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Wallylalli racconta 5° puntata – Arrivo a Palais de Rey

Arrivo a Palais de Rey

Dopo aver passato la notte tra motoseghe e decespugliatori, e aver fatto sogni in cui tagliavo gli alberi del cerreto e l’erba sui binari delle ferrovie, mi sveglio come se lo avessi fatto veramente.

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Si parte presto la mattina, sveglia alle sei, breve colazione e sono già in marcia.

Oggi come tappa prefissata c’è il famosissimo e sconosciutissimo Palais de Rey a circa 26 km.

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Oggi per me e’ il giorno in cui si decide tutto il mio futuro sia del cammino sia di salute, ma non per la stanchezza,  per le vesciche e per il caldo ma perché sono tre giorni che non CACO….

Ho un lieve tappo dovuto credo ai 7/8 panini di Jamon Serrano che ingerisco quotidianamente e dalle infinite birre che bevo che oltretutto costano poco 1,50 euro a cagna….la cagna è la birra alla spina e qui es mui bonita.

Alla partenza ci sono anche i miei amici calabresi ma dopo qualche km devo staccarmi perché il mio passo é più veloce e tra loro iniziano ad esserci i primi dolori dovuti agli arti e alle emorroidi visto che non fanno altro che aggiungere sale e peperoncino su ogni cosa che ingeriscono.

Il tragitto è molto bello, affascinante e mistico.

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A un certo punto ero talmente immerso nell’ atmosfera spirituale e magica del paesaggio che ho iniziato ad accelerare il passo sempre di più, come se qualcuno di astratto mi desse ancora più forza ,poi preso dall’eccitazione cominciavo anche  a togliermi la maglietta, ormai io ero nel cammino e il cammino era in me…..

Poi preso ormai da un illuminazione mistica cominciavo a togliermi addirittura le scarpe per fare gli ultimi 2 km scalzo e nudo, solo con il mio bastone.

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E proprio in quel magico momento ho avvertito quella sensazione che ti blocca la gola e lo stomaco e non ti fa più ne pensare ne respirare.

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Si ….era lei……la sensazione che mi stavo cacando addosso, ecco perché il mio inconscio aveva accelerato il mio cammino, solo ora me ne ero reso conto.

Comunque, proprio in quel momento di difficoltà, come un miracolo divino e la più bella illuminazione, notavo, giacente alla mia sinistra un piccolo fiumiciattolo che mi indicava la via della salvezza e della liberazione dei miei peccati.

Cosi dopo aver avvelenato i mari incontaminati dell’Indonesia e fatto morire centinaia di specie di pesci in via di estinzione e contaminato ettari di tabacco a Cuba, faccio tabula rasa anche di tutti gli organismi viventi del povero fiumiciattolo……..

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