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IRLANDA e IRLANDA DEL NORD STORIA

Non ci crederete ma la prima popolazione di cui si ha notizia che abitò l’isola d’Irlanda fu quella Iberica.

Solo tra il 500 e 600 a.c. arrivarono i Celti, la cui impronta culturale è rimasta tangibile fino ad oggi.

Durante tutto il periodo Romano l’isola non caddè mai sotto il domino di Roma mentre il Cristianesimo arrivò solo nel 432 con San Patrizio (patrono nazionale).

Le prime “genti” che minarono la stabilità Celtica furono quelle Danesi.

Ma furono le lotte interne quelle più importanti.

In una di queste Dermot MacMurrough chiese addirittura l’intervento Inglese giurando fedeltà a Enrico II.

Veloce e capillare fu la conquista Anglo-Normanna che culminò nel 1171.

Enrico si stabilì a Dublino e introdusse il sistema feudale, appoggiato incondizionatamente dalla Chiesa.

Le differenze politiche, culturali, istituzionali tra Inglesi e Irlandesi furino d subito abissali.

Iniziano lotte interne e rivolte che dureranno secoli.

Dovute sopratutto alle leggi discriminatorie e all’impossibilità di intesa tra Re e Popolo.

Nel 1494 Enrico VII stabilì che le leggi votate in Irlanda non avevano valore se non con l’approvazione della corona.

Nel 1540 Enrico VIII completa l’occupazione dell’isola, la repressione diventa sanguinaria.

Inizia l’era della Chiesa Anglicana a discapito dei cattolici.

Nel 1691 la frattura interna diventa incolmabile.

Irlanda e irlanda del Nord storia

Irlanda e irlanda del Nord storia

Il popolo, tutto cattolico e contadino, non può più essere eletto in parlamento, 

A discapito dell’aristocrazia protestante e inglese.

Il XVII°secolo inizia una nuova guerra civile che si conclude con l’espropriazione di tutte le proprietà della classe operaia e la sua completa sottomissione ai nobili.

Nel 1800 si sancisce definitivamente l’unione tra il Regno d’Irlanda e quello della Gran Bretagna.

L’Irlanda e specialmente Dublino perdono di rilievo e decadenza economica sociale sale sempre di più.

Nel 1845 la grande carestia delle patate porta l’isola e l’Irlandesi quelli che non muoiono per fame e malattie a una delle più ingenti migrazioni mai avvenute al mondo.

Irlanda e irlanda del Nord storia

Irlanda e irlanda del Nord storia

Milioni di Cattolici Irlandesi si trasferiscono in USA e in Canada. 

Si spostano su “Bare Galleggianti” che nell’Atlantico provocano migliaia di morti.

Sono gli anni del Titanic.

In pochi anni la popolazione passa da 8 a 4,4 milioni nel 1911.

Una completa DIASPORA, “agevolata” dai rapporti con gli Inglesi ormai compromessi.

Oltre oceano iniziano a nascere organizzazioni indipendentiste di Irlandesi emigrati.

E quando la lingua ufficiale passa dal Gaelico all’Inglese anche a Dublino inizia l’insurrezione.

Nasce un patriottismo quasi radicale.

Nel 1920 l’Isola ufficialmente si divide in 2, la Repubblica d’Irlanda, l’Eire con capitale Dublino e l’Irlanda del Nord, con capitale Belfadt che fa parte della Gran Bretagna.

Scoppia l’ennesima guerra civile condotta dall’IRA.

Nel 1937 nasce la nuova costituzione.

Se prima la storia tra le 2 nazioni è omogenea da ora in poi prende strade differenti.

Nel 1968 il conflitto sociale cattolici – protestanti fa più di 3000 morti.

Il movimento Repubblicano si ribella all’unificazione e l’IRA, Irish Repubblic Army, l’esercito nato nel 1919, lotta per il riconoscimento dei diritti.

Questo provoca bombe, attentati ma soprattutto decine e decine di vittime spesso innocenti.

La Guerra civile tra irlandesi alla fine risulterà molto più brutta e spietata che quella contro la Gran Bretagna.

Sono anche gli anni di George Best e della Guinness.

Irlanda e irlanda del Nord storia

Irlanda e irlanda del Nord storia

Dopo decenni e recessione e secoli di difficolta nell’ultima meta del XX° secolo iniziano anni migliori.

L’Irlanda diventa la cosiddetta Tigre Celtica.

In pochi anni, l’Irlanda si trasforma e il tasso di crescita economica schizza al 10% l’anno.

Un miracolo economico aiutato da una politica mirata, dall’emancipazione, dagli aiuti dell’UE ma anche da inventive fiscali, riduzioni dei tassi e dal libero scambio.

120 società multinazionali hanno infatti sede sull’isola.

Oggi il presente sembra più florido che mai, ma il passato, di sofferenze, privazioni e morti non è stato certo dimenticato.

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