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Inverno 2019, una sera come tante mi squilla il cellulare.

È il mio amico Dimitri Lalli, (compagno di numerosi viaggi e ultimamente, mia personale guida alpinistica sopra i 4000m) .

Come suo solito, non mi saluta ed esordisce con questa frase: “Enrico, segnati questo nome: Lorenzo Barone. Un giorno ne sentiremo molto parlare”

Lorenzo Barone

Mi racconta, col suo solito entusiasmo accompagnato ad una certa impazienza di parlare, dell’incontro.

Gennaio, di ritorno dal Terminillo dove aveva arrampicato, si ferma vedendo questo ragazzo, molto giovane, fare l’autostop.

Mi dice di quanto sia rimasto piacevolmente sorpreso di quell’incontro e chiude la chiamata suggerendomi di andare a dare un’occhiata su di lui nel web. 

All’inizio non ho dato molto peso alla chiamata, ma dopo poco aver iniziato a leggere di Lorenzo su Facebook, ho capito subito di avere davanti a me realmente qualcuno che avrebbe scritto una bella pagina di storia, la sua.

Quella storia di imprese di altri tempi alla Bonatti o Messner, che leggiamo sui libri e ammiriamo in qualche documentario su Sky o Netflix.

Lorenzo Barone

Lorenzo Barone nel Sahara

Oggi la sua impresa ha catturato l’attenzione dei media italiani, tanto da farlo conoscere anche ai meno appassionati di questo lifestyle. 

Perché la verità è che ognuno, più o meno segretamente, non può non ammettere di rimanere affascinato e travolto da una forma così esplosiva ed autentica di vita. 

Lorenzo Barone, nato a Roma ma vive a Sangemini, ha 22 anni, a Gennaio scorso è partito per la Siberia Orientale per un impresa mai tentata in bici.

Doveva tornare nel giro di qualche mese, invece a più di un anno di distanza è ancora li, anzi, lì ha trovato l’amore e da qualche giorno si è anche sposato.

Ma già nel 2019, quando era completamente sconosciuto da tutti mostrava i tratti tipici di un eroe di altri tempi.

In 3 anni aveva collezionato già più di 48.000 km in sella alla sua bici, con 800 giorni alle spalle e 33 nazioni nelle gambe e nel cuore.

Lorenzo Barone

Appassionato e praticante di Parkour, il suo primo amore sbocciato da giovanissimo perché “avevo una grande energia che non sapevo dove proiettare”.

Ama gli ostacoli e le difficoltà, perché è solo grazie ad essi che si può migliorare.

Ama i viaggi estremi ed un estremo studio con il quale si prepara ad affrontarli e sostenerli economicamente vendendo le sue foto per le varie città in cui approda. 

Uno dei suoi motti era “Non mi sento realmente vivo nelle zone di “confort” ma fuori di esse”.

Per Lorenzo quel “fuori” si trova in quella parte di mondo in cui il consumismo non ha ammalato le persone, in cui è preservato un principio di aiuto reciproco per cui anche il turista più sprovveduto non si sentirebbe solo perché ad accoglierlo ci sarà sempre la mano tesa ed accogliente del “locale del posto”. 

Lorenzo Barone

Ciò nonostante la mente, nel viaggio, insieme a un equipaggiamento solido, è ciò che determina il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. 

E questo Lorenzo sicuramente l’ha capito ben presto quando a 18 anni, mosso da una forte voglia di partire ma con in tasca pochi soldi, si recò in una discarica e raccattó delle vecchie taniche per farne le borse della sua bici.

Non soddisfatto, continuò la sua ricerca per completare quello che sarebbe stato il suo primo equipaggiamento da viaggio. Il suo primo viaggio: partenza da Sangemini, arrivo in Portogallo e ritorno in 3 mesi

Lorenzo Barone

E già allora nel 2019 le imprese di Lorenzo Barone parlavano da sole:

2015

  • 22 – 28 maggio: Primo viaggio, partenza in bici per il compleanno dei 18 anni, 7 giorni da Sangemini al Monte Vettore e ritorno: 230 km
  • 27 giugno – 22 settembre: Al terzo tentativo da Sangemini con una bici mezza rotta raggiunge il Portogallo dopo aver attraversato Francia e Spagna, poi torna a casa per un totale di 3 mesi e 7.936 km
  • 5 – 8 dicembre: Torna in bici sul Vettore con un amico
  • 22 dicembre – 7 gennaio: Da Sangemini pedala fino in Sicilia e raggiunge la vetta dell’Etna a 3350 mt:1270km

2016

  • 28 – 30 gennaio: Tenta di raggiungere la vetta del Gran Sasso ma abbandona a 10 km dalla vetta per il poco cibo e una bufera di neve: 340 km
  • 24 marzo – 7 aprile: Con un amico da Terni raggiungiamo le Alpi, le Cime di Lavaredo, andata e ritorno: 1580 km

Dal 26 giugno 2016 al 15 Febbraio 2017

  • 8 mesi “on the road”, raggiunge la Danimarca, si imbarca per l’Islanda. Fa il giro, torna in Danimarca e prosegue in Norvegia, Svezia e Finlandia fino a Capo Nord (7 Dicembre 2016 Notte polare -30°C). Poi si gira e torna a casa sempre in bici attraverso 23 paesi: 15.600 km

