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Il Dolomiti di Brenta Trail non è ne un trail ne una gara ne tantomeno una corsa.

E’ un viaggio, un lungo viaggio sulle Dolomiti del Brenta.

64 chilometri, più di 4200 metri di dislivello, 3 punti ITRA, tra le più belle montagne al mondo, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

E noi i viaggi li amiamo, qualsiasi essi siano.

Creata nel 2015 è ormai una delle gare più importanti nel panorama internazionale con più di 20 nazionalità presenti ogni anno.

Un percorso stupendo, emozionante, unico, in un contesto da paura, segnalato benissimo, con un organizzazione professionale e con più di 200 volontari.

In più ci sono dei rifugi-ristori in cui ti viene voglia di fermarti e non ripartire.

Uno dei percorsi più duri per un Trail di un giorno di tutto il mondo; di solito ci vogliano anni e trail minori per poter affrontare questo.

Dolomiti di Brenta Trail

Mappa della gara

Ma il nostro spirito backpacker ce lo portiamo sempre dentro, qualsiasi cosa facciamo.

Dopo aver fatto il Bettona e il Chianti, oggi proveremo il nostro primo vero Ultra Trail.

Ma gia la sera prima avevamo capito quanto fosse duro.

Giunti al palazzetto per ritirare il pettorale (l’iscrizione l’avevamo fatta a luglio sul loro sito per 60€) troviamo un fila di più di ora ma ci dicono subito che è solo per quelli che fanno la 45 km.

Per la 64 la fila non c’è.

“Che bello” faccio ad uno dei ragazzi dell’organizzazione, siamo dei privilegiati.

E lui guardandomi mi fa, “assolutamente no, è che per 64 ci sono solo un 150 iscritti e la fanno solo i più esperti e preparati”

BAM – una coltellata, già mi immagino che non arriverò nemmeno alla fine della prima salita.

Dolomiti di Brenta Trail

La mattina arriviamo alle 5:50 al palazzetto di Molveno, per colazione solo uno yogurt e un panino, non ci siamo potuti prendere nemmeno un caffè.

Gli organizzatori ci danno un tracker GPS, ci controllano l’attrezzatura obbligatoria e alle 6.00 si parte.

Ancora è notte.

Attrezzatura obbligatoria, pena squalifica, da portare sempre con se nel Dolomiti di Brenta Trail.

  • zaino che possa contenere il materiale sotto elencato
  • giacca impermeabile
  • maglia manica lunga, pantalone 3/4, guanti e berretto
  • coperta di sopravvivenza, fischietto e lampada funzionante
  • banda elastica adesiva adatta a fare una fasciatura o strapping (minimo 80cm X 5 cm)
  • telefono cellulare carico
  • bicchiere personale, riserva d’acqua minimo 1 litro. riserva alimentare
Dolomiti di Brenta Trail

Il Percorso

PERCORSO DEL DOLOMITI DI BRENTA TRAIL

Per analizzare e raccontarvi la gara possiamo dividere il percorso il 9 tratti.

A parte il primo tratto fino a d Andalo, sono 4 salite con 4 discese.

Dolomiti di Brenta Trail

L’altimetria della gara

Il primo tratto è di 6 km, il più facile.

Lasciato Molveno, si affronta una ripidissima ma brevissima salita e si prosegue su strada forestale alternando tratti pianeggianti a brevi salitelle, pezzi su sterrato a pezzi su asfalto fino ad Andalo. Attraversato il paese si imbocca il sentiero 301 verso Malga Spora.

Dolomiti di Brenta Trail

La fine della salita iniziale

Inizia qui il secondo tratto, inizia qui la salita del Dolomiti di Brenta Trail! 7 km, da 1000 a 2327 metri s.l.m. più di 1300 metri di dislivello.

Si raggiungono in breve i Masi Pegorar, si prosegue sempre sul sentiero 301 che subito si presenta molto ripido. Si passa per Malga Dagnola Bassa e Val dei Cavai alternando single track, tratti in salita ad alcune brevi discese e falsopiani. Il sentiero è agevole e largo. La salita non è ne troppo impegnativa ne tecnica e si riesce a correre (piano) per molti pezzi. La prima parte è in mezzo ai boschi. Negli ultimi chilometri si sale gradualmente sino alla Sella del Montoz (2327 m. – km 13,5). In 14 km, abbiamo fatto 1500 metri di dislivello, pensavamo di essere più o meno a metà dell’opera, ma …

Dolomiti di Brenta Trail

L’inizio della discesa

Terzo tratto, 8 km, si riscende fino a 1750 s.l.m.

Si scende sul versante opposto guardando verso la Val di Non.Da qui in poi il panorama che si vede è ovunque da cartolina. Si raggiunge Malga Campa 1882 m e si affronta una ripida seppur breve salita. Con dei bei sentieri si attraversa Malga Loverdina, Malga Quetta, Malga Termoncello fino ad arrivare a 1750 metri. Anche questo tratto non è stato molto tecnico ne impegnativo.

Il panorama che si vede a meta discesa

Quarto tratto – 11 km, si risale fino a 2418 s.l.m.

Dopo un alternanza di leggeri saliscendi si risale invece il bellissimo Campo di Flavona.

Una delle malghe che attraversiamo

Qua si passa attraverso malghe, vacche alla stato brado, vecchie cascine e rifugi. Non c’è anima viva e siamo nella più totale armonia. Si sale dolcemente, a tratti quasi in falsopiano e si corre più che camminare. Siamo in mezzo a tutta la parte centrale del Brenta, ai piedi delle cime storiche: Cima Brenta, Crozzon, Cima Tosa, Campanil Basso. Il percorso rimane in quota, per la maggior parte corribile pur presentando alcuni brevi tratti in salita. Si raggiunge il Passo Grosté (2442 m. – km. 32,20) e si scende velocemente percorrendo la strada bianca sino al rif. Graffer (2261 m. – km 33,5). Siamo sopra Madonna di Campiglio.

