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ORTE MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

Il Museo Civico di Orte è il luogo nel quale si vuole far conoscere alla comunità la memoria del proprio passato, a partire dalle origini etrusche, e risvegliare in ciascuno la responsabilità per un patrimonio culturale, di cui è il principale artefice e fruitore.

Il museo, in quanto diffuso, non è una sede chiusa e vuole essere un punto di partenza per muoversi alla riscoperta della città e del suo territorio (il porto romano di Seripola; i castelli di Bagnolo, Baucche e Castiglioni; la valle del Rio Paranza) attraverso percorsi guidati. Allestito nei locali della chiesa, riunisce materiali della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, che vanno dall’epoca etrusca all’Alto Medioevo (secoli VI a.C. – XI d.C.).

La visita si svolge procedendo in senso orario, dall’ingresso all’interno della chiesa, e segue l’ordine numerico dei pannelli, attraverso tre sezioni, Etrusca, Romana e Altomedievale, evidenziate da appositi indicatori.

I pannelli, infatti, sono disposti in sequenza cronologica e numerica, contraddistinti ciascuno da un cerchio colorato (verde per il Periodo Etrusco, rosso per l’Età Romana e blu per l’Alto Medioevo), visibile in alto a sinistra.

La sede del museo è l’ex Chiesa di Sant’Antonio Abate che sorge nella contrada San Giovenale, in un’area appartenente, nei secoli X-XIII, al monastero romano di San Silvestro in Capite e alla sua dipendenza di San Giovenale, forse costruita sotto o vicino alla chiesa attuale.

Fondata alla fine del XIV secolo e officiata sino al 1922, la chiesa di Sant’Antonio era annessa ad un monastero destinato alle paupercolae mulieres ( le “ poverelle religiose”).

L’aspetto attuale si deve alle trasformazioni compiute alla fine del XIV e nel XVIII secolo.

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IL MUSEO E IL PERCORSO DI VISITA

Il Museo dispone di una collezione permanente di reperti; le vetrine ed i supporti espositivi disponibili consentono di distribuirli armonicamente secondo un percorso studiato secondo il criterio cronologico, più che tipologico.

Il filo conduttore è costituito da Orte nella storia, dalla sua nascita come roccaforte volsininese, nella seconda metà del VI secolo a. C., alle vicende che la vedono protagonista in epoca romana e ancor più nell’Alto Medioevo, sino all’XI secolo.

Il Museo è pertanto suddiviso in tre sezioni, consecutive e consequenziali:
1) Etrusca, dalla fine del VI a. C. alle due battaglie del lago Vadimone (308 e 283 a. C.);
2) Romana, (età repubblicana, imperiale e tardoantica, dal II secolo a. C. al V d. C.);
3) Altomedievale, dal VI all’XI secolo.

Pannelli testuali ed illustrativi guidano il visitatore alla scoperta della storia e alla comprensione dei materiali esposti, introducendo all’osservazione delle vetrine e del loro contenuto, nonché delle molteplici iscrizioni, di carattere prevalentemente funerario, distribuite lungo le pareti.

Per l’ allestimento si è optato per un duplice criterio:
a) tematico, con l’argomento principale costituito dall’abitato di Orte, con la sua evoluzione dalle origini al Medioevo, ed una serie di collegamenti con il territorio nei luoghi di maggiore rilevanza storico-archeologica (S. Bernardino, Seripola, Macchia di Ruffo-Bagnolo).
b) cronologico, con la creazione di un itinerario che si snoda all’interno delle sezioni etrusca, romana (repubblicana, imperiale e tardoantica) ed altomedievale, aventi uno spazio tanto sulle pareti quanto nel corpo centrale del mobilio e nelle vetrine.

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I TEMI

Le tematiche affrontate nel Museo sono:
1) Il territorio di Orte in una delle prime riprese aeree da dirigibile
2) La necropoli etrusca di S. Bernardino e la Tomba dei Delfini
3) Il territorio di Volsinii e Orte in epoca etrusca (VI-III sec. a. C.)
4) L’abitato di Orte: la parte sepolta
5) Le battaglie del Lago Vadimone
6) Orte romana: il periodo Repubblicano e l’età Augustea
7) Le strade, il Tevere e il porto fluviale di Seripola
8) Le produzioni artigianali: manufatti in pietra e terracotta
9) Dalla città romana alla fortezza altomedievale
10) Tarda Antichità e Medioevo

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LE SEZIONI

a) Etrusca
Sono qui esposti i materiali provenienti dalla necropoli di San Bernardino e quelli recuperati da scavi di emergenza nel centro abitato e che riconducono, a livello cronologico, alla prime fasi di occupazioni dell’altopiano (VI- V sec. a.C.).

La necropoli di San Bernardino, ubicata a sud dell’abitato,subito al di là del Rio Paranza, è stata scoperta e scavata nel XIX secolo dall’ Accademia del Vaticano e i reperti rinvenuti sono per gran parte perduti.

Uno scavo del 1995 ad opera della Soprintendenza per i Beni Archeologici ha però riportato alla luce la cosiddetta “Tomba dei Delfini”, che nonostante saccheggiata da clandestini, ha restituito una cospicua collezione di materiali oggi esposti al museo.

Assumono particolare rilevanza un bassorilievo in nenfro con due delfini affrontati rispetto ad un rosone centrale, una testa di leone in nenfro di accurata fattura, due cippi sepolcrali, un’urna a doppio spiovente e i corredi con alcuni vasi per le offerte, ampollini per unguenti e bracieri in bronzo.

