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“Per l’animo avventuriero di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo”

Piemontese della Val di Susa esportata in provincia di Treviso.

Insoddisfatta di una vita sedentaria trascorsa nell’attesa delle due settimane di viaggio annuali, decide di seguire il suo istinto e iniziare a viaggiare backpacker e con un budget minimo, alla ricerca del “non- turistico”.

Ulrike Raiser

Ulrike Raiser

E così parte, zaino in spalla, alla volta dell’Europa, della Russia e di Egitto, Marocco, Tanzania, Sudafrica, Mozambico, Swaziland, Zanzibar, Seychelles, Cuba, Stati Uniti, Canada, Cina, Borneo, Malesia, Iran, Nepal, India, Australia, Giordania, Namibia, Perù, Bolivia, Myanmar, Oman, Uganda, Ruanda, Tibet, Etiopia.

Nel 2018 pubblica il best-seller, “Sola in Alaska”, libro in cui racconta i luoghi visitati tra Canada e Alaska che hanno cambiato profondamente la sua visione del viaggio.

E dopo l’enorme successo a fine Gennaio 2020 è in vendita il suo secondo libro “Deviazioni”in cui propone un viaggio attraverso luoghi “fuori rotta”, in cui spesso ci si imbatte per caso, ma che regalano storie e incontri emozionanti.

Il libro riunisce scorci e racconti che arrivano dai cinque continenti, selezionati da dieci anni di viaggi, che fanno emergere quanto la realtà spesso sia diversa da ciò che sembra e come la storia, quella vera, non sia sempre identica a quella che si legge sui libri.

I due libri di Ulrike Raiser

La scrittrice ci fa una riflessione sul senso del viaggiare di oggi, tra chi può permettersi di viaggiare per scelta, come possiamo fare noi, e chi invece lo deve fare per necessità.

Ulrike è una persona che fatica abbastanza a stare nei canoni che la società di oggi ci impone e con una voglia di muoversi che spesso non sa nemmeno lei spiegarsi.

Una ragazza che definisce “liquida” la dimensione del viaggio, il cui zaino rappresenta un’esperienza, la cui risorsa più grande è il suo essere flessibile e che ama perdersi in un viaggio.

Viaggiatrice instancabile e senza confini è oggi a Radio Orte intervistata da Elena Medori e MescalinaBackpacker: Ulrike Raiser.

Ulrike Raiser

L’intervista andrà in onda: Martedì dalle 17:00 con repliche il Giovedì alle 23:00 e il Venerdì alle 9:00.

Se siete nella zona del centro Italia è possibile ascoltarci sia in FM su Radio Orte che sul canale digitale 777.

Ma ovunque vi troviate in Italia, in Europa o nel mondo basta collegarsi su www.radiorte.it

Sul sito e sulla pagina Mixcloud di Radio_Orte e MescalinaBackpacker sarà possibile ascoltare tutti i podcast delle puntate.

LE DOMANDE DI MESCALINABACKPACKER A ULRIKE RAISER

  1. Prima domanda, immancabile, dopo questa breve presentazione che ti abbiamo fatto, Ulrike, chi sei, presentati a parole tue.
  2. Partiamo subito con il tuo ultimo libro, “Deviazioni” edito dall’Alpine Studio. Come è nata l’idea di scriverlo? Quale è il focus e il tema del libro, di che cosa parla e perché leggerlo?

