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MADAGASCAR CON I BAMBINI

Ho sempre pensato ai miei viaggi come a momenti essenziali.

L’essenzialità infatti è una condizione per lasciare spazio al resto.

L’essenzialità del viaggio parte dallo zaino: 2 pantaloni, 2 magliette, 2 mutande.

Una meta, la sola prima notte prenotata e un’idea di cosa si vorrebbe vedere, vivere, senza però nessuno schema.

Ecco viaggiare con i bimbi in Madagascar non è stato proprio questo.

L’essenzialità nel viaggio con dei bimbi è realizzabile, certo, ma dipende un po’ dalle mete.

Il Madagascar è stato il viaggio più pianificato che io abbia mai fatto.

Madagascar con i Bambini

Madagascar con i Bambini

Però ne è sicuramente valsa la pena.

A gennaio avevo voglia di partire, di sfuggire all’inverno e dal senso di soffocamento che in quel momento della mia vita mi faceva sentire insofferente.

Quando mi sento così, navigo nel web alla ricerca di voli e di viaggi che magari non potrò permettermi.

Così anche solo per l’idea: il così detto volo mentale.

E ho incontrato dei fantastici voli economici per Antananarivo.

Non ho resistito.

Io sono Valeria, ho 42 anni e due bimbi, Yuri di 6 e Tito di 3 e il 20 agosto siamo partiti per il Madagascar.

Normalmente mi piace viaggiare da sola oppure con poche persone.

Anche in questo il Madagascar mi ha stravolto i piani: con me c’era mia sorella e, aggiuntosi all’ultimo minuto, anche Ludovico, un giovane studente che è anche babysitter dei miei bimbi.

Con lui è nata un’amicizia che ci ha portato a condividere questo viaggio.

L’Africa ha un odore forte, di polvere e bruciato.

Il primo impatto è sempre acre nelle narici.

Le emozioni si fissano anche attraverso gli odori e la memoria di essi.

Chi ama l’Africa ama questo odore.

Antananarivo è grigia, nonostante i tanti colori.

Il Madagascar invece è rosso, sull’altopiano che si srotola lungo la route 7.

Poi verde, nella rigogliosa e umida foresta di Ranomafana.

Giallo negli aridi canyon dell’Isalo.

E blu arrivando al mare sulla costa sud.

I sapori non sono mai troppo forti, né troppo piccanti, né troppo speziati e la cucina abbastanza varia.

Proprio come il popolo malgascio, dai tratti sempre diversi a seconda delle contaminazioni africane o indonesiane.

I malgasci sono un popolo poco aggressivo, quasi schivo, mai spigoloso.

Proprio come i loro sapori.

Un viaggio in Madagascar passa anche attraverso questo racconto di colori, sapori e odori, racconto che usa il linguaggio dei bambini, e che da loro è percepito e compreso in maniera naturale.

Madagascar con i Bambini

In Madagascar, anche quando pensi di essere l’unica persona in mezzo ad una sterminata steppa lontano da tutto, ti sbagli.

Ci saranno sempre dei bimbi che spunteranno da qualche cespuglio, da qualche sentiero, spesso discreti e timidi, sicuramente veloci, incuriositi da Fazà (straniero o bianco in Malagascio).

Il popolo malgascio è infatti un popolo molto giovane, e si può notare ovunque.

Pochi gli anziani in giro per le strade o le campagne e molti, moltissimi bambini.

Nella parte più vicina ad Antananarivo, nelle piccole città, o nei villaggi, non manca acqua, né quindi coltivazioni e allevamento.

Ma andando più a sud, dove incomincia ad essere più arido, spesso questi bimbi chiedono proprio acqua (rano) o bottiglie vuote per andare a prenderla.

Questo tipo di impatto non è stato facile da digerire per i bimbi, ma credo che l’idea che il mondo sia diverso da quello che conoscono e che il nostro modello di società non è né l’unico né tantomeno quello giusto, sia un messaggio importante da trasmettere.

Io viaggio con loro anche per questo motivo.

Capire che ci sono bimbi poveri, che lavorano, che sanno e devono saper stare da soli, che gioiscono per una caramella e che non la danno per scontata, ha fatto sviluppare in loro empatia, comprensione ed è stata una grande lezione sulla condivisione.

Un viaggio in Madagascar con i bambini, è sicuramente tutto questo.

Ma è anche e soprattutto il viaggio perfetto alla scoperta della natura.

