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UZBEKISTAN 12° Samarcanda diario viaggio – G°4

SAMARCANDA DIARIO VIAGGIO

Samarcanda diario di viaggio

Samarcanda diario

Posati gli zaini usciamo subito, abbiamo 2 giorni per visitare Samarcanda e non possiamo perdere tempo.

Mitica e leggendaria, una delle città più antiche al mondo e un tempo la più ricca dell’Asia.

Qui sono nate e si sono sviluppate le grandi architetture Timurridi, terra di conquista di Alessandro Magno e dei Mongoli, uno dei punti in cui fiorì la cultura islamica, che custodisce alcuni tra monumenti più famosi al mondo.

Sono circa le 14 e la prima cosa che facciamo è pranzare in un ristorantino-locale-mensa tipica uzbeka

Decidiamo di lasciare il Registan e la Moschea di Bibi Khanym, i 2 luoghi più importanti, famosi e visitati per il giorno seguente e ce ne andiamo subito alla parte opposta della città vecchia.

Percorriamo la via che passa di fianco al Registan e la Moschea di Bibi e anche se le vediamo di sfuggita ci lasciano subito senza parole.

Samarcanda diario - Moschea Hazrat-Hizr

Samarcanda diario – Moschea Hazrat-Hizr

Con una piacevole passeggiata vediamo il sito di Afrosiab, un pò distante dalla città ma non si poteva fare a meno di iniziare la visita della città dove tutto è nato: l’antica Marakanda.

Torniamo indietro e ci fermiamo a vedere la Moschea di Hazrat – Hizr, considerata da molti la più bella moschea di Samarcanda ma a cui a noi è concesso solo un breve sguardo e ci lascia un pò delusi.

Dalla moschea, passando per il cimitero cittadino, arriviamo allo Shah-i-Zinda, “la tomba del re vivente”, è il cimitero dove Tamerlano e Ulug Beg, decisero di seppellire i membri più stretti della famiglia e le le persone a loro più care.

Samarcanda diario - Shah-i-Zinda

Samarcanda diario – Shah-i-Zinda

Dalla città vecchia a est, andiamo nella parte moderna ad ovest, il centro amministrativo costruito dai Russi nel 1900.

Samarcanda diario - La parte nuova

Samarcanda diario – La parte nuova

La città è piacevole, ci sono grandi viali alberati, c’è poco traffico come in tutto l’Uzbekistan, giardini, fontane, statue, piccoli negozi, bazar e alcuni turisti.

Torniamo a cena nel posto dove abbiamo pranzato per un’abbuffata di kebab e shashlyk, spiedini con carne tritata, lardo e cipolla.

Dopo aver visto il Registan illuminato, verso le 23, con temperature quasi vicine allo 0 ce ne torniamo all’ostello.

Per i dettagli sui monumenti leggere il Post Samarcanda cosa vedere.

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