  3. Perché hai scelto come titolo “Deviazioni”?
  4. Nel libro ci sono 15 capitoli, ogni capitolo è dedicato ad un luogo, che hai visitato negli ultimi 10 anni di tutti e 5 i continenti. Analizzarlo 1 a 1 sarebbe troppo lungo ma delle domande te le dobbiamo proprio fare. “L’uomo dovrebbe adattarsi al mondo, invece è il mondo che deve forzatamente adattarsi all’uomo”. E’ la frase che troviamo nel capitolo dedicato al viaggio a Hainan, l’unico posto che nemmeno conoscevamo. Dove si trova, perché andarci e se ce lo consigli.
  5. Nel Borneo sul fiume all’interno della giungla hai raggiunto l’essenza e te la sei portata a casa. Cos’è questa essenza di cui parli?
  6. Passiamo al viaggio in Mozambico. Fin da piccola ti sei sempre chiesta se questa leggenda del mal d’Africa esisteva d’avvero e se la terra è davvero “Rossa”. Sei riuscita a scoprirlo? E’ molto forte il binomio Cina/Africa?
    Ulrike Raiser

    Ulrike Raiser

  7. Cuba. Tu giustamente dici che è un esperimento e che non vive solo nel mito del Che. Ma perché va annusata?
  8. Quello in Myanmar, un viaggio stupefacente, ti ha catapultato in un posto senza tempo, proiettato agli albori della storia e che ti ha accolto a braccia aperte. Perché “ti chiamava da tempo”?
  9. Per l’India invece per molto tempo non eri stata pronta. Che significa?
  10. Anche l’Uganda, come il Mozambico, è un immenso cantiere su cui hanno allungato le mani i cinesi che, anche qui, hanno adottato la stessa strategia: noi costruiamo le strade e voi, in cambio, ci fate sfruttare le vostre risorse. Insomma, l’Africa è uno scrigno di storie che aspettano di essere raccontate e, in parte, ancora nascoste. Tu ci sei stata e scrivi nel libro anche dei viaggi che hai fatto in Uganda e Ruanda. Capire il Ruanda oggi non è facile, è un paese che guarda avanti. Ci dici 2 parole su questi 2 viaggi a cui hai dedicato 1 capitolo ciascuno?
  11. Arriviamo all’ultimo capitolo, per me un capolavoro che andrebbe studiato a scuola. Poni lo sguardo su due famosissimi miti, spaventoso specchio della nostra attualità: mentre Ulisse viaggia per piacere e viene proclamato eroe della curiosità dallo stesso Dante, Enea viaggia per disperazione e perché non ha alternative, avendo perso tutto. Ci fai una riflessione sul senso del viaggiare di oggi, tra chi può permettersi di viaggiare per scelta, come possiamo fare noi, e chi invece lo deve fare per necessità. Noi Italiani, Europei abbiamo la fortuna che una mattina ci svegliamo e se vogliamo il giorno dopo possiamo andare in qualsiasi altra nazione al mondo (quasi). Privilegio che abbiamo in pochi. “Deviazioni” sprona i viaggiatori occidentali a considerare la loro privilegiata posizione da “Ulisse” e invita, senza giudizio, a riconoscere che spesso i viaggiatori hanno percorsi e modalità differenti, ma sono uniti da un unico e grande desiderio: sentire pulsare la vita ogni singolo giorno. Ci spieghi questo concetto?

  12. Passiamo a domande più generiche: “Una cosa, però, è sempre la stessa e uguale in tutto il mondo: la voglia e la necessità di muoversi. Non so da dove mi venga questa forte pulsione che ogni tanto si fa trascinante e mi impone di prendere e andare. Non l’ho mai saputo e la accetto così, come una compagna che mi dorme vicino e ogni tanto si risveglia e mi richiama a sé. Forse non sento di avere radici troppo attaccate al suolo e, comunque, so che se parto poi una casa in cui tornare ce l’ho e c’è anche chi mi aspetta. Non per tutti è così, però”. Un certo Chatwin scriveva che l’uomo ha nel DNA la caratteristica dell’essere Nomade, che poi purtroppo o per fortuna ha dovuto abbandonare. Un po’ come per te, per cui l’essere umano è fatto per viaggiare, il mondo per essere esplorato e fatto per accogliere le nostre anime. Altra interessante riflessione che fai sul libro “Deviazioni”. Da cosa nasce la tua voglia di muoverti?
  13. Ci parli anche del tuo primo libro: “Sola in Alaska. Viaggio nelle terre del lungo inverno”.
  14. Quando ci siamo sentiti la prima volta mi hai detto “Non ti dico quanto io stia patendo adesso, chiusa in casa…ma questa è un’altra storia e poi, quando si potrà, torneremo tutti a viaggiare!”. Secondo te torneremo a viaggiare come qualche mese fa? E cosa rimarrà dei viaggi che conoscevamo fino all’anno scorso?