Animali e insetti, rocce e foreste, dune di sabbia, baobab millenari e inaspettate piscine naturali in mezzo agli aridi canyon, stelle marine e isole deserte in mezzo al mare blu, hanno reso il loro viaggio sempre fonte di stupore, dando loro l’energia per affrontare anche lunghe giornate di trekking ed escursioni, non sempre facili per dei bimbi della loro età.

Consiglio questo viaggio a tutti i genitori.

Certo è stato anche molto faticoso, ma le esperienze che abbiamo vissuto sono state intense, sempre interessanti e ricche ai loro occhi, che la fatica è stata dimenticata.

Questo è stato per noi un viaggio perfetto e niente è andato mai storto.

L’essenzialità ha trovato delle sfumature gradevoli, morbide.

Le abbiamo abbracciate e ci siamo lasciati coccolare.

Il Madagascar è dei bambini.

ITINERARIO DEL VIAGGIO IN MADAGASCAR AGOSTO/SETTEMBRE 2019

  • Partenza da Torino Caselle 20 agosto e arrivo ad Antananarivo nella notte del 20 agosto
  • 22 agosto: partenza da Antananarivo -Ambatolampy – Antisirabe
  • 23 agosto: Antisirabe – Ambositra
  • 24 agosto: Ambositra -Ranomafana e Parco nazionale
  • 25/26 agosto: Ranomafana, Parco nazionale e partenza per Ambalavao
  • 27 agosto: Ambalavao, Parco nazionale d’Anja e partenza per Ranohira
  • 27 agosto/30 agosto: Ranohira e Parco nazionale d’Isalo
  • 30 agosto: Ranohira – Ifaty
  • 1 settembre: Tulear e imbarco per Anakao
  • 1 settembre/12 settembre: Anakao
  • 12 settembre: volo interno Tulear – Antananarivo
  • 14 settembre: Antanarivo – Torino Caselle

RACCONTO DEL VIAGGIO IN MADAGASCAR CON I BAMBINI DI VALERIA 

Siamo arrivati di notte ad Antananarivo, dopo un ottimo volo con Air France.

Mi aspettavo un aeroporto peggiore, ma, a parte la confusione e l’attesa per i visti, è andato tutto liscio.

Ovviamente tutti eravamo stanchi, soprattutto i bimbi, ma per la mia esperienza l’eccitazione dell’arrivo risveglia anche quelli più sonnolenti.
Ci siamo poi fermati solo un paio di giorni nella capitale, grigia e caotica.

Ci siamo immersi nel caos dei mercati, ma se non avete bambini tranquilli e soprattutto se voi stessi non vi sentite tranquilli, non vi consiglio di farlo.

L’africa è un mercato, sempre. Di occasioni per passeggiare tra i banchi, tra le persone e gli animali ne potete avere sempre e in ogni luogo.

Il nostro viaggio, come dicevo è stato pianificato già prima della partenza.

Questo perché grazie ai consigli e i suggerimenti avuti (anche e soprattutto da MescalinaBackpacker) sembrava impossibile fare in autonomia i 1000 km per scendere a sud.

Per cui abbiamo contattato una guida molto professionale e gentile, con la quale abbiamo pattuito un itinerario, con un’auto e un driver.

Lucas è stato molto bravo nel capire quali fossero le mie esigenze con i bimbi.

Fondamentalmente: non mi interessava vedere moltissime cose, ma preferivo fermarmi anche qualche giorno per potermele gustare e dare ai bimbi il tempo di ambientarsi.

Inoltre non volevo fare mai più di 5 ore di viaggio in auto consecutive.

Nel pacchetto Lucas ha inserito anche tutte le entrate ai Parchi Naturali, e gli alloggi a mezza pensione.

Visto che eravamo con i bimbi abbiamo optato per una tipologia di “alberghi” di medio prezzo.

Il 22 siamo partiti con la nostra guida e il driver, persone veramente deliziose con le quali è stato bello condividere questa esperienza. I bimbi li adoravano!

Il nostro viaggio insieme parte da Antanartivo fino a Tulear, circa 1000 km in 10 giorni.

IRLANDA Con Bambini - L'Irlanda backpacker con i bambini
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Sono Valeria, quando posso amo viaggiare da sola o Con i miei figli. Yuri di 7 anni e Tito di 4. Vivo con loro e i nostri cani a Torino. Sono un’istruttore cinofilo e faccio anche molte altre cose per arrotondare. Spesso Progetto di trasferirmi in Indonesia prima o poi. Intanto sono qui e comunque mi piace

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