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Mescalina Backpacker

BENARES part2

Ci svegliamo con Valeria ancora sotto shock per via della scorsa sera e andiamo alla scoperta di Benares, la città che ora immagino come un cerchio, dove vita e morte si uniscono, un posto che forse vedi 1000 volte nei documentari ma quando lo vedi con i tuoi occhi è mille volte più forte, pochi sono i posti che riescono a far questo effetto, di solito è il contrario.

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Pensi sempre che in televisione ti facciano vedere solo una piccola parte, quella più romanzata, poetica, aggiustandola alle esigenze del pubblico, invece no, quello che vedi è una realtà che si svolge ovunque e sempre ed è come camminare in mezzo a un film.

Varanasi, fa parte di quella cerchia di città viventi al cui interno ci sono solo città come Roma, Gerusalemme e Cusco…CITTA’ ETERNE che niente potrà mai far terminare.

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Passiamo tutta la mattina lungo il fiume, salendo e scendendo per i Ghat, sotto i nostri piedi solo fango, sabbia e argilla.

Passiamo da parte a donne che lavano i panni e stendono grosse coperte lungo i gradini, ragazzini che nuotano e pescano, signori che prendono l’acqua per farsi il tè e a due metri ci sono trenta mucche di cui una è in decomposizione.

Passiamo tra gente che si fa la barba, che si lava, che piscia e caga.

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Timorosi tocchiamo anche noi il fiume al cui interno ci sono quattro millenni di cadaveri… E fa ancora più strano vedere l’altra riva completamente deserta e priva di qualsiasi forma vegetale, umana e animale, dove regna solo la morte.

Ci incamminiamo per l’università, dove restiamo qualche ora e assistiamo anche a un paio di lezioni.

Ritorniamo e ci facciamo 5 km per una strada piena zeppa di macchine e traffico, con urla e clacson da romperti il timpano, quasi una sopra all’altra… e IMPASSIBILI LE MUCCHE SE NE STANNO IN MEZZO A TUTTO QUESTO CAOS COME SE NON ESISTESSE.

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Entriamo cosi nella città vecchia, camminiamo in mezzo alla merda e alla sporcizia, ci sono capre, mucche, cani, mini discariche che bruciano tutto il giorno, templi induisti un po’ ovunque, gente che stira con ferri con dentro il carbone, vecchie che chiedono l’elemosina e ti maledicono se non gli dai i soldi, sciamani, eremiti e Sadhu nudi che dormono e meditano in mezzo a tutto questo con il profumo d’incenso e Charas che sta ovunque.

La sera andiamo al Dasaswamedh ghat che è lì vicino dove ogni sera si svolge una cerimonia sul fiume con un gruppo di sacerdoti con musiche di tamburo, incensi e lampade.

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Dura circa quarantacinque minuti, è pieno d’indiani e di turisti.

E’ una cerimonia turistica ma molto suggestiva e spettacolare.

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Ma la giornata non è finita, prendiamo un risciò a pedali e dopo aver rischiato la vita un centinaio di volte in mezzo a un milione di macchine ce ne andiamo alla stazione per prendere il treno notturno per Khajuraho.

Anche qui e’ un caos completo, gente da tutte le parti, centinaia di persone che attraversano i binari, le immancabili mucche, treni con viaggiatori sopra le carrozze che partono con le porte aperte, indicazioni degli orari e dei binari illeggibili e senza nessuno che ti dia un informazione…per fortuna troviamo il nostro treno e salutiamo VARANASI o BANARES… Dopo questi due giorni me ne posso anche tornare a casa…..

INDIA 3° Varanasi e visita notturna della cremazione sul Gange - G°3
INDIA 5° Khajuraho, la città del Kamasutra- G°6