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UZBEKISTAN STORIA OGGI

Uzbekistan storia oggi – Storia contemporanea dell’Uzbekistan

La storia dell’Uzbekistan Il 1° Settembre 1991 l’Uzbekistan, con un po’ di riluttanza, ottiene l’indipendenza dall’URSS, pensavano di essere un popolo troppo debole e immaturo per potersi governare da solo cosi come tutte le nazioni dell’Asia centrale ritenevano l’impero sovietico un “qualcosa da preservare”.

Le 5 repubbliche hanno preso strade e percorsi divergenti: Kazakistan e Turkmenistan le più “democratiche”, Tagikistan l’unica con una guerra civile, Kirghizistan e Uzbekistan con una “falsa democrazia”.

Si dovette affrontare all’istante l’esigenze religiose e culturali secolari che i sovietici per più di 100 anni erano riusciti a soffocare cosi come una forte inflazione e instabilità.

Prima di tutto, però, il problema principale fu per molti arginare l’espansione dell’Islam e subito dopo autoritarismo, riforme, ricostruzione, povertà, sviluppo, corruzione e successione politica.

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Tutto cambia il 13 Maggio 2005 con il massacro di Andijon, 1000 persone muoiono negli scontri durante le proteste per l’arresto di 20 potenti uomini d’affari islamici.

L’Uzbekistan si rifiuta di autorizzare un inchiesta internazionale, Usa e Europa levano gli aiuti e mettono l’embargo.

Karimov, islamico ex Soviet, che è stato il padre padrone dell’Uzbekistan dal giorno della sua indipendenza. caccia le truppe occidentali, cosi come la stampa estera, creando anni di tensioni internazionali, diminuite solo nel 2010.

Oggi è il più popolato dell’Asia centrale, un pil annuo di 1700$, 33% della popolazione sotto la soglia di povertà, 119° al mondo come sviluppo umano e 10° come repressione politica.

Un territorio dove ancora vivono clan, tribù e antiche tradizioni, con un agricoltura e sistemi di irrigazione millenari, giacimenti di gas naturali, carbone, uranio, metalli pesanti, legno, rame, 2° produttore al mondo di cotone dopo gli Stati Uniti e 8° d’oro.

Una nazione dove il mercato nero della valuta è una realtà cosi ben radicata e quasi ufficiale che è difficile trovare oggi una differenza del 100% tra il cambio di euro e dollari tra banche e i mercati locali.Stadio di Bukhara

Una nazione che anche un’alta alfabetizzazione e una sufficiente sanità, retaggio dell’impero Russo che però sono diminuite dopo il suo crollo, così come la fuga di cervelli, tutto questo in un purpuree di popolazioni tra cui 5,5% russi, 10% tagizi, 5% coreani, 3% kazaki.

Oggi nel 2017 il premier è Shavkat Mirziyoyev che ha stravinto le elezioni, ritenute irregolari dall’Osce con l’88,61% dei voti, considerato il favorito, anche perché il parlamento gli aveva già affidato la presidenza ad interim dopo la morte del presidente Islam Karimov.

Finiamo con una frase di Colin Thubrou sull’Uzbekistan: “una terra dove i governanti comunisti continuavano a rimanere al potere con un altro nome, offrendo soltanto un adesione formale all’Islam e liberalizzando l’economia senza alcuna promessa di democrazia”.

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