Per quanto riguarda l’ambito urbano sono esposti materiali provenienti dallo scavo di emergenza condotto in Piazza Pietralata che sono da ricondurre prevalentemente a ceramica da mensa e a elementi di crollo ( o di volontaria destrutturazione) di un abitazione.

b) Romana
Si tratta della sezione espositiva rappresentata dal maggior numero di oggetti, anche in virtù delle numerose indagini archeologiche svolte su siti di età romana.

La sostanziale fedeltà che lega Orte a Roma, anche nei momenti di maggiore crisi, viene premiata con l’elevazione della città a municipium con l’affermazione in ambito tiberino grazie al controllo del fiume operato per mezzo del porto di Seripola e del ponte della via Amerina.

Al momento non rimangono testimonianze monumentali del periodo repubblicano, fatta eccezione di alcuni corredi provenienti dalla necropoli delle Piane, indagata archeologicamente a più riprese a partire dagli anni ’30 del secolo scorso al 2005.

Per quanto concerne l’età imperiale numerose sono le testimonianze archeologiche provenienti dagli scavi del porto di Seripola e dai rinvenimenti occasionali nelle ville suburbane. Fanno bella mostra di se in questa sezione numerosi manufatti di diversa natura, tra cui spiccano i corredi funerari della necropoli delle Piane, una statua togata e un’ara votiva dedicata a Mercurio provenienti da Seripola.

Ben rappresentata anche l’attività degli scalpellini, grazie all’esposizione di numerosi coperchi di sarcofago, cippi funerari e miliari, e dei vasai, grazie all’esposizione di numerose forme di diverse classi ceramiche.

c) Altomedievale
Tra V e VI secolo la nascita di un’area di culto cristiano, ai margini dell’area del foro e quasi al centro di Orte, si unisce ad una serie di trasformazioni dell’abitato in concomitanza dell’elevazione della città a sede diocesana.

Gli scavi effettuati nel 2003 in piazza della Libertà hanno permesso di recuperare informazioni su queste fasi e in questa sezione sono esposti i primi epitaffi cristiani rinvenuti nel territorio di Orte.

Assume particolare importanza l’esposizione dei materiali lapidei e scultorei provenienti da ambito urbano che permettono di osservare una particolare ricchezza della cittadinà in età altomedievale.

Di particolare interesse risultano essere anche i blocchi cavi di peperino che sono stati impiegati come tubature all’interno della rete idraulica ipogea per sopperire al malfunzionamento del cunicolo principale causato, probabilmente, da una scarsa manutenzione.

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ORTE La Necropoli di San Bernardino
ORTE Piazza Belvedere

Nato a Narni il 7\09\1983. Attualmente è assegnista di ricerca in Tecnologie applicate ai Beni Culturali presso l’Università della Tuscia di Viterbo ed è Direttore Scientifico del costituendo “Museo dell’Agro Cimino” di Soriano nel Cimino.”. Già borsista presso il Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia all'interno del programma “Orte e Vasanello in età medievale” dopo la laurea magistrale in Archeologia conseguita nel 2009, ha frequentato un master di II livello in Archeologia e Comunicazione (TECAM- Tecnologie e cultura aree mediterranee) occupandosi dello studio del fenomeno rupestre di Tuscolum, avvalendosi anche di una piattaforma GIS ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Archeologia Medievale presso "La Sapienza" Università di Roma.Nel corso della sua formazione ha partecipato a numerose campagne di scavo e ha supervisionato numerosi interventi di emergenza, sia per la realizzazione di grandi infrastrutture che in contesti più limitati, prima in qualità di dipendente di società esterne e, a partire dal 2011, da libero professionista. Dopo aver partecipato a numerose attività di ricerca del Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’ Università della Tuscia, anche con incarichi di responsabilità, è stato nominato coordinatore delle attività archeologiche nell’ambito delle convenzioni per progetti di ricerca stipulate con i comuni di Orte, Vasanello, Soriano nel Cimino, Vallerano e Celleno. Responsabile scientifico del progetto “Orte Sotterranea”, operatore scientifico del Museo Civico Archeologico di Orte, è stato nominato con decreto ministeriale ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria Meridionale. Partecipa a diverse collane editoriali, in qualità di direttore della rivista nei “Quaderni Museo Civico Archeologico di Orte” e di segreteria di redazione nelle collane “Archeologia, Città, Territorio” e “Museo della Città e del Territorio”, entrambe dirette dalla Prof.ssa Elisabetta De Minicis. Gli interessi scientifici sono rivolti principalmente alla topografia e alla storia degli insediamenti medievali, all’archeologia dell’architettura, all’archeologia del sottosuolo e al Remote Sensing applicato ai Beni Culturali. Negli ultimi anni il Dott. Pastura ha rivolto le sue attenzioni all’utilizzo dei sistemi georadar e al rilevamento con Laser Scanner conseguendo risultati di rilievo nei lavori svolti sui siti archeologici di Ferento (Viterbo), San Leonardo (Vallerano), San Valentino (Soriano nel Cimino) e nelle chiese urbane di Orte. A tutti questi temi sono dedicate una monografia (Il territorio di Vasanello in età medievale. La realtà rupestre I, Acquapendente 2013); una curatela (La città sotto la città. Analisi e ricerche nella parte sepolta dell’abitato di Orte, Grotte di Castro 2013) e una quindicina di contributi su riviste e collane scientifiche nazionali.

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