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ARRIVO A DUBLINO

Giorno importante, anzi importantissimo, forse anche di più.

Per la prima volta, Mescalinabackpacker, Enrico e Alessio, non solo partono con le loro compagne tutti e 4 insieme.

Ma partono anche insieme ai rispettivi figli, Alessandro di 3 mesi (suo primo viaggio in aereo) e Adele di 10 mesi (lei ha già preso l’aereo per andare in Sicilia).

Il primo viaggio tutti e 6 insieme, il primo di una lunga serie.

Si cambiano e si cambieranno molte cose, ma il modo, la filosofia e l’idea di viaggiare rimane e rimarrà sempre la stessa: BACKPACKER, ovunque andremo.

Partiamo da casa (Orte) alle ore 7:30, in un ora siamo a Ciampino dove lasciamo le macchine al car-valet già prenotato.

Alle 10:55 decolliamo con la Ryanair puntuali e alle 13:15 arriviamo a Dublino.

Il primo volo di Ale è andato senza grossi problemi, praticamente nemmeno se ne è accorto.

Il biglietto aereo ci è costato a persona 150€ tra andata e ritorno, comprensivo dei bagagli, più 25€ a tratta a bambino.

Arrivo a Dublino – Il bus 747

Quando atterriamo i passeggini ce li restituiscono direttamente sotto l’aereo e in 10 minuti esce anche il bagaglio speciale neonato che avevamo imbarcato in cui avevano messo le pappe.

Usciamo dall’aeroporto e a sinistra del terminal degli arrivi prendiamo il bus 747 Airlink nel più classico British-style a 2 piani (biglietto 8€ che si fa a bordo) che ci porta in 30 minuti alla stazione dei bus Connolly – Busaras su Talbot street.

Arrivo a Dublino – La zona dell’ostello

A 50 metri dalla fermata c’è il nostro ostello, il Jakobs Inn, prenotato su hostelworld, 70€ camera doppia con bagno privato, lettino per i bambini e colazione inclusa.

Facciamo il check-in e saliamo in camera per lasciare i bagagli e uscire.

In tutto ciò 2 cose mi sono scordato di scrivere.

La prima, la più scontata che ovviamente da quando siamo scesi dall’aereo, non ha mai smesso di piovere, c’è una leggera foschia e la temperatura è sui 10 gradi.

Ecco, questo è il tempo che troveremo tutti i giorni, ma la pioggia anche se costante, sarà sempre lieve e non ci impedirà di fare nessuna cosa abbiamo in mente.

Anche perché abbiamo il parapioggia e il saccoapelo per i passeggini e non abbiamo problemi.

La seconda, la più importante, è che Valeria, la mia compagna, la mamma di Alessandro di 3 mesi, il cui unico nutrimento è il latte materno, da 2 giorni ha un fortissimo virus intestinale con un diarrea fortissima, vomito e febbre che oscilla dai 38 ai 39°.

E quando arriviamo all’ostello, la situazione è anche peggiore.

Arrivo a Dublino – La camera dell’ostello

Per di più, visto che allatta non può prendere nessun medicinale che non sia la tachipirina.

Ma noi siamo abituati agli inconvenienti.

Anzi ci piace affrontare queste sfide e risolverle sempre con ottimismo e allegria.

Cosi facciamo fare una bella poppata ad Alessandro e alle 15:30 lasciamo Valeria sul letto a riposarsi e noi usciamo lo stesso, ovviamente con la pioggia.

Dall’ostello facciamo una bella passeggiata.

Passiamo per Trinity College, purtroppo quasi completamente vuoto.

Trinity College

Costeggiamo il fiume Liffey e arriviamo a Temple Bar.

Qui ci fermiamo un oretta in uno dei 1000 pub del quartiere più turistico e famoso della città.

Dopo aver degustato un paio di Guinness, ce ne ritorniamo sempre a piedi all’ostello dove non scordiamoci, c’è sempre Valeria, quasi in fin di vita.

Infatti quando torniamo la situazione non è certo migliorata.

Gli vado a prendere del riso in bianco al ristorante Indocinese “Thai Spice” attaccato all’ostello, aspettiamo il tempo necessario per riallattare e preparare la cena per Adele nella cucina in comune e usciamo per cena.

Il percorso di oggi

Considerato che, uno piove e fa freddo.

E due che non possiamo allontanarci più di tanto dall’ostello.

Sia per Valeria sia perché tanto alle 22:00 bisogna andare a dormire scegliamo il ristorante “The BrewDock” distante un centinaio di metri dall’ostello.

La cena

Cena tipica Irlandese, “Fish and chips” e “Beef and Guinness Pie”, ovviamente con un paio di Guinness.

E prima di andare a dormire ci fermiamo a Molloys Dublin, pub-ristorante, attaccato all’ostello dove ci beviamo qualche whisky.

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