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Mescalina Backpacker

LAOS IL PAESE CHE TI RAPISCE

Laos il paese che ti rapisce

Laos il paese che ti rapisce

La prima parola che mi sovviene pensando a tal meraviglioso paese è “wonderfalls”.

Un pò per le cascate ed un pò per la meraviglia, termine pare inventato dai Laotiani, realtà nella quale ti stai per calare, quindi è giusto che tu vada preparato.

Se sei un viaggiatore, sappi che il Laos, potrebbe rapirti, potrebbe portarti a scelte definitive e traslochi affrettati.

Pertanto se sei debole di cuore ti raccomando di NON andare in Laos o potresti non tornare mai più.

Dicono sia il paese più povero dell’Asia, ma vidi solo gente ricca, di moralità e sorrisi.

Dicono sia un paese sottosviluppato e speriamo continui ad esserlo, poiché il non sviluppo della società assicura un radioso futuro alla natura e in Laos è tanta, ma proprio tanta roba.

Dicono che nessuno parli inglese e pochi il francese ed è vero e non hai idea di quanto ti divertirai, a parlare con gesti, con sorrisi o con disegni sulla sabbia.

Non farti pertanto prendere dallo sconforto dell’insicurezza, ma lasciati trasportare dalla meraviglia della certezza di stare in uno degli ultimi paesi naturistici al mondo.

No non mi son sbagliato, non volevo dire naturalistici, ma proprio naturistici, poiché la natura qui è nuda ed a te si offre, mi raccomando di farti trovare con le braccia aperte.

E se la natura proprio non ti prenderà, di sicuro se sei a braccia aperte qualcuno un passaggio ti darà.

laos insetto

Laos il paese che ti rapisce

Entrai da nord e come sempre feci lasciai la massa ridiscendere il Mekong in barca e mi diressi ancor più a nord a Luang Namtha, il punto perfetto di partenza per i miglior trekking della mia Asia, ove i villaggi non son ancora addomesticati per i turisti, ma entri in contatto con una realtà vera, natura esponenziale e animali da fantascienza.

Solo allora dopo aver portato un aquilone, consegnatomi dagli amici di Vulandra Ferrara, ai bimbi dei villaggi e aver fatto una tappa al confine cinese solo per il gusto di mettere un piede in Cina, decisi scendere alla più famosa Luang Prabang.

Terra circondata dal Mekong e da cascate che per estensione sembrano città ove però i colori sono caldi e appassionanti, come puoi vedere dalla foto a Tad Sae meno conosciuta rispetto alla sorella Kuang Si, ma a mio avviso con un tocco in più.

Il tocco in più solitamente proviene dall’amico backpacker di turno che con fare zuzzurellone spingendoti ti fa cadere in acqua.

E poi via cavalcando autobus improponibili, caricati all’inverosimile con odori nauseabondi e posizioni contorsionistiche, giungere a Vang Vieng, terra del famoso tubing, la discesa delle rapide di un fiume con grandi camere d’aria in balia della corrente e perennemente ubriachi poiché tutti i bar sottoriva ti lanciano corde per darti un tappa ristoro.

Onestamente sembrava d’assistere allo spring break by USA, per cui io vecchio stampo decisi di scendere le rapide sobrio col kayak e puntualmente caddi dal kayak fra le rapide (vedi link making of).

laos bike

Laos il paese che ti rapisce

Mi conosco, inutile negare, rendo di più ubriaco che salutista.

Prossima volta bar e gommone.

Scherzi a parte, è pericolosissimo, sono morte 30 persone negli ultimi anni, ma le fonti non son ufficiali poichè è tutto messo a tacere per non intaccare il turismo, quindi spirits&coscienza se fate il tubing.

Vientiane fu toccata e fuga, una tappa d’avvicinamento a ciò che doveva essere la superavventura all’interno della stessa: il thakek loop potenziato.

Un percorso di 450 km fra cascate, grotte, villaggi unici e natura selvaggia.

