non è il caso del Sultanato dell’Oman.

A partire dagli anni Settanta, periodo dell’ascesa al trono del sultano Qaboos Bin Said, l’Oman ha avviato un costante processo di modernizzazione dal punto di vista sia sanitario che culturale.

oman perchè

Sua Maestà è adorato e rispettato dai suoi sudditi e nel 1998 ha vinto l’International Peace Awards per il suo impegno nel mantenimento della stabilità nella regione.

Le infrastrutture sono in costante miglioramento, il Sultanato è pacifico e stabile politicamente, uno dei luoghi più sicuri che avrete modo di visitare.

Gli Omaniti nei confronti degli occidentali dimostrano un atteggiamento tollerante, sono ospitali e molto affabili, ma non appena arriverete a Muscat capirete che, nonostante il turismo sia in crescita, non hanno alcuna intenzione di sacrificare o mitigare le tradizioni religiose (l’80% della popolazione appartiene al gruppo musulmano degli ibaditi, una corrente islamica rigorosa e austera) la loro storia secolare, gli abiti tribali, l’architettura e le regole dell’ospitalità, che custodiscono gelosamente e di cui vanno orgogliosi.

oman

Tutto ciò durante il viaggio implica il rispetto degli usi e costumi locali: è opportuno andare in giro con spalle e gambe coperte, coprire la testa con un velo nei luoghi di culto e in generale adeguarsi allo stile di vita del Paese.

Io ero quasi sempre sola in giro per la città e per i mercati e non mi sono mai sentita in pericolo, ma essendo in alcuni momenti l’unica donna in circolazione devo ammettere che le mie passeggiate erano accompagnate da una serie di domande dubbiose che rivolgevo a me stessa:
“Se mi accendo una sigaretta per strada sembra brutto?”
“Meglio chiedere informazioni a un uomo o a una donna?”
“Potrò sedermi su questo muretto a mangiare il panino?
Mica qui siamo al Pigneto!”

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