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Il castello di Castiglioni

Ad Orte sulla piccola rupe che sovrasta il porto romano di Seripola sorge il Castello di Castiglioni, noto nei documenti dell’abbazia di Farfa già sul finire del X secolo.

Nonostante i ruderi sono oggi difficilmente visibili per via della fitta vegetazione che ricopre è facile notare, anche per l’occhio meno attento, come il Castrum è stato edificato su un pianoro inaccessibile in grado di controllare tutta la media valle del Tevere e gli attraversamenti fluviali.

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Oggi sono conservate esclusivamente tre torri, di cui una conserva solo la parte basamentale, e una cisterna per la raccolta delle acque; mentre non si hanno notizie di eventuali fortificazioni.

Tra la vegetazione si possono scorgere resti di strutture murarie inaccessibili che le cronache locali riconducono alla chiesa, oggi scomparsa, di Sant’Angelo.

Tuttavia, le descrizioni offerte dalla studiosa Giuliani Nardi nella sua carta archeologica del territorio di Orte pubblicata nel 1980, permettono di ricostruire un impianto composto da tre torri e una strada di accesso all’altopiano posta sul ciglio orientale.

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La prima torre presenta una pianta quadrata (7 m di lato) e risulta visibile per pochi metri di altezza.

La seconda, a pianta rettangolare ( 7 m X 5 m), con basamento a blocchi bugnati di travertino e filari superiori in tufo è l’unica struttura ancora facilmente accessibile. Dal lato nord, infatti, è possibile accedere all’interno di un ambiente voltato di particolare pregio, ancora ben conservato.

La terza torre, invece, era già visibile alla studiosa esclusivamente allo stato di rudere per cui, attualmente, è possibile esclusivamente vedere i resti di un edificio a pianta quadrata (8 m di lato).

ORTE La Cella di Santa Rosa
ORTE Ponte di Augusto - Il Simbolo Araldico del Comune di Orte

Nato a Narni il 7\09\1983. Attualmente è assegnista di ricerca in Tecnologie applicate ai Beni Culturali presso l’Università della Tuscia di Viterbo ed è Direttore Scientifico del costituendo “Museo dell’Agro Cimino” di Soriano nel Cimino.”. Già borsista presso il Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia all'interno del programma “Orte e Vasanello in età medievale” dopo la laurea magistrale in Archeologia conseguita nel 2009, ha frequentato un master di II livello in Archeologia e Comunicazione (TECAM- Tecnologie e cultura aree mediterranee) occupandosi dello studio del fenomeno rupestre di Tuscolum, avvalendosi anche di una piattaforma GIS ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Archeologia Medievale presso "La Sapienza" Università di Roma.Nel corso della sua formazione ha partecipato a numerose campagne di scavo e ha supervisionato numerosi interventi di emergenza, sia per la realizzazione di grandi infrastrutture che in contesti più limitati, prima in qualità di dipendente di società esterne e, a partire dal 2011, da libero professionista. Dopo aver partecipato a numerose attività di ricerca del Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’ Università della Tuscia, anche con incarichi di responsabilità, è stato nominato coordinatore delle attività archeologiche nell’ambito delle convenzioni per progetti di ricerca stipulate con i comuni di Orte, Vasanello, Soriano nel Cimino, Vallerano e Celleno. Responsabile scientifico del progetto “Orte Sotterranea”, operatore scientifico del Museo Civico Archeologico di Orte, è stato nominato con decreto ministeriale ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria Meridionale. Partecipa a diverse collane editoriali, in qualità di direttore della rivista nei “Quaderni Museo Civico Archeologico di Orte” e di segreteria di redazione nelle collane “Archeologia, Città, Territorio” e “Museo della Città e del Territorio”, entrambe dirette dalla Prof.ssa Elisabetta De Minicis. Gli interessi scientifici sono rivolti principalmente alla topografia e alla storia degli insediamenti medievali, all’archeologia dell’architettura, all’archeologia del sottosuolo e al Remote Sensing applicato ai Beni Culturali. Negli ultimi anni il Dott. Pastura ha rivolto le sue attenzioni all’utilizzo dei sistemi georadar e al rilevamento con Laser Scanner conseguendo risultati di rilievo nei lavori svolti sui siti archeologici di Ferento (Viterbo), San Leonardo (Vallerano), San Valentino (Soriano nel Cimino) e nelle chiese urbane di Orte. A tutti questi temi sono dedicate una monografia (Il territorio di Vasanello in età medievale. La realtà rupestre I, Acquapendente 2013); una curatela (La città sotto la città. Analisi e ricerche nella parte sepolta dell’abitato di Orte, Grotte di Castro 2013) e una quindicina di contributi su riviste e collane scientifiche nazionali.

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