Ma essendo emiliano-romagnolo il mio cromosoma sborone in più, incuriosito anche da un articolo di national geo che parlava della grotta più grande al mondo, decido di potenziare il normale loop, di 300 km, alla ricerca di tal grotta manco riportata sulle normali mappe.

Ma chiedi qua e scartabella la, mi faccio un’indicativa idea del percorso e decido di provarci.

E qui ha inizio la più grande avventura.

Dormendo accampato al fiume e mettendomi alle spalle strade asfaltate fin quasi subito entrai come non mai a contatto con gente locale, incuriosita dalla presenza di uno straniero, possibilmente visto di rado in quelle zone, alla ricerca della famosa Tham Khoun Xe.

Inutile raccontarVi le peripezie affrontate, poiché nel video puoi sentirti parte della spedizione.

Laos il paese che ti rapisce

Laos il paese che ti rapisce

Altro loop interessante fra cascate, arcobaleni e piantagioni di tè e caffè è il bolaven plateau, con base Phakse, assai più semplice per rotta, asfalto, servizi, ma non per questo meno intrigante: la foto parla per me.

E poi giù giù giù fino al confine cambogiano, passando qualche giorno relax alle 4000 isole (Si Pha Don) sul delta impressionante del Mekong, godendomi tramonti da Paramount, bagnandomi nelle sue acque marrone merda (suppongo non fosse solo il colore, comunque tipico di novembre, poichè il grande fiume scarica tutto l’accumulato coi Monsoni).

Facendo kayak alla ricerca dei 64 delfini dell’Irramanandi, che infami stavano tutti dalla parte cambogiana del fiume ed io ovviamente unico fra tutti a sconfinare e rischiar carcere per uno dei 64 esemplari che però colto da compassione mi ripagò mostrandosi.

Amai tanto tal paese che senza accorgermene arrivai alla frontiera col visto scaduto da 2 giorni e mentre attendevo la sentenza delle autorità, preparandomi alla migliore sceneggiata italiana, ventilando chissà quale malattia rara per suscitar pietà ed evitare cosi il carcere, scoprì con somma gioia che 10 dollari di multa avrebbero risolto il problema.

Ah Laos quanto ti amo.

Laos il paese che ti rapisce

Laos il paese che ti rapisce

Se il video documentario ( di cui vado fierissimo..lasciami un commento e dimmi se ti piace per favore) di cui sopra poi non ti bastasse e volessi conoscere più a fondo le stranezze dei Lao in chiave ironica, ecco il video giusto per te.

E se infine mi avessi preso tanto a cuore e volessi sbranarti i contenuti, ecco un piccolo extra per te, il making of del Laos con scene inedite, cadute dal kayak nelle rapide, colazione coi vermi e quel tocco di follia che rende sempre e tutto unico.

Buona Vita
Tiberio

khokhobchaiLALAI LAOS

“Cucire a mano una bandiera rossoblù,
sarà memoria immemore di ciò che mi fu tabù,


Eri un puntino sulle mappe all inizio dell’avventura,
Bensì percorrendo le tue strade iniziò a svanir la paura,


La realtà è gioiosa di concreta miseria, 
Ma sorrisi e natura fan si che la situazione non sia seria,


Sebbene un rischio corron le tribù locali,
 Ed è il turismo che portiam noi occidentali,


Con la speranza di non intaccar usi e costumi,
Che la nostra arroganza puó mandar in frantumi,


Ma voglio creder un’altra volta nell’esser umano,
Che ti aiuti a svilupparti senza forzare la mano,


Tante nazioni han incrociato il tuo cammino,
 A quasi tutti loro, sta a cuore il tuo destino,


Quindi invito chi verrà a non portar il caos,
In questo paradiso naturale chiamato Laos..”

Se sei arrivato fin qua, dev’esserti proprio piaciuto..ne sono davvero contento, e se per caso anche tu sei contento, allora fai contenti tutti ed iscriviti al canale.

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