Lorenzo Barone

2017

  • 24 febbraio – 15 aprile: 2 mesi visitando il sud Italia e torna sull’Etna: 3.000 km
  • 3 maggio – 8 ottobre: In 5 mesi da San gemini a Berlino, poi giù in Turchia e su di nuovo attraversando tutta l’Europa fino a San Pietroburgo dove ha abbandonato il viaggio per una serie di motivi (voleva arrivare in Australia): 12.000 km
  • 14 – 15 ottobre: Gran Sasso (2.912 mt) con un amico, due giorni intensi: 340 km

Lorenzo Barone

2018

  • 7 gennaio – 25 febbraio: Un viaggio duro, da Roma volo a Bishkek in Khirghizistan, pedala fino in Tajikistan su strade oltre i 4.000 mt e temperature fino a -30°C, raggiunge poi Dushanbe la capitale: 2.200 km
  • 24 marzo – 27 aprile: Torna in Islanda trainando un carrello a piedi, ripercorre i 1.600 km fatti in bici in autostop e tenta di attraversare l’islanda centralmente ma il carrello nella neve affonda e rinuncia, visitando però luoghi che non conosceva uscendo dalla strada principale e trova le grotte di ghiaccio
  • 28 luglio – 5 agosto: Vola alle Lofoten in Norvegia e aiuta Mauro Abbate nella parte a nuoto del suo triathlon estremo, Marco nuota e Lorenzo rema su un canotto per 230 km nell’oceano

Poi un tragico incidente, Rovereto, tuffo di 16 metri, triplo salto mortale all’indietro, sbaglia l’ultima capriola ed entra di schiena.

Sembrava tutto finito ma …ragazzi cazzo, lui è Lorenzo Barone.

E qui che Dimitri l’ha conosciuto, erano gli ultimi mesi della sua riabilitazione fisica.

In quel periodo stavo iniziando l’avventura con la radio e la prima cosa che fece lo contattai e gli chiesi subito un intervista.

Gia sapevo che sarebbe stata un occasione da far invidia.

Di quelle da raccontare ai nipoti.

Poi quel’estate partì di nuovo.

In Marocco

Andò in Marocco quasi per caso, attraversò il Sahara con un attrezzatura unica, tra berberi, montagne, oasi, cammelli e il deserto del Sahara: 51 giorni, 2500 km.

Pochi giorni dopo essere tornato dal Marocco a fine luglio è volato a Seul ed ha attraversato la Corea fino al mare (circa 800 km).

Lì si è imbarcato per il Giappone ed in Giappone ha percorso circa 2.300 km, il tutto in 29 giorni.

Doveva tornare in Italia ma il biglietto aereo costava troppo quindi è volato da Tokyo a Calcutta e a Calcutta ha iniziato un gran viaggio.

52 giorni e poco più di 4.000 km attraversando tutto il nord dell’India.

E’ arrivato in Himalaya, e per quasi un mese è stato oltre i 4.000 metri con diversi passi oltre i 5.000 con il passo più alto a 5.481 metri s.l.m..

E’ sceso dalle montagne ed arrivato a Nuova Delhi dove a fine ottobre 2019 ha preso un volo di ritorno per Italia.

Il viaggio continuativo è stato quindi di più di 7.000 km tra Corea, Giappone e India.

Dove dormiva nella Jungla Indiana

In 4 anni i suoi piedi avevano fatto già più di 57000 km.

Quando tornò, con la sua immensa disponibilità che lo contraddistingue , mi disse che sarebbe venuto a Orte ma la sede per le registrazioni purtroppo ancora non era pronta.

Mi disse che a Gennaio 2020, cioè dopo un paio di mesi, sarebbe partito per la Siberia, per un’impresa mai tentata e ci lasciammo con la promessa che al suo ritorno, sarebbe tornato a trovarmi. 

Il resto ragazzi è storia.

Una storia senza precedenti che Lorenzo Barone ha iniziato a scrivere da poco ma già è densa di mille vite vissute, di cui sicuramente sentiremo presto parlare anche sui maggiori media. 

Mi dicevano “in bicicletta non andrai lontano”
Non so cosa intendessero per “lontano” ma la distanza di un giro e mezzo della terra poi l’ho percorsa.

Mi dicevano “ma viaggiare costa tanto! “
Non so cosa intendessero per “tanto” ma 3/4 euro al giorno per mangiare sono meno di quello che molti spendono in benzina o biglietti per spostarsi in città quotidianamente.

Mi dicevano “che viaggi a fare se poi devi tornare?”
Io mi sono sempre chiesto come facessero loro a non partire e a non fare nuove esperienze, ma senza dirlo.

Mi dicevano “Ma non hai paura la notte in tenda nel bosco con gli animali? Vai in città!”
Ho sempre dormito bene nei boschi e nella natura, mentre ho avuto brutti incontri con le persone quelle poche volte in città

Mi dicevano “Torna a casa prima dell’inverno”
Ma pedalare in Lapponia d’inverno sotto le aurore boreali, con 22 ore di buio e -30°C o sul Pamir oltre 4.000 mt tra le montagne a -28°C rimangono tra i viaggi più belli che ho fatto e tra due settimane pedaleró in Siberia.

Mi dicevano “Ma vai in compagnia che è meglio”
Nei viaggi in compagnia mi sono sentito più solo che stando da solo perché diminuiva il contatto con le persone del posto.

Mi dicevano tante cose, ma non li ho più ascoltati e solitamente tutti coloro che volevano insegnarmi come vivere non erano mai persone felici.

Ognuno deve vivere la propria vita come meglio crede sia per se stesso, senza ascoltare nessuno

cit: Lorenzo Barone

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MescalinaBackpacker intervista LIFE IN TRAVEL
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