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IL VENERDI D’ITALIA Civita di Bagnoregio “La città che muore”

Civita di Bagnoregio

“La città che muore”

L’ultima volta che avevo visitato Civita di Bagnoreggio, quest’antico borgo medioevale era quando facevo la terza media, circa venti anni fa.

Ricordo immagini di molte impalcature e case completamente abbandonate e in rovina.

Nell’aria si respirava una sensazione di solitudine e di tristezza, surreale quasi di morte senza nessun essere vivente in giro con solo qualche gatto.

Civita di Bagnoregio, conosciuta in tutto il mondo come la città che muore stava facendo i suoi ultimi respiri che duravano da oltre 2500 anni.

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La città era stata completamente abbandonata dall’uomo perché era sempre più forte il progressivo crollo delle pareti perimetrali di tufo e argilla, provocando cedimenti alle case.

Anche se la struttura principale è una rupe di tufo, la base è di argilla, facendo si che c’è un’erosione di 7 cm l’anno, solo nell’inverno del 2013, con le infinite piogge, è stato calcolato un’erosione di ben 25 cm.

Poi, all’improvviso, come capita spesso in questi vecchi e abbandonati borghi, passò per caso qualche influente e ricchissimo V.I.P., alla riscoperta di posti originali ed esclusivi ed ecco che nel giro di pochi anni la città rinacque dalle sue ceneri.

Furono fatti forti investimenti sia per stabilizzare e dar sicurezza la base di argilla, sia per ristrutturare tutto il piccolo borgo medioevale.

Oggi, Civita di Bagnoreggio è chiamata la “Città Incantata”, un paese da favola con solo 8 residenti storici, con la maggiorparte delle altre case che sono di Cinesi e nord Europei e migliaia di visitatori all’anno.

La particolarità della città è che l’unico modo per entrarci, essendo arroccata sullo sperone di tufo in continua erosione,  è quello che si deve camminare su di un ponte pedonale di 300 metri di cemento armato, in cui non possono passare le macchine.

Tutto il borgo, che nelle giornate di nebbia e foschia sembra galleggiare nel vuoto è senza asfalto e in buona parte sterrato.

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Si entra attraverso la porta di accesso di Santa Maria e dopo una cinquantina di metri c’e’ una piazza principale con la chiesa romanica di San Donato.

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Ma il pezzo da novanta sono senza dubbio i molti ristorantini e locali tipici in cui si possono mangiare i prodotti caratteristici della zona, freschi, genuini e a buon prezzo con olio e carne di maiale che ne fanno da padroni.

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Bellissimi e uniche sono le case basse con i loro giardini privati con prato e alberi da frutta sparsi un po’ ovunque, dove si ammira uno stupendo paesaggio di tuta la valle intorno, la Valle dei Calanchi con le sue strutture uniche di argilla, ma anche palazzi, antiche dimore, piazze e piazzette.

Civita di Bagnoreggio è uno di quei luoghi che sono sospesi nello spazio e nel tempo, una città quasi di fantasia, antica e fragile allo stesso tempo.

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COME ARRIVARE A CIVITA DI BAGNOREGIO

Il modo migliore è con la macchina con il problema che il parcheggio che sta prima del ponte ma è molto costoso quindi trovate qualche posto gratuito a Bagnoregio e poi arrivate a piedi a Civita che dista meno di un km.

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Con il treno dovete scendere o a Viterbo o a Orvieto e prendere gli autobus della Cotral per Bagnoregio.

MANGIARE A CIVITA DI BAGNOREGIO

Noi siamo stati ad ALMA CIVITA.

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Il locale si trova dentro delle grotte di tufo, con il piano terra e il primo sotterraneo, dove si può mangiare, mentre il secondo sotto terra serve come cantina per i vini. Il clima è molto famigliare, con un ambiente ricercato ed elegante, ottima musica di sottofondo e buon rapporto qualità prezzo.
Il menù è fatto da piatti della Tuscia Viterbese e dell’Orvietano, gli ingredienti e le materie prime sono semplici, genuine e fresche, considerando sempre il corso delle stagioni.
Nel menù la parte di spicco la hanno il maiale, animale della zona e cucinato in vari modi.

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