  15. Adesso vivi in Veneto, dopo essere stata tanti anni a vivere sul lago di Como, ma sei in realtà originaria della Val di Susa, in Piemonte. Nella tua vita hai fatto due grossi trasferimenti (sempre seguendo il cuore) e cambi radicali di vita e questo ti ha insegnato ad essere molto più flessibile. Ed è anche da qui che nasce il tuo secondo libro, “Deviazioni”. Perché in effetti nel corso della tua vita hai fatto alcune deviazioni importanti da quella che è ancora considerata la strada canonica da percorrere. Ti definisci una persona che fatica abbastanza a stare nei canoni. Quali sono questi canoni di cui parli? C’entra per caso anche quello che scrivi sul tuo primo libro “Sola in Alaska”: “Per l’animo avventuriero di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo”
  16. Tu sei l’autrice di “Sola in Alaska” e “Deviazioni”. Sul tuo ultimo libro hai fatto un accenno a “Shantaram”, il mio libro del cuore, e Terzani è uno dei tuoi autori preferiti. Quali altri libri ci consigli da leggere?
  17. Ami la dimensione del viaggio e la definisci “liquida”, perché?
    Ulrike Raiser

    Ulrike Raiser

  18. Il tuo zaino rappresenta per te quello che è il guscio per una tartaruga: una zona di comfort, una piccola casa, un riparo accogliente. Lo zaino è per te un’esperienza. Quali sono gli oggetti irrinunciabili che porti sempre con te?
  19. Il mondo è pieno di posti in cui la natura manifesta tutta la sua bellezza. A volte alcune di esse ce l’abbiamo sotto il naso ma non ce ne rendiamo conto finché non le vediamo in qualche documentario o consigliate su qualche rivista. Quali sono i posti che ti hanno impressionato, che ti fanno venire la pelle d’oca quando ripensi a quei giorni e che non ti immaginavi proprio che erano così.
    Ulrike Raiser

    Ulrike Raiser

  20. Per te la risorsa più grande del vero viaggiatore è la sua apertura mentale, il suo essere flessibile. Partiamo con maggiore consapevolezza perché non abbiamo molto altro da mettere nel nostro bagaglio e perché un buon viaggiatore deve sapersi perdersi. (Quanto mi trovi d’accordo). Come si fa a perdersi in un viaggio?
  21. Sempre su “Deviazioni” scrivi: “Sento spesso dire che l’uomo, in fondo, è una bestia. In ognuno di noi c’è del bene e del male e, a volte, prevale la parte animale. Non condivido però questo pensiero e dire che l’essere umano è una bestia è un’espressione che non mi trova d’accordo. Perché anche se a volte la natura è crudele gli animali non arrivano a commettere atrocità del genere. E allora come mai, mi chiedo, in qualunque parte del mondo, a qualunque latitudine e longitudine, la storia si ripete? Perché arriva un momento in cui l’uomo per sete di potere, per soldi o per futili motivi arriva ad ammazzare un suo simile?” Sei riuscita a darti una risposta?
  22. Questa ultima domanda te la fa personalmente Enrico, che scrive “ti svelo un mio segreto, il mio più grande rammarico è quello di non aver potuto fare l’anno sabbatico, cosa che non puoi capire quanto mi bruci e che prima o poi, forse a 50-60 anni farò, costi quel che costi. Nella mia testa se per caso oggi riuscissi a farlo oggi saprei dove e come andare. Questa domanda la giro a te, da domani hai un anno per girare il mondo. Dove andresti?

  23. Dove trovarti, leggerti e contattarti
  24. Saluti finali

 

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