Quinto tratto – 5 km si scende fino a 1650 s.l.m.

Dal rif. Graffer si scende fino a Malga Vallesinella Alta. La discesa non è troppo impegnativa ma i km iniziano a sentirsi.

Sesto tratto – si sale per 4 km fino 2266 s.l.m.

Doveva essere una bella salita ma inizia a piovere sempre di più. Si passa al rif. Casinei, 1826 m. e dapprima in mezzo a largo bosco e poi in campo aperto arriviamo ai piedi della vetta di Brenta Inferiore che culmina con la bellissima Bocca del Tuckett. Arriviamo al rifugio che diluvia, siamo zuppi, infreddoliti e tremanti. E’ la prima volta che ci capita. Il ristoro è all’aperto ed è tutto bagnato, riusciamo a cambiarci al volo e ripartiamo senza aver mangiato.

Settimo tratto – 2 km, si scende per fino a 2000 s.l.m.

Il pezzo che mi ha piegato le gambe. Partiti dal rifugio mi si è scaricato l’orologio e ho perso la percezione del tempo e dello spazio. Il non aver mangiato e l’essere tutti infreddolito ha aumentato il mio malessere. Inoltre il Sentiero del Fridolin ha una conformazione particolare del terreno (sassi obliqui) e visto che ha piovuto è insidiosissimo. Per fare 2 km ci mettiamo quasi un ora.

Tratto della prima parte dell’ultima salita

Ottavo tratto – 5 km si sale fino a 2500 s.l.m.

La salita finale. Il primo tratto risale la Val Brenta Alta attraversando gallerie scavate nella roccia, percorrendo facili e larghe cenge con un sentiero che rimane comunque sempre agevole, sino ad arrivare al rif. Brentei. Si corre e si cammina in ambiente fantastico. Ragazzi qua siamo in montagna, in un ambiente selvaggio e duro. Siamo tra il Campanil Basso, la Cima Tosa ed il Crozzon del Brenta. Attraversiamo i ghiaioni sulla destra orografica della valle (sinistra salendo) fino a raggiungere un breve pianoro che risale fino alla base della parete rocciosa. Si risale faticosamente il ghiaione che permette di aggirare il tratto attrezzato e raggiungere l’ultimo pezzo di un centinaio di metri su ghiaccio e neve. Arriviamo alla Bocca di Brenta (2552 m. – km 48,5) e dopo pochi metri di discesa si raggiunge il rif. Pedrotti.

Nono Tratto – 14 km di discesa fino a 843 s.l.m.

Non ci restava di fare 14 km in discesa, senza più salita.  La stanchezza ha iniziato a farsi sentire come cosi le 10 ore di corsa-camminata. I primi 5 km l’abbiamo fatti su un terreno che è un campo di guerra. Non riesco a correre nemmeno un metro. Inoltre ho l’inguine che a forza di strusciare e senza aver messo la vaselina mi sanguina di quanto è arrossato. Passiamo la Piana della Busazza, Baito dei Massodi e numerose zete per raggiungere il rif. Selvata (1657 m. – km 53,5). Per fortuna il terreno inizia leggermente migliorare. Il lago di Molveno si inizia a intravedere. Il sentiero si fa a tratti più stretto, si passa su ponti con cordini fino a raggiungere il rif. Croz dell’Altissimo (1491 m. – km 55, l’ultimo rifugio).

 

Per fare gli ultimi 6 km di discesa, praticamente tra i due rifugi ci ho messo 1 ora e 35 minuti. E ancora mancano 9 km, in cui impiegherò 1 ora e 40. Raggiungiamo il rif. Pradel, (1359 m. – 59 km) dapprima in piano e poi in leggera salita (l’ultima!) e si riprende a scendere. Il sentiero qui è bellissimo ma ancora di più il panorama. Siamo tornati in mezzo al bosco, passiamo in mezzo a tunnel nella roccia. Alle fine sbuchiamo nella parte alta dell’abitato di Molveno. L’ultimo chilometro è una passerella attraverso il paese costeggiando anche il lago.

Arriviamo che sono le 20:45, è notte, e quasi mi viene da piangere.

Dolomiti di Brenta Trail

I tempi per singoli tratti

COMMENTI POST GARA DEL DOLOMITI DI BRENTA TRAIL

Per concludere posso dire solo una cosa.

Quello che veramente ci ha ammazzato non è stata tanto la lunghezza, ne l’altimetria, ne il clima, ne tanto meno la preparazione insufficiente o l’alimentazione pre e durante la gara.

Non è stato nemmeno il fatto di non aver mai percorso 100 metri consecutive in pianura.

Ciò che mi ha messo più in difficoltà è stato il terreno. Forse abbiamo fatto 20-25 km su sassi, ghiaia e roccia. E non ero pronto.

Potete trovare tutte le informazioni delle gara sul sito ufficiale

RISULTATO FINALE DEL DOLOMITI DI BRENTA TRAIL

Risultato finale

Anche se non ci è mai interessato niente nel del tempo ne della classifica. Siamo arrivati 115° su 126 arrivati e 141 partiti. Ci si poteva mettere massimo 16 ore e noi siamo arrivati in 14 ore e 12 minuti.

Alessio

Enrico

Il mio abbigliamento per la gara è stato:

 

BETTONA TRAIL CROSSING 50K 1960D+
Chianti Ultra Trail - 74 km 2700D+
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